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Palermo: i tifosi si annoiano e ‘’pretendono’’ di più. Ma è giusto fischiare la squadra?

L'editoriale


È stato un pareggio forse inaspettato quello maturato sabato pomeriggio contro il Varese. Dopo una serie di risultati utili, culminata infine con due vittorie consecutive, i sostenitori rosanero si aspettavano probabilmente un tris di successi che non è però arrivato. In una calda giornata di fine ottobre, davanti ad una discreta cornice di pubblico presente in quel del “Renzo Barbera”, il Palermo non è infatti riuscito ad andare oltre ad uno sterile 0-0.

È vero, il pari contro i biancorossi ha portato a cinque la serie positiva di capitan Barreto e compagni, mister Iachini ha mantenuto la sua imbattibilità portando ad 11 il numero dei punti conquistati da quando è alla guida del club di viale del Fante, ma dopo il successo ottenuto lunedì scorso in trasferta sul difficilissimo campo del Siena ci si aspettava qualcosa di più. Se si pensa poi che in Toscana i rosanero sono riusciti ad imporsi per 3-2 sui bianconeri nonostante l’inferiorità numerica, ecco spiegato cos’ha scatenato la rabbia dei tifosi.

Pochissimi gli incitamenti, al contrario nel corso del match contro il Varese dal settore inferiore della Curva Nord dell'ex Favorita si sono sollevati cori del tipo “Pretendiamo di più” e ancora “Pretendiamo la promozione”. A questi si aggiungevano poi commenti isolati di quei tifosi che, annoiati dallo spettacolo offerto dal Palermo, “minacciavano” i propri beniamini di non tornare più allo stadio. “A meno che il biglietto non costi tre euro, non pagherei un centesimo di più per vedere giocare questa squadra”, commentava qualcuno.

Insomma, il pubblico palermitano proprio non ci stava, e tutto questo non è stato altro che il preludio ai fischi riservati ai rosanero dopo il triplice fischio del direttore di gara, da qualcuno giudicati ingenerosi. È vero, dal punto di vista della qualità non si è visto granché. Il duo Dybala-Hernandez ha sbagliato troppi palloni e gli ingressi in area si possono contare sulla punta delle dita, per non parlare dei tiri in porta. Il gioco sulle fasce è stato disastroso e non è di certo un caso se i migliori in campo sono stati i centrocampisti e i tre centrali di difesa.

Ma il campionato è lunghissimo ed è ancora presto per tirare le somme. “Il traguardo è lontano, ma noi ci crediamo” recitava d’altronde uno striscione apparso sabato scorso sugli spalti del “Barbera”. E la speranza è che ci credano tutti


Giulia Nasca 28/10/2013
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