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Lecce-Catania, le pagelle

Barrientos e Montella super, male Delvecchio


Andujar 6,5: sostanzialmente poco impegnato in tutta la gara, fino al minuto 37 della ripresa in cui deve superarsi in due occasioni.

Potenza 6: si comporta egregiamente nel ruolo di centrale nella difesa a tre, in cui tra l’altro ha già giocato nella sua carriera e che quindi non sconosce. Sbaglia poco e svolge bene il suo compitino.

Legrottaglie 6,5: più passa il tempo e più Nicola diventa il perno della nuova difesa a tre di Montella. Sempre concentrato e guida iperattiva per i due compagni di reparto.

Bellusci 6: i disastri contro il Chievo oggi non si vedono. Contro uno dei peggiori attacchi della serie A era difficile fare peggio, ma ha rispolverato la sicurezza e la brillantezza atletica di qualche settimana orsono

Izco 6: Marianito è quantità e sostanza, e le sue caratteristiche ancora una volta ben si sposano con il ruolo di tornante. Si spera non sia una ricaduta l’infortunio che lo ha costretto all’uscita nella ripresa.

Lodi 6: importante mettere alle spalle il ricordo del rigore sbagliato con il Chievo. Svolge l’ordinario con precisione, importante il lavoro di regia dietro le continue azioni manovrate in contropiede nel finale.

Almiron 5,5: un po’ fiacco e non sempre puntuale, ha ormai raggiunto il top della condizione fisica ma oggi avrebbe potuto fare di più.

Marchese 6,5: preciso e quantitativamente ancora all’altezza. Ha ormai trovato la sua dimensione nel ruolo di tornante, che ne esalta la resistenza e la falcata. Con il suo salvataggio sulla linea completa il miracolo di Andujar nel finale.

Delvecchio 5: importante la sua forza fisica, ma oggi Gennaro rende meno del solito. Spesso impreciso e impacciato, i due gol incredibilmente falliti non risultano determinanti ai fini del risultato ma potevano dare un andamento diverso alla partita sin da molto prima.

Gomez 5,5: non è nel suo miglior momento di forma, fatica a saltare l’uomo e, come col Chievo, tende ad innamorarsi troppo del pallone rischiando di perderlo. Merito a Benassi, ma l’occasionissima capitatagli nella ripresa meritava di non essere sprecata.

Bergessio 6: Gonzalo onora sempre nel migliore dei modi il suo Dna operaio. Di palloni giocabili per lui ce ne sono molti pochi, graffiando con un sinistro d’impeto a centroarea non troppo angolato. Merita la sufficienza per l’impegno.

Biagianti 6: non si vede, ma i suoi interventi in interdizione sono sempre una fonte di palloni freschi da sfruttare come meritano. Positivo che rientri man mano in condizione

Maxi Lopez 6: riesce a canalizzare la sua rabbia e la sua voglia di riscatto in una prestazione ordinata, basata sull’essenzialità. Importante la sua velocità nelle azioni in contropiede

Barrientos 7,5: partite come queste si possono risolvere solo con gli episodi. Episodi. Avvenimenti che possono durare anche un secondo. Il tempo di partorire una giocata individuale che alcune volte può non dare gli effetti sperati, altre ti portano tre punti a casa e un’iniezione di autostima. Dribbling preciso e di elevata difficoltà, sinistro d’esterno che spiazza Benassi e tutti gli altri 20 giocatori in campo. Tutto in qualche secondo. Secondi che possono rilanciare una stagione, quella del Catania, e lanciato a tutti gli effetti un’altra, la sua.

Montella 7: impressiona ancora per ordine il suo 3-5-2, struttura portante con cui il Catania riesce a governare bene la partita nella prima mezz’ora. Non si scompone di fronte alla scarsa vena di inizio ripresa e all’arrembaggio talentino nel finale, rispondendo adeguatamente con il cambio di modulo in corsa e, soprattutto, con tre sostituzioni ancora una volta azzeccate. Accantonati gli errori alla vigilia con il Milan e in corsa con il Chievo

 

Lecce: Benassi 7, Oddo 6, Esposito 5,5, Tomovic 6,5, Brivio 6, Strasser 5,5, Obodo 6, Olivera s.v, Bertolacci 5,5, Cuadrado 5, Muriel 5,5, Piatti 5,5, Corvia 5,5, Ofere s.v. All.: Di Francesco 6

Arbitro: Peruzzo 6


Michele Patanè 26/11/2011
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