



Igea-Siracusa 0-2: far west al D'Alcontres, la spuntano gli azzurri e la rincorsa continua
Ssd Acireale-Rometta, 2-0: anche i messinesi cadono sotto i colpi dei granata
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Alla luce del successo in casa del Gavorrano a Messina si attendeva ben altro esito dalla gara contro il Melfi. E non poteva essere altrimenti visti i progressi fatti registrare dalla compagine giallorossa negli ultimi tempi, soprattutto a livello mentale. E’ stata la testa il fattore che ha inciso sostanzialmente nel match contro i melfitani. Dopo l’espulsione di Simonetti a dieci minuti dalla fine del primo tempo, la squadra peloritana è stata abile nel non disunirsi, nel restare coesa e compatta e proseguire con la stessa intensità della prima parte del confronto, giocata su buoni ritmi.
Ad inizio ripresa Guerriera ha vestito i panni del bomber di giornata su una pregevole intuizione di Bucolo ma allo scoccare del 60’ ci sono stati tre minuti di choc con i gol ospiti di Ricciardo e Cruz a ribaltare la situazione. Sembra abbattersi un vero e proprio ‘’temporale’’ sopra il ‘’San Filippo’’ con l’esito della gara già scritto e indirizzato verso la vittoria della squadra ospite. Ci sarebbe da fare una ‘’tirata d’orecchie’’ per il modo in cui sono arrivati i gol ospiti, non è mai positivo subire gol con la linea difensiva schierata e pronta a intervenire nell'eventualità.
Il nervosismo e l’inferiorità numerica avrebbero potuto essere fatali per le sorti del Messina e invece ci ha pensato il solito Chiaria a togliere le castagne dal fuoco e riprendere in mano la situazione. Un gol che non solo a riportato il Messina sui binari giusti ma che è servito per dare una scossa alla squadra e per provare l’assalto finale. Gli ultimi minuti della partita sono stati caratterizzati da una manovra disordinata ma positivamente aggressiva da parte dei giallorossi che avrerebbero voluto vincere a tutti i costi. E’ stato apprezzabile l’atteggiamento con cui i messinesi hanno affrontato gli ultimi istanti del confronto. Rispetto ad alcune deludenti batoste casalinghe del recente passato il copione è stato riscritto con un finale quasi a lieto fine.
Dopo il fischio finale c’è delusione per la gestione di gara della terna arbitrale ma gli eroi in maglia biancoscudata raccolgono con onore il punto e guardano con fiducia alla trasferta sul campo della Casertana. Lo stadio Pinto di Caserta è un terreno storicamente non facile per nessuno ma il Messina visto nelle ultime cinque partite ha tutte le carte in regola per disputare un’ottima partita e allungare la striscia positiva di risultati.
A piccoli passi la formazione dello Stretto sta ritrovando una buona condizione generale e si sta avvicinando alle posizioni di classifica che contano, quelle che segnano la linea di galleggiamento tra il professionismo e il dilettantismo. E una piazza importante del calcio siciliano come Messina non può permettersi ulteriori passi falsi e rischiare di cadere nel baratro. La truppa di Catalano sta cercando di mettersi alle spalle un momento delicato della stagione e, con il passare delle settimane, sta comprendendo i meccanismi di un torneo molto equilibrato.
Sono evidenti le differenze tra il livello della serie D dello scorso anno e quello della Lega Pro attuale, con una riforma totale del torneo alle porte, pronta per riassettare il sistema della terza serie del calcio italiano. Il format della Lega Pro negli anni ha svuotato le casse di numerose e prestigiose realtà dello stivale italico e i vertici del pallone con onestà hanno deciso di fare un passo indietro, di tornare insomma a trent’anni fa con la vecchia C unica. Questo comporta ovviamente numerose retrocessioni alla fine dei campionati di Seconda Divisione e nessuno vuole perdere e ‘’deporre le armi’’ dopo le trentaquattro giornate del torneo.
‘’L’armatura’’ del Messina è solida e può proseguire la battaglia, la prossima tappa si chiama Caserta e i giocatori giallorossi sembrano avere la giusta carica emotiva per affrontare la partita con lo spirito dei veri guerrieri.