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Massimo Leotta, giornalista e radiocronista delle partite del Siracusa calcio per Fm Italia, è stato il vincitore del sondaggio “Chi è il radiocronista siciliano più apprezzato?”. Alle sue spalle, per una manciata di voti, Antonio Ingrassia (Trapani) e più staccati Giuseppe D’Agostino (Palermo) e Angelo Patanè (Catania).
Massimo, intanto complimenti per la vittoria del sondaggio. Cosa si prova ad essere il “Re” dei radiocronisti siciliani?
«Ovviamente molto piacere. Ma riflettevo sul fatto che sia stata una “sfida” serratissima con Antonio Ingrassia e credo che sia perché nel calcio all’antica, ancora non invaso dalle pay tv, quello di Lega Pro è quello che ci si avvicina di più. Il cronista locale è come il farmacista dei piccoli comuni: lo conosci, lo incontri agli allenamenti, gli parli, insomma esiste. Poi, però, credo che in gran parte votando il radiocronista si sia voluto votare la propria squadra».
Quest’anno per il Siracusa si prevede un campionato di vertice, è la stagione giusta?
«Per un campionato di vertice probabilmente sì. Per la vittoria, almeno alla vigilia del campionato, lo Spezia è l’unico vero favorito. Ma il Siracusa può essere una delle protagoniste di questo campionato anche perché in città c’è entusiasmo».
Nel girone B di Prima Divisione sono in molte ad essersi attrezzate per fare il grande salto. Qual è la tua Top 5?
«Spezia… e poi per il campionato delle terrestri Barletta, Cremonese, Frosinone e Siracusa».
Con la trasmissione su “Fm Italia” avete seguito ogni giorno il ritiro di Baiocco e compagni a Zafferana Etnea. Chi ti ha sorpreso favorevolmente dei nuovi?
«Penso che Adriano Montalto sia un talento purissimo. Un giocatore di classe cristallina che sa farsi trovare al posto giusto sempre e che ha un tiro straordinario. Deve solo cominciare ad essere consapevole che non è uno come tanti».
Molti tifosi hanno paura che “l’inesperienza” di Sottil in panchina possa essere un handicap, come la vedi?
«All’inizio è stato uno shock. Perché Ugolotti aveva fatto bene, perché si pensava che nel processo di allestimento di un organico importante si sarebbe puntato sul sicuro con un allenatore di esperienza. Poi l’annuncio di Sottil che ha letteralmente affascinato il presidente Salvoldi. Il perché si è capito vedendo gli allenamenti. Temperamento ma anche grandi conoscenze e innovazioni. I dubbi sarà il campo a scioglierli, ma non va sottovalutato che Sottil ha un suo Tenzing Norgay (primo, con Edmund Hillary, a raggiungere la vetta del Monte Everest nel 1953, ndr), uno sherpa, che è Teo Coppola, il suo vice».
Dovessi scommettere su un giocatore, su chi punteresti? Chi potrebbe essere decisivo?
«Lucas Lognoni è uno dei tanti giocatori arrivati a Siracusa con voglia e necessità di riscattarsi da una stagione opaca. Sono convinto che farà un grande campionato perché si è subito calato nella nuova realtà, dovesse segnare e fornire assist potrebbe nuovamente spiccare il volo verso la serie B».
Ora che il mercato è chiuso, l’organico degli azzurri è completo o si poteva fare qualcosa di più?
«Dal punto di vista numerico la squadra è adeguata. In attacco forse ci si aspettava un bomber autentico, un giocatore da 15-17 gol. Si è scelto invece di puntare su giocatori duttili, che possono giocare in più ruoli. Credo però che Laneri abbia fatto un gran lavoro. Tanto buono e tanto programmato che il Siracusa alla fine ha piazzato il colpo Mancosu e quando il mercato si è fatto frenetico il Siracusa pensava ad allenarsi».
Fossi tu l’allenatore, come schiereresti in campo la squadra?
«Uno spregiudicato 4-1-2-3: Paolo Baiocco in porta, nella linea di difesa Lucenti, Moi, Ignoffo e Pippa; davanti i difensori Spinelli, dieci metri più avanti Davide Baiocco e Mancosu, in attacco Montalto, Fofana e Longoni».
Tra qualche giorno l’esordio a Latina, che partita ti aspetti?
«Sarà una gara nella quale il Siracusa dovrà dimostrare cosa vuol fare da grande. Se si vuole essere ambiziosi la trasferta di Latina è una di quelle da vincere. E’ chiaro che poi tutto può succedere, ma mi aspetto un Siracusa che giochi solo per la vittoria e che dimostri temperamento e carattere».
Grazie, complimenti e in bocca al lupo!
«Grazie e complimenti a voi».
Che giudizio dai alla stagione del Catania?