




Torna oggi la rubrica di Golsicilia.it sulle opinioni e sulle memorie dei tifosi del Milazzo. Puntualmente faremo il punto della situazione con un tifoso per volta. Oggi è il turno di Salvo Pandolfo, che segue il Milazzo da tanti anni e che offre spunti interessanti.
Salvatore, come di consueto, prima di affrontare argomenti più spinosi, partiamo dal calcio giocato, con la salvezza ottenuta dal Milazzo in questa stagione. Come giudichi il campionato dei rossoblu?
«Purtroppo è stato molto penalizzato da una partenza molto difficile in cui non si riusciva a fare risultato e che dopo 10 partite ci vedeva con solo 4 punti frutto di altrettanti pareggi! In quel periodo anche il gioco non esaltava molto le qualità del gruppo e le partite risultavano in alcuni tratti noiose. Per fortuna con il cambio di allenatore qualcosa è cambiato e sono anche arrivati i risultati che poi hanno portato alla salvezza. Un anno molto difficile e sofferto anche per il pubblico che ha dovuto soffrire fino all'ultimo secondo della partita con il Celano per assaporare la salvezza. Avrei giudicato il campionato positivo se non si fosse concluso con le vicende che tutti conosciamo di fine campionato. Molte emozioni i tifosi del Milazzo le hanno avute dalla formazione Berretti che grazie a un grande attaccamento alla maglia hanno sfiorato un grande traguardo anche se tutto l'ambiente era devastato dalle vicende societarie».
Era lecito aspettarsi qualcosa di più da questa squadra, oppure la salvezza era l'unico obiettivo a cui si poteva puntare?
«Viste le difficoltà in cui versano la maggior parte delle squadre italiane una salvezza può dirsi anche un ottimo risultato, anche se putroppo è maturato con troppe difficoltà. Una stagione più tranquilla avrebbe rasserenato la tifoseria che non credeva nella salvezza della squadra».
I risultati, purtroppo, non sono stati spesso positivi per la squadra, con molte partite che hanno lasciato l'amaro in bocca. Qual è, secondo te, quella che ha deluso maggiormente i tifosi?
«La delusione in particolare non si può individuare in una partita, ma nella incapacità della squadra di proporre un rendimento costante. In chiave salvezza il risultato che mi ha deluso particolarmente è stata la partita con il Fondi giocata a Milazzo che poteva essere vinta per dare serenità all'ambiente».
Passiamo ora alle note vicende societarie. Puoi spiegarci quello che è stato il contenzioso tra società e Comune?
«Purtroppo questo rimane un mistero per la tifoseria. Le dichiariazioni di società e Comune si sono susseguite ma non si è mai arrivati a un incontro risolutivo che potesse portare chiarezza tra le parti e con i tifosi. Si dice che il problema fosse lo stadio e le sponsorizzazioni, ma a mio parere non c'è mai stata voglia di chiarezza perchè sia la società che il comune avevano qualcosa da nascondere».
Il gruppo Lo Monaco ha ormai acquisito il 100% delle quote dell'Acr Messina. Come giudicano i tifosi tutto ciò?
«Ovviamente viene sentito come un ulteriore tradimento della dirigenza che, senza preoccuparsi della sorte del Milazzo, ha cercato un'alternativa a loro parere più conveniente dal punto di vista economico, cercando anche di scippare il titolo di Lega Pro conquistato con tanta fatica e con un'altra dirigenza. Questo è un punto sul quale i tifosi del Milazzo sono tutti dello stesso parere: il titolo è nostro e deve rimanere tale!».
In un momento del genere ci si sente più abbandonati da quello che, comunque sia, è stato un gruppo dirigenziale in grado di non fare debiti, oppure sollevati per l'addio di una dirigenza mai pienamente digerita?
«La notizia dell'addio dei Lo Monaco dalla società del Milazzo è stata giudicata come positiva in quanto oramai la situazione era diventata insostenibile e la totale mancanza di fiducia per la dirigenza era ormai insanabile e non avrebbe permesso il riavvicinamento della tifoseria alla squadra. Senza dubbio il portare avanti un progetto calcistico senza creare debiti è una bella cosa,
se però non viene meno l'entusiasmo della stessa dirigenza di fare sport per la città. Questa dirigenza in questi anni si è dimostrata fredda e distaccata, pronta soltanto a far quadrare i conti e questo non è sport ma semplici affari».
Com'è noto il titolo sportivo è nelle mani del Comune. Quante possibilità ci sono, al momento, che qualche imprenditore si faccia avanti per investire nel calcio milazzese?
«Sono tante le voci in merito e si attende soltanto che queste notizie siano confermate da fatti concreti che riescano a dare serenità ai tifosi milazzesi che sono, al contrario di quanto affermato dalla dirigenza Lo Monaco, molto legati alla loro squadra di calcio e vorrebbero ritornare a seguirla sentendola di nuovo propria. In realtà oggi la situazione del calcio a Milazzo è migliore di quella del 2010, pertanto come si sono trovati degli imprenditori interessati a quel tempo, maggiori possibilità
possomo esserci oggi».
Nei giorni scorsi si è anche parlato dell'ipotesi di azionariato popolare. Secondo te sarebbe una strada percorribile oppure non credi tanto a questa eventualità?
«Il calcio moderno è cambiato moltissimo e le squadre di calcio sono diventate delle vere aziende e pertanto devono essere gestite come tali. Ci vogliono ruoli precisi con competenze precise che con un azionariato popolare non sarebbe a mio parere tanto semplice creare. Comunque in caso di necessità pur di far vivere il calcio a Milazzo sarebbe giusto provare anche questa strada, ma la considero l'ultima spiaggia».
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