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Quinta puntata per la nuova rubrica targata Golsicilia.it con Mario Giglio, avvocato/musicista/giornalista, che analizza il momento in casa Palermo. Giglio è stato in passato direttore di molti Tg provinciali e regionali oltre che voce storica di RadioStudio104 con le prime radiocronache delle partite del Palermo. Ideatore e conduttore del programma “Rosanero siamo noi”, che va in onda il giovedì a partire dalle 20.50 su Canale46 ed è possibile seguirlo in streaming sul portale www.canale46.it.
Brutta sconfitta all’Olimpico di Roma che in molti paragonano allo 0-7 rimediato qualche stagione fa con l’Udinese…
«Purtroppo devo dire che dopo avere visto schierato la squadra con un 5-3-2, con due esterni che non servivano a niente (in quanto difensivi dal momento che servivano invece due esterni offensivi come Brienza e Giorgi ed al centro Rios-Barreto con Ilicic e avanti Miccoli e Dybala), ho temuto come nel secondo tempo del Milan che ci stessimo proponendo come vittime sacrificali. Figurati, quando ad un certo punto siamo passati al 10-0-0, allora lì ho aspettato gli errori di Munoz per dare via alla disfatta. E puntuale è arrivato l'errore dell’argentino che al centro dell'area anziché respingere di testa il cross, si strattonava senza pensare a prendere la palla, con Osvaldo, finendo a terra mentre la palla gli passava di sopra. 1-0 per la Roma e palla a centro e così dopo avere fatto un fallo violento da espulsione, visto che è sempre in ritardo sugli avversari, poco dopo massacrava Ujkani in uscita e lasciava alla Roma la palla del 2-0 facile facile. E non finiva qui. Perde Totti e lo insegue con molta calma, così un difensore dal centro è costretto a tentare di andare a chiudere, cross del capitano giallorosso e gol di Lamela. 3-0 e partita compromessa definitivamente. E se a tutto ciò aggiungiamo che giocavamo nuovamente non "a vincere" ma a "provare a non prenderle" ecco spiegato il tracollo. Sono ancora scioccato!».
Ilicic sempre più croce e delizia. Contro la Roma, partendo dalla panchina, se ne è sentita la mancanza. Infatti, con il suo ingresso, il Palermo ha acquistato una vivacità offensiva che fino a quel momento non aveva avuto. Lo sloveno è imprescindibile?
«Per Ilicic è arrivato il momento di darsi una risposta alla domanda "Voglio diventare un giocatore importante oppure vivacchiare facendo ogni tanto qualche buona giocata?". Nel primo caso lo terrei sempre in campo, nel secondo neanche in panchina. Con la Roma ha dato, dobbiamo dirlo, dei segni di risveglio ma il suo gol è arrivato troppo tardi…».
Domenica contro la Sampdoria la gara avrà il sapore già di ultima spiaggia. Tra l’altro probabilmente mancherà capitan Miccoli. Che gara ti aspetti?
«Fermo restando che spero ancora che il nostro capitano giocherà, voglio credere che segnerà non solo il gol numero 100 ma anche il 101 ed il 102, così sfateremo la tragica realtà che quando giochiamo alle 12.30 perdiamo sempre. Spero che contro i blucerchiati possa partire la risalita».
I tifosi aspettano con ansia il mercato di gennaio nella speranza che venga rinforzata la rosa. Se dovessi scegliere un giocatore per reparto, fossi tu il ds del club di viale del Fante, chi prenderesti?
«Certamente prenderei un giocatore da mettere al posto di Munoz e ruberei Basta all'Udinese o D'Ambrosio al Torino, oppure ancora (fammi sognare) Caceres alla Juve o Bartrà dal Barcellona. Mi piacciono anche Dzemaili dal Napoli e ovviamente i vari Asamoah (Juve), Hulk (Zenith), Walcott (Arsenal). Poi il palermitano Balotelli, se dovesse litigare ancora in Inghilterra. Come si capisce, mi aspetto giocatori veri e non mezze cartucce che fanno panchina. Il Palermo dovrà comprare dei calciatori che valgono, come quelli che ho indicato, e che ci trasformerebbero in una squadra da Champions League. Pietro Lo Monaco sa fare il suo mestiere e da lui ci aspettiamo proprio e solo questo».
«Per concludere voglio rivolgermi ai veri tifosi del Palermo. Domenica ci sarà una partita fondamentale per arrivare a gennaio con il Palermo già a metà classifica. Riempiamo lo stadio e spingiamoli a vincere, applausi ed incitamenti tutte le volte che andranno avanti e fischi tutte le volte che si chiuderanno in difesa. Dobbiamo scendere in campo anche noi per portare a casa i tre punti. E siccome nel cuore siamo rosanero, FORZA PALERMO!».