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Oggi prende il via una nuova rubrica su Golsicilia.it: ‘Il punto sul Siracusa’ di Massimo Leotta. L’amatissima voce del Siracusa calcio, giornalista e radiocronista delle partite degli aretusei su Fm Italia, farà il punto della situazione su temi caldi che riguardano i Leoni.
Massimo, è arrivato il primo successo in campionato e fin quando si era 11 contro 11 il Siracusa ha dominato la partita. A chi vanno attribuiti i meriti di questo successo?
«Sottil e Coppola certamente hanno preparato bene la partita. Non è un caso che fino all’espulsione di Moi il Portogruaro, squadra peraltro modesta, non si sia visto. Il 4-4-2 con il rombo a centrocampo, invocato dalla piazza per vedere in campo Mancosu, è stato in realtà scelto sulla base dell’atteggiamento degli avversari che i tecnici avevano studiato in settimana. Sottil e Coppola dunque hanno studiato, ma i giocatori poi hanno applicato alla perfezione il compito».
Tempo fa ci avevi detto: «Penso che Adriano Montalto sia un talento purissimo. Un giocatore di classe cristallina che sa farsi trovare al posto giusto sempre e che ha un tiro straordinario. Deve solo cominciare ad essere consapevole che non è uno come tanti». Sembra quasi una profezia...
«Mi piacerebbe risponderti che ci avevo visto giusto, ma in realtà chi si occupa di Lega Pro sa che Montalto è una spanna sopra gli altri. Questo avvio di campionato, così devastante, potrebbe convincerlo che non è come gli altri e dare il via ad una carriera importante. Però c’è un però. Deve limitare la sua esuberanza in campo perché spesso rischia cartellini gialli o rossi».
Davide Moi ha commesso un'ingenuità che poteva costare cara. In questi casi come si deve comportare la società? Pensi che il giocatore possa recuperare soprattutto psicologicamente?
«La società ha già annunciato provvedimenti. Moi però è adorato dai tifosi e lui adora la città quindi tutti rientrerà. Credo che la preoccupazione della società sia un’altra: tre espulsi e una dozzina di ammoniti sin qui nelle gare ufficiali. Siccome prima o poi si paga il conto credo che Salvoldi e Laneri vogliano colpirne uno per educarne 24».
Chi il migliore e chi il peggiore contro il Portogruaro?
«Lucenti sicuramente il migliore, fino a quando non è dovuto uscire per un lieve infortunio. Con Baiocco, che ha giocato proprio sulla sua fascia, è stato uno spettacolo. Il peggiore? Tutto sommato la squadra ha reso, anche se nella seconda parte è stata condizionata dall’inferiorità».
Pubblico al di sotto delle aspettative. Come mai secondo te?
«1140 abbonati e 1052 biglietti. Per la categoria sono numeri da capogiro giacché nel girone sono solo un paio gli stadi che ospitano più spettatori. Hai ragione però, a Siracusa ci si aspettava di più. Mi piace pensare che qualcuno abbia scelto per l’ultima volta di andare al mare…».
Un aspetto che ha colpito di questo Siracusa, nelle prime due partite di campionato, è la capacità di cambiare modulo: dal 4-3-3 al 4-3-1-2 al 4-4-1 (dopo l’espulsione). Pensi che questo possa generare confusione, magari non sfruttando al meglio le caratteristiche di alcuni giocatori (Longoni su tutti) o è un arma in più?
«Io non escludo che domenica Sottil possa tornare al 4-3-3 e tornare a dare spazio a Longoni e forse allo scalpitante Pepe. L’allenatore studia l’avversario e poi decide come far scendere in campo la squadra. Riguardo alla confusione ti riferisco cosa mi ha detto Fernando Spinelli a precisa domanda: “Basta che ognuno sappia quello che deve fare e non c’è problema”. Touché».
Domenica azzurri ospiti di un'altra neoretrocessa, la Triestina, reduce da una vittoria e una sconfitta. Che partita ti aspetti?
«Siracusa ha giocato bene nel secondo tempo di Latina e nel primo tempo col Portogruaro. Sono curioso di vedere l’effetto che fa una partita giocata bene dall’inizio alla fine. La trasferta di Trieste non sarà facile, ma mi aspetto un avvio deciso e qualche altra novità in formazione».
Che giudizio dai alla stagione del Catania?