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Oggi dodicesima puntata della rubrica targata Golsicilia.it che ogni settimana vi propone un’intervista ad un supporter rosanero Doc. Tanti gli argomenti trattati. Oggi è il turno di Marco Costa, tifosissimo del Palermo, abbonato da tanti anni e non spettatore occasionale come tanti altri…
Marco, dopo le sconfitte contro Juventus e Inter, è arrivato un pareggio a Udine che ha lasciato parecchio amaro in bocca. Secondo te, cosa è mancato ai rosanero per portare a casa i tre punti?
«Ok che al Palermo manca qualità, che in certe partite come quella di sabato scorso ti permette di vincere, però sembra che in questo periodo ci gira tutto storto. Vedi Garcia contro l'Inter e Ujkani a Udine».
Attualmente la classifica vede il Palermo in quart’ultima posizione, credi nella salvezza?
«La lotta per la salvezza è molto dura. Le ultime partite di campionato saranno difficilissime, considerando che dalla parta contro il Catania nel girone di ritorno, il Palermo dovrà incontrare di seguito squadre del calibro di Inter, Juventus, Udinese e Fiorentina. La nostra salvezza si giocherà nelle prime partite dopo il giro di boa. Poi abbiamo qualche giocatore che secondo me non merita la serie A. Sarà che eravamo abituati ad un certo Balzaretti, ma Garcia non mi sembra un giocatore che può giocare titolare in questo momento. Ad inizio stagione speravo in un campionato almeno di metà classifica, ora ci ritroviamo a sperare di non retrocedere…».
Top&Flop: chi “promuovi” e chi “bocci” di questo primo scorcio di stagione del Palermo?
«È scontato dire Fabrizio Miccoli, ma è lui l'unico campione che abbiamo in rosa, l'unico che può cambiare l'esito di una partita. Donati sta facendo un ottimo campionato in difesa, anche se preferirei vederlo a centrocampo perché mi sembra un po’ sprecato vederlo giocare così dietro. Poi Brienza, giusto mix di qualità e spirito di sacrificio. Boccio Garcia, per il ruolo in cui gioca dovrebbe saltare l’uomo almeno ogni tanto e non lo fa mai, per non citare i tantissimi errori anche elementari. Poi Arevalo Rios perché è troppo lento e non rischia mai una verticalizzazione o un filtrante, sempre e solo passaggi corti. Infine Ujkani, che alterna ottime parate e topiche colossali».
Si parla già di mercato, Lo Monaco ha praticamente ufficializzato l’acquisto di Aronica e detto che partiranno almeno sei giocatori. Tra i tanti nomi fatti, chi sono i tre che ti piacerebbe vedere a gennaio con la maglia rosa?
«Di getto ti dico Floccari, Immobile e Rolando Bianchi. Sono tre attaccanti che vedrei benissimo vicino a Miccoli. Ci servirebbe comunque una bella punta di peso. Sicuramente Aronica mi sembra un ottimo acquisto, certo il ritorno di Cassani non mi dispiacerebbe, anche se Morganella e Pisano non sono malaccio. Oltre al bomber fisico, ci vogliono a tutti i costi un esterno sinistro e un centrocampista che possa fare la differenza».
Memoria da tifoso: qual è stata la prima partita vista allo stadio? E quale quella che ti ha dato più emozioni?
«Le prime partite le ho viste col Palermo in serie C. Avevo 14 o 15 anni e non dimenticherò mai quel Palermo-Ascoli che è valso la promozione in serie B. Ho bellissimi ricordi della cavalcata verso la massima serie, dei primi anni in A con lo stadio che scoppiava ogni partita. Poi i cori per Luca Toni, per Corini, Amauri, le giocate di Pastore.
Comunque, la partita che rimarrà sempre indelebile nel mio cuore e nella mia mente, non è una vittoria sul campo ma una vittoria di tutta Palermo. In oltre 40.000 eravamo a Roma, andandoci in pullman, macchine, treni e aerei. C’era gente che ha fatto viaggi infiniti o preso coincidenze assurde, tutto questo per una fede e per due colori come il rosa e il nero. Vedere nella Capitale, piazza di Spagna completamente rosanero è stata una sensazione che a parole non posso descrivere. L’attesa dentro l’Olimpico, con cori per il Palermo e cori tutti siciliani come “Vitti ‘na crozza”. La partita della vita e mentre alla fine l’Inter alzava la Coppa Italia, noi applaudivamo i nostri giocatori e il nostro allenatore Delio Rossi. Mi ha impressionato vedere tutti, anche gli anziani, con le lacrime agli occhi. Probabilmente non la vedranno più una partita del genere…».
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