



Palermo, ti presento... il Milan
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L'esonero di Delio Rossi ha diviso la tifoseria, fra chi sostiene l'ex tecnico e chi il presidente. Secondo te Zamparini poteva evitare di cacciare l'allenatore?
«Da quando Zamparini ha acquistato il Palermo, è la prima volta che la tifoseria lo contesta. Web, siti, mail: i sostenitori non hanno gradito il cambio e civilmente lo hanno detto e scritto. Evitare non so, Zamparini ha agito come sempre. Ha frenato l'istinto dopo l'1 a 1 di Bari ma da quel momento il feeling con Rossi si era rotto. Ed alla prima occasione lo ha esonerato».
La sconfitta con l'Udinese è forse la più pesante della storia rosanero. Secondo te c'è una causa specifica per la disastrosa prestazione della squadra?
«La sconfitta resterà nella storia negativa del Palermo. Un sette a zero casalingo non si dimenticherà facilmente. Come lo 0 a 4 con il Catania con Ballardini in panchina. Le cause possono essere tante: il rapporto finito fra Rossi e Zamparini, la squadra che ha accusato la pesantezza delle accuse e poi anche molti malumori diffusi. Speriamo che l'arrivo di Cosmi si possa rasserenare l'ambiente».
L'arrivo sulla panchina rosanero di Serse Cosmi pone tanti dubbi. Ha l'esperienza giusta per guidare la squadra in un momento delicato come questo?
«E' un tecnico di carattere e con voglia di riscatto. Ha allenato in tante categoria e forse Palermo è la piazza più importante. A mio avviso l'esperienza c'e'. Ora ci vorrà anche la collaborazione della squadra. Cosmi dovrà anche riportare sorriso e allegria».
Il Palermo lotta per un posto in Europa e la semifinale di coppa Italia. Quante percentuali ci sono che c'entri uno dei due obiettivi?
«Gli obiettivi, come ha detto Zamparini, rimangono invariati. Anche Cosmi sorridendo ha ribadito tutto. La Champions League sembra lontana, mentre Europa Legaue e coppa Italia sono raggiungibili. Proprio la coppa con la semifinale contro il Milan è un capitolo fondamentale ed il Palermo ha numeri e mezzi per raggiungere la sua terza finale della storia».
Rossi ha ammesso che la fine è cominciata con le dimissioni di Sabatini, dopo la qualificazione in Europa League. Cosa succede nella società rosanero, se ds e allenatore se ne vanno dopo tanti successi?
«Dopo l'addio di Sabatini, i primi giorni di novembre, si è materializzato l'inizio della fine. L'ex ds era un punto di riferimento/amico dell'allenatore che ha proseguito il suo lavoro professionalmente anche se, da quel momento, il filtro con Zamparini è venuto meno. Poi i litigi, le sconfitte, le accuse e l'epilogo finale».
(Golsicilia.it)
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