Rubrica: ‘’Il Palermo visto da...’’ Pippo Visconti

Opinioni e pareri di un tifoso rosanero Doc


Oggi ennesima puntata della rubrica targata Golsicilia.it che ogni settimana vi propone un’intervista ad un supporter rosanero Doc. Tanti gli argomenti trattati. Oggi è il turno di Pippo Visconti, tifosissimo del Palermo che segue la squadra del cuore da oltre quarantì’anni.

Pippo, tralasciando l'attuale posizione di classifica, se fossi tu il presidente e se la stagione stesse per cominciare cosa non rifaresti?

«Mi piacerebbe approfittare di quest’opportunità, ma credo che la discesa sia cominciata due anni fa con la cessione di pezzi e piedi buoni del centrocampo, e col divorzio da Walter Sabatini».

Mancano appena nove giornate al termine del campionato e l'ultima posizione lascia ben poche speranze ai rosa. Secondo te, la salvezza è ancora un obiettivo raggiungibile?

«La salvezza è raggiungibile solo matematicamente, ma dopo le opportunità avute e mancate in casa sono molto scettico. Però ai miracoli io ci credo e noi saremmo anche attrezzati per loro (Santuzza mia pensaci tu!)».

Chi sono i tre giocatori che salveresti da questa stagione disastrosa?

«Il portiere Sorrentino, arrivato ahimè a gennaio, anzi solo a fine gennaio, Von Bergen su cui mi sono ricreduto man mano che passavano le giornate, e Nelson che ancora non ho capito come mai sia in ballottaggio e non titolare in partenza ogni partita».

E se invece dovessi sceglierne tre che meritano una bocciatura?

«Mi spiace far piovere sul bagnato o sparare sulla croce rossa, ma il numero 1 dei tre è l' ex numero 1, cioè Ujkani, che avrà anche delle qualità, ma purtroppo per lui la prima richiesta a un buon portiere è la concentrazione; Barreto perché il problema principale è stato il centrocampo privo di qualità calcistiche, anche se ha corso per altri quattro compagni, e sopratutto Miccoli, perché il capitano deve essere capitano sempre, e lui quest'anno alla prova dei fatti non mi è parso sempre calato in questa parte».

I continui "colpi di testa" di Zamparini non hanno sicuramente aiutato la squadra. Con quale allenatore, però, quest'anno il Palermo ha espresso il miglior gioco?

«Devo dire, anche perchè è rimasto più degli altri in panchina, Gasperini; ma sopratutto all'inizio, poi pian piano ha perso lucidità, ma non credo solo per colpa sua».

In caso di permanenza in serie A, da quali giocatori dovrebbe ripartire il Palermo? E chi invece andrebbe assolutamente ceduto?

«Ridico i tre che per me si sono salvati quest'anno, più Dybala, più Garcia, anche se molti lo criticano per errori commessi, ma è giovane e ha qualità, come le aveva Cavani (remember?), eppure era criticatissimo a Palermo da buona parte dei tifosi!».

Quest'anno i tifosi non hanno fatto mancare qualche contestazione nei confronti del presidente Zamparini. Tu da che parte stai? Sei più con o contro il presidente?

«Ho visto, negli anni, succedersi molti presidenti: io Zamparini me lo terrei stretto, speriamo che anche lui voglia rimanere!».

Facciamo un po' di fantacalcio. Aiutandoci anche con i giocatori degli ultimi 10 anni di serie A, ma non solo, qual è secondo te la miglior formazione rosanero di tutti i tempi? E il miglior allenatore nella storia del Palermo?

«Chista è assai difficili! Ma ci provo: Fontana in porta, Zaccardo, Barzagli, Biava, Cassani, Corini, Nocerino, Grosso, Pastore, Amauri, Miccoli. Riserve di lusso, anzi superlusso : Sirigu, Kiaer, Migliaccio, Balzaretti,  Zauli, Cavani, Toni! E mi viene da piangere mentre li elenco! L' allenatore per me è Guidolin!».

Memoria da tifoso: qual è la partita del Palermo che ricordi con più emozione? Ce la racconti?

«Allora ne scelgo due, se posso; la prima in tv è per forza Bologna-Palermo finale di Coppa Italia del 1974; dico Bologna-Palermo perchè l' abbiamo persa, altrimenti direi Palermo-Bologna. Poi quella sul campo: il Palermo dei picciotti di Arcoleo, credo che fosse la prima in casa, contro il Cesena di Tardelli; un 1-1 raggiunto all'ultimo secondo con gol segnato da un ragazzino della Primavera, Ferrara, di testa, dopo un’azione che vide anche il nostro portiere Berti in area avversaria. Indimenticabile emozione, si registrarono diversi infarti sugli spalti, tra i tifosi! Non perdere significò poi fare un bellissimo campionato, fin quasi alla fine, anche se poi non ci fu la promozione in serie A».


Luca Di Noto 27/03/2013
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