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Oggi settima puntata della rubrica targata Golsicilia.it che ogni settimana vi proporrà un’intervista ad un supporter rosanero Doc. Tanti gli argomenti trattati. Oggi è il turno di Giuseppe Di Franco, tifosissimo del Palermo e non spettatore occasionale come tanti altri.
Il Palermo, che continua a navigare nei bassifondi della graduatoria, contro la Roma ha giocato una delle più brutte partite della storia degli ultimi anni. Per fortuna con la Sampdoria sono arrivati i tanto sospirati tre punti…
«Domenica sono andato allo stadio soprattutto per tifare e stare vicino al tecnico ed ai giocatori. La prestazione è stata abbastanza positiva anche se qualche errore spesso condiziona sia I singoli giocatori che l'umore del pubblico. Penso ai retropassaggi di Ilicic o agli appoggi orizzontali per cambiare il fronte del gioco, quando sarebbe meglio provare la percussione utilizzando i cursori esterni da addestrare con continue lezioni tecniche al fine di inculcare loro i tempi di inserimento negli spazi e l'opportuna convergenza dalle fasce verso l'area di rigore. Il Palermo contro la Sampdoria ha fatto vedere trame di buona organizzazione. Questa volta la difesa ha retto molto bene e gli uomini di maggiore esperienza hanno indirizzato gli altri compagni verso la vittoria. Brienza è entrato in area Samp fornendo un delizioso assist che l'opportunista Dybala ha schiacciato in rete».
Sulle formazioni schierate da Gasperini che ci dici?
«Penso che il mister debba fare attenzione agli equilibri in campo e se davvero deve riproporre un giocatore come Pisano, è meglio che lo utilizzi nel suo ruolo di esterno destro di difesa. Anche Mutti lo scorso anno lo schierò nella fascia opposta, ottenendo esiti sconfortanti. Un turno di riposo a Morganella potrebbe fargli del bene, come potrebbe farne a Pisano che ha bisogno di sentirsi integrato in questo gruppo. Infine in attacco proverei a giocare con una punta centrale, Budan, con Miccoli a supporto e Brienza nella trequarti con Ilicic pronto a subentrare. Una nota positiva l'ho notata con I cambi, finalmente più coerenti: se esce Brienza entra Zahavi; se esce Dybala entra Budan, anche se per pochi minuti. Se contro il Milan fosse entrato Budan al posto di Brienza o Miccoli il Palermo forse non avrebbe consentito ai rossoneri di pareggiare visto che, chiudendoci in difesa, ci hanno schiacciato».
Secondo te, come si può superare questo momento poco fortunato per rivedere il Palermo nella parte sinistra della classifica?
«Sono moltissimi i veri tifosi animati da passione genuina, anche se per il momento non riempiono lo stadio. Io domenica ho assistito alla partita contro la Sampdoria e auspicherei che in futuro, tutti noi presenti tifassimo con fiducia senza guardare alla contingenza della singola gara che sarà molto dura. Penso che Gasperini dica il vero quando afferma che coloro che subentrano dalla panchina debbano dare qualcosa in più perché è in quei frangenti che si vincono le partite. Personalmente ammiro Gasperini per quello che è diventato ed ai più piccoli voglio ricordare il periodo che lui ha vissuto da giocatore del Palermo ed in particolare quello allenato da Veneranda. Era uno spettacolo vederlo giocare per la voglia e la grande tecnica che abbinava all'intelligenza. Pensando a quei momenti quasi mi emoziono perché lui non era un titolare inamovibile e spesso subentrava a partita in corso. Ma vi assicuro che una volta in campo, sia che giocasse un tempo che pochi minuti, si rendeva utile risultando efficace sia per assist ai compagni che per finalizzazioni personali spesso vincenti».
Chi sono i giocatori rosanero che finora ti hanno convinto maggiormente?
«A parte il capitano Fabrizio, penso che Morganella, Donati e Von Bergen stiano provando a dare tutto. Il primo è un vero moto perpetuo e penso che debba migliorare la sua principale qualità che è la corsa sulla fascia e, come detto prima, deve migliorare attaccando gli spazi evitando, come è già successo, che lui sia avanti e la palla indietro. Gli consiglio di fare allenamenti specifici anche sui cross e sui tiri ravvicinati, perchè spesso si troverà ad avere occasioni propizie in area. Il secondo, adattato in difesa da Gasp, è un ottimo giocatore completo che riesce a dare il massimo quando la squadra si muove armonicamente. Lo svizzero ex Cesena è un difensore efficace nella fase difensiva, perché segue bene le azioni degli attaccanti e comunque lo trovi sempre lì in mezzo. Voglio citare pure Munoz che, a parte Roma, nelle ultime partite ha dato segnali di crescita confermati anche domenica contro la Samp. Tuttavia la squadra ha caparbiamente ben giocato ricercando con insistenza la vittoria e permettendo anche a qualche giocatore, poco efficace in alcuni frangenti, di rientrare comunque in partita. Bravi sono stati Barreto, Donati e Brienza a far lievitare il rendimento degli altri compagni».
Qualche mese fa, Zamparini ha fatto mezzo passo indietro affidando la gestione della squadra all’ex Ad del Catania Pietro Lo Monaco…
«La verità la “scopriremo solo vivendo”. Perché è senz'altro spropositato cambiare allenatore e direttore generale come si fa quando cambi quattro carte a poker. Lo Monaco comunque si è calato bene nel contesto della società e spero che presto anche la squadra ne tragga i dovuti benefici».
La scorsa estate sono andati via parecchi giocatori e ne sono arrivati altrettanti. Chi avresti tenuto a tutti i costi e chi finora ti ha convinto dei “nuovi”?
«Penso che i migliori siano andati via dopo la finale di Coppa Italia, che a mio avviso abbiamo perso per l'ingiusta espulsione di Munoz che ci ha privati di una risorsa per attaccare l'Inter ormai boccheggiante. Io resto un nostalgico dei vari Sirigu, Pastore, Cassani, Balzaretti, Nocerino, Liverani che a mio avviso doveva giocare almeno un tempo della finale di Roma. Dei nuovi arrivati guardo con attenzione Kurtic e vorrei vederlo giocare con Viola, Barreto, Ilicic e due attaccanti Miccoli-Budan o Brienza-Budan con Dybala pronto a sostituire uno dei due».
Ormai il mercato di gennaio è alle porte, cosa dovrebbe fare la dirigenza del Palermo per migliorare la rosa attualmente a disposizione di Gasperini?
«Credo ci voglia un buon rinforzo per ruolo».
I pessimisti vedevano i rosanero già in B in estate, i realisti invece sostengono che probabilmente ci sono squadre ancora meno attrezzate. Come la vedi?
«Non siamo in B, ma dobbiamo vincere qualche partita di fila per aumentare l'autostima nei giocatori i quali devono seguire mister Gasperini che penso sia sulla buona strada per dare un gioco efficace a questa squadra».
Memoria da tifoso. Qual è la partita che ricordi con più emozione? E quale la tua “prima” allo stadio?
«Da tifoso ricordo molte giornate felici, ma quella più grande in assoluto, superiore alla promozione in serie A, coincide con la prima partita amichevole contro l'Atletico Mineiro disputata dal Palermo, rifondato nel 1988 dopo la radiazione dalla B, dove alla presenza di almeno 50.000 tifosi festanti abbiamo visto grande calcio da giocatori come D'Este e Nuccio. Tuttavia, l'emozione che non scorderò mai non è affidata ad una partita in particolare, ma al mio primo ingresso allo stadio della vecchia Favorita negli ultimi minuti di un incontro di serie A nel 1968: la semplice vista del vastissimo campo verde è un ricordo per me indelebile. Agli attuali tifosi dico che è giusto arrabbiarsi o imprecare anche per errori dei giocatori, ma un istante dopo bisogna far sentire forte agli stessi la propria passione come sangue pulsante che scorrendo nelle vene di tutti ne moltiplica le energie. Sempre forza Palermo!».
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