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Ventiduesima puntata per la rubrica targata Golsicilia.it con Mario Giglio, avvocato/musicista/giornalista, che analizza il momento in casa Palermo. Giglio è stato in passato direttore di molti Tg provinciali e regionali oltre che voce storica di RadioStudio104 con le prime radiocronache delle partite del Palermo. Ideatore e conduttore del programma “Rosanero siamo noi”, che va in onda il giovedì a partire dalle 20.50 su Canale46 ed è possibile seguirlo in streaming sul portale www.canale46.it.
Mario, domenica scorsa ennesima sconfitta sul campo del Milan ma, vista la contemporanea caduta del Genoa, il discorso salvezza non condanna matematicamente i rosa. C’è ancora qualche possibilità?
«Fin quando i numeri dicono che c'è la possibilità di salvarsi, è doveroso continuare a credere nella svolta. Spero che finalmente si giochi per vincere piuttosto che per non perdere, per cui suggerisco a Sannino di giocare alla brasiliana con il 4-2-4… Poi applicherei la regola di fare un tiro in porta ogni tre minuti… è questione di tempo, ma qualche palla deve per forza finire dentro. A Milano ricordo il solo tiro di Morganella, l'unica cosa positiva è che è rimasto tutto come prima comprese le possibilità di salvezza».
Come hai visto il ritorno di Giuseppe Sannino?
«Giusto dargli la possibilità di provarci, sperando che sappia inculcare la mentalità vincente. Soltanto che si ritrova con una squadra che a gennaio ha perso due pedine fondamentali per il suo gioco, Brienza e Giorgi e senza l'arrivo dei due rinforzi primari, il centrale difensivo e la punta centrale».
Si ritorna in campo sabato prossimo per la gara contro la Roma. Il vicepresidente Miccichè ha dichiarato che in caso di mancata vittoria con i giallorossi sarebbe inutile continuare a sperare…
«Certamente più si va avanti senza vittoria, più la strada diventa disastrosa. Infatti adesso per salvarci servirebbero sei vittorie e tre pareggi in nove giornate. Il Parma di qualche anno fa, però, ci ha insegnato che nel finale di campionato ha vinto sette partite di fila. Allora sogniamo di fare meglio! Ripeto, fino a quando i numeri ci confortano, è doveroso per i "veri" tifosi, quelli che amano la maglia e non la serie dove si gioca, crederci...».
Parliamo un po’ del campionato di serie A, escludendo per un attimo il Palermo. Qual è la squadra che, per gioco e valori in campo, ti ha impressionato maggiormente di quelle viste al “Renzo Barbera” finora? E chi è l’allenatore che secondo te merita il premio come rivelazione del campionato?
«Sinceramente non mi ha impressionato nessuno più di tanto. Diciamo che in generale come gioco mi piace molto la Roma, con un Totti strepitoso ed un coriaceo Perrotta che va molto in panchina ma è sempre uno dei migliori più uno straordinario Lamela. Quando è in giornata mi piace molto anche la Fiorentina del mio amico Montella, con tanti grandi giocatori in squadra. Come allenatore a me piace molto Eugenio Corini che spero possa essere l'allenatore del Palermo il prossimo anno. Sono convinto che finalmente ne vedremmo delle belle. E siccome nel cuore sono rosanero… Forza Palermo!».