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Oggi ennesima puntata della rubrica targata Golsicilia.it che ogni settimana vi propone un’intervista ad un supporter rosanero Doc. Tanti gli argomenti trattati. Oggi è il turno di Alessandro Pandolfo, tifosissimo del Palermo, che cerca di analizzare la situazione attuale evitando di farsi trascinare dalla negatività del momento…
Alessandro, il Palermo staziona in fondo alla classifica e soltanto grazie alla penalizzazione del Siena non è il fanalino di coda. La salvezza è ancora possibile?
«La salvezza oggi è assolutamente possibile ma solo se arrivano, a mio parere, un centrocampista di quantità e qualità e una punta che ci possa assicurare una decina di gol nel girone di ritorno. Non a caso il Palermo è la squadra con l'attacco più scarso del campionato. Se non si segna non si vince. Se la rosa dovesse restare questa, la retrocessione potrebbe diventare un'amara realtà. Davanti abbiamo squadre più attrezzate di noi. Genoa e Bologna, per esempio, possono contare rispettivamente su Borriello e Gilardino, per dirne due, che noi non abbiamo».
Sono già arrivati nel mercato di riparazione Aronica, Anselmo e Dossena. Che pensi di questi tre giocatori?
«Il mio giudizio non può essere uniforme. Su Anselmo possiamo dire che è un giocatore di prospettiva, dovrebbe essere inserito gradualmente in un gruppo già consolidato. Ok era emergenza, ma è stato assurdo schierarlo titolare a Napoli visto che in Italia ha fatto solo 7 presenze. O ti chiami Messi o devi fare gavetta. Aronica ottimo acquisto, ma oramai ha passato troppe primavere. Reattività e velocità d'anticipo non possono essere quelle di un tempo. In ogni caso appena riprende il ritmo partita potrà tornare utile. Dossena grandissimo colpo. Giocatore dotato di grande esperienza internazionale. Ha giocato l'Europa League e la Champions. Sicuramente mi sarebbe piaciuto vederlo già giugno calcare il campo del “Barbera” ma va bene cosi. Meglio tardi che mai».
Si fanno tantissimi nomi, ma quelli che sembrano più vicini alla maglia rosanero sono Sorrentino, Bianchi e Buonanotte. Qualora arrivassero questi tre e il mercato si chiudesse così, saresti soddisfatto?
«Non sarei soddisfatto, sarei strafelice. Sorrentino più che una voce, stando alla stampa, oramai è una certezza. Grande portiere, secondo me anche sottovalutato avrebbe meritato una carriera diversa. Se guardiamo il panorama nazionale degli estremi difensori, cosa ha da invidiare ad Abbiati, Neto o Goicoechea? Nulla, però loro sono in grandi squadre lui è al Chievo. Destino ingrato. Buonanotte è un fenomeno. Domenica ha segnato pure al Barcellona. Sarebbe il classico colpo da 90. Su Bianchi ho qualche riserva. Se deve reggere l'attacco da solo, ho paura che resterebbe troppo appunto isolato. Non mi sembra un gran trascinatore comunque vista l'assenza di vere punte di razza sarebbe un buon acquisto».
Si ventila un possibile esonero di Gasperini, soprattutto in caso di risultato negativo contro la Lazio. Sarebbe una mossa giusta?
«Un esonero di Gasperini sarebbe assolutamente deleterio. È un ottimo allenatore. Il meglio che la piazza può proporre attualmente. Dobbiamo smetterla di dare la croce addosso agli allenatori. Tutti quelli che sono passati da qui, ad altre società hanno fatto grandi risultati o ricoprono posti importanti. Vedi Mangia allenatore nazionale Under21 o Guidolin che con l'Udinese ha centrato la Champions. Se rinforziamo la rosa il Gasp farà vedere quanto vale».
Sei l’allenatore del Palermo, con che modulo e quale 11 manderesti in campo?
«Sono troppo affezionato al modulo di Rossi. In breve metterei il 4-3-2-1 e ovviamente mi baso sui giocatori attualmente a disposizione. Ujkani; Morganella Aronica Von Bergen Dossena; Donati Barreto Kurtic; Ilicic Brienza; Miccoli».
Memoria da tifoso. Qual è la prima partita vista al “Barbera” e quale quella che ti ha regalato più emozioni?
«La partita che ricordo con maggior affetto, appunto perché fu la prima vista alla Favorita (allora si chiamava cosi) è stata Palermo-Fidelis Andria che terminò 2-2. Era il Palermo di Sensi che ottenne la promozione in serie B, in quella gara Cappioli segnò al 94’ facendoci esplodere di gioia nonostante non arrivarono i tre punti. Quella che mi ha regalato più emozioni è stata senza dubbio Palermo Triestina il 29 maggio 2004, finita 3-1, che ci ha regalato la storica promozione in serie A. E pensare che quell'anno il Napoli chiudeva quattordicesimo e noi salivamo in serie A... Comunque sempre forza Palermo. Nel 2004 il motto era “Andiamoci”. Quest'anno deve essere: Restiamoci!».
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