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L’amatissima “voce” del Siracusa calcio, giornalista e radiocronista delle partite degli aretusei su Fm Italia, nella consueta rubrica settimanale tocca vari argomenti: dalla sconfitta di Cremona alla scarsa vena realizzativa delle punte, dall’azionariato popolare al derby col Trapani che si avvicina...
Massimo, la sconfitta di Cremona è arrivata dopo 13 risultati utili di fila. Quali sono stati i fattori che hanno portato gli azzurri a cedere l'intera posta in palio?
«Un avvio disastroso, la consistenza e il cinismo della Cremonese che anche al ritorno si è dimostrata la squadra migliore che ha affrontato il Siracusa. Talvolta se non si gioca bene vanno riconosciuti i meriti degli avversari, è pur vero però che soprattutto all'inizio la Cremonese ha fatto la gara che doveva fare il Siracusa. Peccato che poi, dal ventesimo del primo tempo, la fortuna non abbia sorriso alla squadra di Sottil perché la partita poteva essere rimessa in piedi».
Settimana di sosta che probabilmente, visto l'ultimo match, è più che salutare per gli uomini di Sottil. Poi arriverà il Pergocrema, preludio del big match del 4 marzo a Trapani. Queste due partite possono essere decisive per il campionato?
«È chiaro che se il Siracusa non dovesse ridurre lo svantaggio al termine della gara del Provinciale, il Trapani diventerebbe l'unico candidato per la vittoria del campionato. Anche perché proprio nelle ultime gare il calendario, a mio giudizio, sorride alla formazione di Boscaglia».
Troviamo il pelo nell'uovo a questo Siracusa: forse la scarsa vena realizzativa delle punte? Questa “condizione”, potrebbe essere dovuta solo a un periodo 'no' prolungato o alle grandi capacità dei trequartisti (e lo dimostrano i gol fatti da Mancosu e Longoni) che magari puntano più verso la porta che all'assist verso i bomber?
«Come puoi immaginare quello della scarsa vena realizzativa degli attaccanti è argomento di discussione a Siracusa. Però è anche vero quello che dice Sottil, cioè che il Siracusa ha il quarto miglior attaccato del girone, e dunque i gol li realizza a prescindere da chi materialmente li segna. L'altra faccia della medaglia, la domanda senza risposta è: quale sarebbe la situazione con qualche gol degli attaccanti…?».
In settimana si è risolta al meglio la questione Covisoc con il contributo alla società da parte di qualche imprenditore locale e soprattutto dei cittadini. Salvoldi ha parlato di azionariato popolare "stile Barcellona", che prospettive può avere questa novità?
«È una strada obbligata. Va precisato però che il futuro che si delinea non si basa sull'azionariato popolare ma sull'allargamento della base societaria. Insomma cittadini che vogliono investire qualcosa nella società ma soprattutto un gruppo di imprenditori pronto ad affiancare l'attuale dirigenza per dare un futuro più solido a tuta la società».
Sottil ha chiesto esplicitamente all'ambiente di stringersi attorno alla squadra per queste ultime 11 finali. Nonostante il -6 dal Trapani primo, ad oggi in percentuale, quante possibilità hanno gli aretusei di terminare il campionato davanti a tutti?
«Domanda cui è impossibile rispondere. Se il Trapani dovesse continuare questa marcia il discorso sarebbe chiuso. Il Siracusa deve procedere testa bassa consapevole che ancora è tutto possibile…».
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