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Oggi ennesima puntata della rubrica targata Golsicilia.it che ogni settimana vi propone un’intervista ad un supporter rosanero Doc. Tanti gli argomenti trattati. Oggi è il turno di Francesco Garofalo, tifosissimo del Palermo, che cerca di analizzare la situazione attuale evitando di farsi trascinare dalla negatività del momento…
Francesco, Malesani contro D’Agostino e compagni ha schierato un 3-5-2 con Fabbrini a supporto di Dybala davanti. Fossi tu l’allenatore del Palermo, quale sarebbe il tuo 11 ideale?
«Io giocherei con un 3-4-1-2. Sorrentino in porta; Munoz, Von Bergen e Aronica in difesa; Nelson e Dossena sugli esterni di centrocampo, Kurtic e Faurlin centrali; Fabbrini sulla trequarti alle spalle di Dybala (o Miccoli) e Boselli. Se fossi io l’allenatore più che altro non vorrei più vedere in campo Donati e Barreto».
Hai condiviso la scelta di esonerare Gasperini per affidare la panchina a Malesani?
«Una scossa alla squadra andava data, ma ritengo Malesani un allenatore mediocre».
Si è chiusa ormai da oltre 10 giorni la sessione invernale del calciomercato. Qual è l’acquisto che ti ha convinto di più, quale meno e cosa altro avresti fatto?
«L’acquisto che ho apprezzato di più è stato quello di Faurlin, vista l’assenza di giocatori capaci di costruire gioco per gli attaccanti. Anche Dossena non mi è dispiaciuto ,cosi facendo abbiamo dato all‘allenatore la possibilità di mettere in panchina l‘imbarazzante Garcia. Ho sperato fino all’ultimo che arrivasse un altro centrale difensivo, visto che a livello sia numerico che di qualità non ci siamo, ma cosi non è stato. Il problema comunque per me non è stato il mercato fatto a gennaio da Lo Monaco, ma quello estivo di Perinetti che ha presentato una squadra che avrebbe fatto fatica anche in serie B».
Dopo 10 anni di affetto, da qualche settimana sembra essersi rotto il rapporto tra tifoseria e Zamparini. Dalla curva, domenica scorsa contro il Pescara, il coro più soft era “Zamparini vattene”. Da che parte stai?
«Ho sempre sostenuto Zamparini, anche l’anno scorso quando per l’ennesima volta ha smantellato la squadra. Capisco che i bilanci non devono essere in negativo e per il Palermo le plusvalenze delle cessioni sono importantissime. Ma smantellare ulteriormente una squadra che si è salvata già nelle ultime giornate lo scorso hanno, mi è sembrato ridicolo. Zamparini era riuscito con Lo Monaco a far sì che noi tifosi avessimo ancora speranze, se non per l’immediato, almeno per il futuro… E poi? Ecco che ritorna a fare la “prima donna” smorzando anche l’ultimo barlume di salvezza».
Sabato prossimo al “Bentegodi” contro il Chievo e poi la settimana successiva scontro diretto contro il Genoa. Sei d’accordo che da queste due gare uscirà definitivamente il futuro dei rosanero?
«Assolutamente d’accordo, dopo aver fallito con Atalanta e Pescara, già la partita di Verona ci farà capire se avremo o meno la possibilità di fare delle belle passeggiate in centro la domenica pomeriggio…».
Memoria da tifoso. Qual è la prima partita vista al “Barbera” e quale quella che ricordi con più emozione?
«La prima partita che ho visto alla “Favorita” (ancora non si chiamava Barbera) fu Palermo-Avellino, andai con un mio amico e suo padre. Amavo il calcio e vederlo giocare dalla squadra della mia città mi riempiva di entusiasmo. La gente che incitava, cantava, urlava “sconcezze” in maniera artistica come solo un palermitano sa fare. Emozioni forti, anzi fortissime che ti facevano sentire parte di qualcosa di unico. Quella che ricordo con più emozione ovviamente Palermo-Inter, finale di Coppa Italia. Chi non è stato emozionato? La squadra esprimeva un calcio spettacolare, il nostro primo trofeo era lì a portata di mano. Poi è finita poco bene, ma vedere l’Olimpico strapieno che intona “Ciuri Ciuri” ancora oggi mi fa venire gli occhi lucidi…».
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