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Torna l'appuntamento con il Quinto Grado a Roberto Gueli. Il giornalista della Rai analizza il successo ottenuto dal Palermo contro il Genoa, il momento della squadra di Mutti e il prossimo impegno contro il fanalino di coda Novara.
Contro il Genoa, il Palermo ha spezzato l'incantesimo ed è tornato al successo. Crisi finita o serve una prova del nove?
«Finalmente è arrivata la vittoria. Un successo che mancava da fine novembre e serve di fatto al rialzare la testa, a far tornare morale e voglia. La crisi forse non è finita ma certamente è stata una bella prova di carattere. Il Genoa ci ha messo del suo. Una squadra che subisce tre gol di testa ha qualcosa in difesa che non va».
Gli uomini di Mutti chiudono il girone d'andata all'ottavo posto con 24 punti. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
«Il bicchiere è mezzo vuoto. Senza dubbio 24 punti, se consideriamo gli obiettivi ed i proclami d'estate, sono pochi. Poi con quello che è successo forse vanno bene ma certamente la posizione del Palermo in classifica è particolare ovvero vincendo due o tre gare di fila si potrebbe tornare nei piani europei della graduatoria».
Come giudichi le prove di Donati e Viviano?
«Le giudico positivamente. Forze nuove per un gruppo che ha bisogno di ritrovarsi. Viviano ha subito tre gol ma ritengo sia un ottimo portiere, un azzurro del futuro. Donati ha visione di gioco e geometrie. Non è un regista ma lavora bene a centrocampo. Contro il Genoa ha dimostrato questo».
Può essere Budan il vero acquisto per l'attacco rosanero?
«Budan da 13 anni conosce Zamparini. È uno dei "superstiti" del famoso travaso da Venezia a Palermo. È andato spesso in prestito, ha subito tanti infortuni e diverse operazioni. Ma domenica si è dimostrato utile alla squadra. Gioca da cinque gare, ha segnato un gol dopo 9 mesi. Vero acquisto? Forse. Ma il reparto andrebbe potenziato».
Domenica al "Barbera" arriva il Novara: che partita ti aspetti?
«Contro il Novara, in crisi e ultimo in classifica, si deve vincere. Lo impone la classifica ed il momento del Palermo. Quel 2-2 nella gara d'andata, giocata a ridosso di Natale, brucia ancora. Oggi i rosa avrebbero 26 punti e con un successo sarebbero più su. Ma il passato è passato. Il Novara si può battere, ma occhio ai tanti ex con il dente avvelenato: Uijkani, Rinaudo, Lisuzzo, Morganella, Caracciolo, Mascara. E poi è la prima di ritorno. Sbagliare al "Barbera" sarebbe un suicidio».
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