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Anche questa settimana Golsicilia.it vi presenta la rubrica intitolata 'Il Palermo visto da...', momento dedicato ai commenti, alle opinioni e alle memorie dei tifosi rosanero. Quest'oggi è il turno di Gianmarco Carofalo, sfegatato tifoso che, nonostante la giovane età, conta tantissime presenze allo stadio “Barbera”. A lui abbiamo chiesto di analizzare il momento che stanno attraversando Miccoli e compagni.
Palermo non bellissimo, ma anche sfortunato contro la Juventus. Che partita hai visto al “Barbera”?
«Hai detto bene, quello che ho visto domenica al “Barbera” è stato un Palermo sfortunato, ma grintoso. Ha giocato un buon calcio ed ha saputo uscire dal campo a testa alta. La Juventus, in questo periodo pur essendo nettamente superiore, ha subito la carica di un Palermo che, secondo me, ha giocato una partita ammirevole nella prima mezz’ora di gioco. Purtroppo però, il peso del deficitario mercato estivo e il fenomeno della panchina “ballerina”di Zamparini, hanno portato in questo Palermo un ansia da prestazione che si è avvertita nettamente nel secondo tempo, infatti, i giocatori dopo il gol subito sono sembrati quasi rassegnati alla sconfitta, riportando di nuovo la triste sconfitta al “Barbera”».
La squadra appare incompleta. Tra poco meno di un mese si apre il mercato, dove intervenire?
«Spero vivamente in qualche rinforzo, o magari, in qualche regalo di Natale da parte della nostra dirigenza. Certamente non è il Palermo che lottava per un posto in Europa, però ha delle basi solide sulle quali contare e altre da rinforzare. Mancano i Cassani e Balzaretti che volavano sulle fasce fornendo ottimi assist per la punta, quindi, un punto che rinforzerei sarebbe proprio la fascia, sia destra che sinistra. Gasperini sicuramente è stato bravo a “convertire” Donati da centrocampista a regista difensivo, portando quindi un giocatore dietro che possa far ripartire la squadra, ma ovviamente questo non basta come abbiamo visto; quindi, un buon centrale difensivo d’esperienza potrebbe essere una soluzione. Inoltre la voce che circola è che al Palermo manca una punta importante, ma questa non è la verità, il vero problema dell’attacco è la mancanza di un trequartista come Pastore, un giocatore abile che sia di raccordo tra il centrocampo e l’attacco».
In tanti pensano che Zamparini sia sulla via dell’addio, lo pensi anche tu o credi sia pronto a rilanciare il Palermo negli anni a seguire?
«Io credo che Zamparini non sia una persona stupida da lasciare una piazza importante e solida come quella di Palermo, soprattutto dopo aver regalato alla città e ai veri tifosi rosanero la serie A. Sono convinto, e spero, che Zamparini insieme a Lo Monaco possa far riacquistare valore alla nostra società, ma soprattutto al nome di Palermo».
Sabato difficile trasferta ad Udine, che gara t’aspetti?
«Mi aspetto il Palermo che ho visto contro il Catania, grintoso e scattante, deve dimostrare che la maledizione della trasferta sia acqua passata, ma, soprattutto, ripartire dagli errori commessi contro la Juventus. Concludere il girone d’andata senza una vittoria fuori casa sarebbe negativo sia per il morale dei giocatori, sia per noi tifosi, quindi, è categorico ritornare da Udine con i tre punti in tasca e prepararci al meglio per battere la Fiorentina. Sicuramente sarà molto difficile espugnare il “Friuli” ma come abbiamo visto il Palermo di quest’anno è molto imprevedibile, dunque, mai dire mai».
La salvezza è ancora lontana. Tu sei un pessimista o pensi che i fatidici 40-42 punti siano alla portata di Miccoli e compagni?
«Mi considero più realista. La stagione attuale, pur essendo la peggiore dell’era Zamparini, non ci riserverà la serie B, per nostra fortuna ci sono società molto meno forti della nostra, e poi ci possiamo considerare molto fortunati in quanto il nostro Presidente non è un tipo che accetta di tornare indietro. Sono molto fiducioso e credo sia nella nostra squadra che nella nostra dirigenza».
Concludiamo con due domande “amarcord”. Pensando alla tua vita da tifoso del Palermo, qual è la partita che ricordi con maggior piacere?
«Da buon tifoso del Palermo ogni vittoria per me va ricordata con piacere, ma visto che devo sceglierne una in particolare, vorrei ricordare il 3 a 1 rifilato al Catania nel 2010, precisamente con la tripletta del “Flaco”, sicuramente quella è stata una gioia infinita e che mi riporta alla mente i bei tempi in cui Javier Pastore giocava da noi».
Quella che invece non avresti mai voluto vivere?
«Sicuramente la sconfitta per 4 a 0 in casa contro il Catania con il gol spettacolare di Mascara o peggio ancora il 7 a 1 rifilatoci dall’Udinese, se potessi le cancellerei entrambe dalla storia. Anche se devo dire la verità, queste sconfitte clamorose hanno rinforzato il mio spirito rosanero spingendomi sempre di più a tifare una bellissima squadra come quella del Palermo».
Cosa vuol dire per te ‘essere tifoso’?
«Essere tifoso per me vuol dire seguire con il cuore la propria squadra, o meglio ancora, come nel nostro caso, la squadra della tua città. La stessa squadra che vado a guardare una domenica si e una no allo stadio, senza che mi sia mai pentito di questa scelta. Tifare, perché quando vedi in campo quei colori, ti si illuminano gli occhi e ti viene la pelle d’oca. Condividere questa gioia con i tuoi fratelli allo stadio cantando e gridando per incoraggiare la tua squadra. Essere tifoso quindi non comporta la violenza, anzi la esclude, restando quindi nel complesso una gioia e uno sfogo».
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