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Torna l'appuntamento settimanale con la rubrica targata Golsicilia.it che ogni settimana vi proporrà un’intervista a un supporter mamertino Doc. Oggi è il turno di Simone Italiano, tifoso del Milazzo, che fa un po' il punto della situazione sulla classifica, sulle speranze di salvezza e sul calciomercato dei rossoblu.
Simone, domenica è arrivata l'ennesima umiliazione con la sconfitta per 6-0 a Forlì. Cosa provano i tifosi in questi casi?
«Noi tifosi siamo sempre amareggiati quando arrivano queste brutte sconfitte molto pesanti... pero a una banda di ragazzini di 16-17-18 anni non puoi chiedere di vincere contro dei calciatori che hanno molta più esperienza di loro... Il clima qui a Milazzo è molto brutto perché i tifosi amano la squadra e queste sconfitte così umilianti fanno molto male».
Domenica prossima ci sarà lo scontro diretto contro il Fano, distante solo tre punti in classifica. Pensi che con una eventuale vittoria, si potrebbe ritornare a sperare?
«Beh, per me qualche speranza ci sarebbe però dovremmo conquistare una vittoria dopo l'altra e questo è quasi impossibile visto che dopo il Fano affronteremo la Pro Patria, squadra molto competitiva. Anche se il Milazzo l'ha fermata all'andata, stavolta sarà molto più difficile perché la rosa è completamente rivoluzionata con troppi giovani e la Pro Patria ha molti giocatori d’ esperienza tra i quali il migliore per me è Matteo Serafini... Penso sia una cosa molto difficile, possiamo sperare nel mercato, ma non penso proprio che ci salveremo se continuiamo cosi: troppi ragazzini inesperti vuol dire niente squadra...».
I tifosi sono sempre stati ostili a questa dirigenza. Quali sono i motivi principali di questo rapporto di odio?
«Tra noi tifosi e la dirigenza del Milazzo ci sono sempre stati dei muri che ci dividono perché i Lo Monaco non amano veramente il Milazzo, perché altrimenti avrebbero fatto qualcosa di importante. I Lo Monaco qui non dovrebbero neanche entrare nella nostra città, al presidente Pietro Lo Monaco interessa il Palermo e il Messina che sicuramente salirà in C2, del Milazzo non gli interessa nulla, infatti i giocatori che arrivano dalle Berreti vengono pagati dalle società delle loro squadre e non da Lo Monaco che gli dà solo l'alloggio».
In molti sono andati via, mentre ad arrivare sono soltanto ragazzi di 17 o 18 anni, pronti a fare esperienza ma certamente non pronti a giocare in pianta stabile. Come i tifosi stanno vivendo questo calciomercato?
«I tifosi si aspettavano un calciomercato molto diverso da questo, volevano dei calciatori con esperienza alla pari degli altri e certamente non si aspettavano una banda di ragazzini di 17-18 anni, perché non hanno esperienza.... Per quanto riguarda il mercato in uscita il Milazzo ha mandato via pezzi molto importanti, quello con più tecnica ed esperienza è sicuramente Marc Lewandowski, che noi volevamo qui e col quale ho un buon rapporto, ma anche Pergolizzi, Campanaro, Previti, Campanella, ecc. erano dei buoni giocatori che volevamo restassero... Ora in arrivo si parla di un attaccante dell'Atalanta Primavera che ho visto su internet e sembra un buon giocatore, ma un solo giocatore non può cambiare una squadra, ci voleva qualche forza in più in difesa dove sono arrivati ragazzini che non hanno esperienza. Insomma, noi tifosi ci aspettavamo molto ma molto di più da questo calciomercato invernale per fare un buon campionato e salvarci ma con questa squadra è praticamente impossibile».
Pensi che ci sia attualmente in squadra qualcuno che valga veramente la Seconda Divisione?
«Si, secondo me il nostro attaccante Andrea D'Amico vale la C2 e anche qualcosa in più, però, come già ho detto prima, un giocatore non può cambiare una squadra. D'Amico è un buonissimo attaccante che può dare una mano alla squadra in fase offensiva per finalizzare quelle poche palle gol che si riescono a creare, anche il nostro centrocampista offensivo Domenico Suriano è un buon elemento, anche lui è un giocatore che per quello che sta dando merita sicuramente di più: ha molte abilità, tecnica e gioca un buon calcio... Secondo me l'unico che non merita la serie C2 è Gerardo Strumbo, difensore centrale con poca esperienza e poca tecnica nel gestire il pallone.. poi gli altri elementi che sono rimasti in squadra sono tutti di livello».
Qual è la squadra, in tutto il campionato che ti ha stupito di più? E quella che ti ha deluso di più?
«La squadra che mi ha sorpreso di più è stato il Castiglione, che da quando ha vinto col Milazzo ha fatto 7-8 risultati utili consecutivi e merita quel primato in classifica che mai aveva avuto. E’ una squadra con molti talenti che ancora devono uscire dal guscio e sono sicuro che lo faranno; insomma per me il Castiglione è una squadra buona e molto competitiva, se la gioca con tutti. La squadra che mi ha deluso oltre il mio Milazzo che amerò sempre e il Rimini che ha una posizione di classifica che non gli compete: anche loro hanno molti talenti che si devono sbloccare, hanno una squadra molto competitiva e molto buona, tutti i giocatori provengono da altre categorie più alte e non da questa... Sono sicuro che pian piano riemergeranno anche loro e faranno un buon campionato e che centreranno al 100% una salvezza tranquillissima».
Pensi che il Milazzo potrebbe veramente salvarsi, oppure quelle di mister Tudisco e del dg Marino sono semplici frasi fatte?
«Come ho già detto prima, qualche speranza ci sarebbe... Quelle di mister Francesco Tudisco sono parole sincere perché altrimenti non sarebbe qui ad allenare questa squadra, anche il dg Marino secondo me crede nella salvezza perché hanno comprato questi giovani: se non credessero veramente nella salvezza farebbero giocare i ragazzi della Berreti del Milazzo e la faccenda si sarebbe chiusa là. Ma la colpa di questo campionato così brutto non è colpa loro, ma dell'era Peditto… E ora con Lo Monaco siamo tornati nel baratro. So che le mie sono dichiarazioni pesanti, ma so che i tifosi mi daranno ragione e che questa è solamente la pura verità, il Milazzo meriterebbe un’altra posizione di classifica, ma la società ha rovinato tutto! E ha messo fine alla Lega Pro che noi milazzesi abbiamo sempre sognato… Anch’io, qualche anno fa, pensavo che era una cosa impossibbile che il milazzo arrivasse in Seconda Divisione, ma quando ci siamo arrivati, la dirigenza ha rovinato tutto».
Memoria da tifoso: qual è la partita (da quando segui il Milazzo) che ricordi con più emozione?
«La partita che ho seguito più appassionatamente e stata Milazzo-Pro Patria: lì la squadra ha dimostrato che se vuole può offrire delle prove soddisfacenti, quando sotto di due gol siamo riusciti a rimontare grazie ai gol di Dama e Andrea D'Amico. Poi mi sono entusiasmato anche per aver visto Matteo Serafini che per me è un grande attaccante...».
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