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Nessuno dimenticherà quanto ha dato per la maglia rosanero ma alla fine siamo sempre al punto di partenza. Promesse e contro promesse, fatte in quel miscuglio eterogeneo di gioie e dolori, di pianti e sorrisi, alla fine non rispettate. La telenovela più lunga ed estenuante del mercato del Palermo culmina nell’unico modo che i tifosi non volevano: Federico Balzaretti lascia la Sicilia per approdare nella capitale, sponda giallorossa.
Inutile negarlo: Federico per Palermo ha dato tanto ma allo stesso tempo la città ha dato tanto a lui. Un amore ricambiato, per certi tratti unico. Forse lontano anni, come non succedeva dai tempi di Sicignano prima e Corini poi.
«Parigi o da Palermo non mi muovo», aveva detto in tempi non sospetti. Nulla da obiettare se la famiglia viene anteposta a tutto ma cosa c’entra Roma? C’era addirittura chi gli aveva promesso un triennale al massimo salariale permesso in casa Palermo e un posto dirigenziale non appena appesi gli scarpini al chiodo. E invece? Un po’ come Toni, un po’ come tanti altri, Balzaretti sembra avere gentilmente declinato per potersi giocare le sue chance alla corte di Zeman. Ma una domanda sorge spontanea: sicuri che sia solo un desiderio personale di raggiungere successi che effettivamente gli mancano? I maligni vogliono il contrario ma la verità non si sa dove sta.
Le uniche cose certe, al momento, sono poche. In primis il Palermo ha ufficialmente accettato l’offerta della Roma che si dovrebbe aggirare intorno ai 4,5 milioni di euro; in secondo luogo che la retribuzione assicuratagli dalla società giallorossa supera di circa 300mila euro quella palermitana; e, infine, che Perinetti e Cattani dovranno al più presto mettersi in moto nel tentativo di consegnare a Sannino un terzino capace di non far rimpiangere l’oramai ex numero 42.
Due, ad oggi, le piste calde: una porta a Cristiano Del Grosso del Siena, l’altra a Federico Peluso dell’Atalanta. Per quanto riguarda il primo la strada sembra estremamente difficile vista la volontà dell’esterno di rimanere in Toscana, mentre per il secondo le difficoltà maggiori risiedono nel convincere la dirigenza orobica a privarsi di un gioiello. La chiave di volta della trattativa, però, potrebbe risiedere nel cartellino di Massimo Donati, centrocampista tanto apprezzato da Colantuono, che a Palermo non sarebbe più indispensabile dopo l’arrivo di Arevalo Rios.
In ogni caso dopo Bovo, Nocerino e Cassani, il Palermo ha dunque perso un’altra bandiera. A questi vanno aggiunti il possibile addio di Migliaccio e il mal di pancia di Miccoli, che potrebbe lasciare a fine stagione. Sannino avrà tanto da lavorare: alla parte tecnico-tattica dovrà essere aggiunto un grande lavoro psicologico. La squadra è giovane e senza basi solide rischia di andare allo sbando. Alla più piccola difficoltà la barca rischierà di affondare: buona fortuna mister.
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