



Catania Primavera ancora nel segno di Aveni
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Se perdi finisci dritto sul patibolo; se vinci, invece, sei un eroe. Questa ‘triste’ ma veritiera storia è quella che ha accompagnato negli anni tanti allenatori del Palermo partendo da Guidolin, passando per Delneri, Colantuono e Zenga, fino a giungere a Devis Mangia.
Dopo le due sconfitte patite a Milano e Roma serpeggiava a Palermo un certo malcontento ma, quasi magicamente, è bastato battere un generoso ma inefficace Lecce per ribaltare il tutto. Si parlava di squadra inesistente, incapace di proporsi col 4-4-2 lontano dal ‘Barbera’. E allora si è passati al 4-3-1-2 contro la Roma ma anche in quell’occasione i risultati non furono dei migliori. Tra i tifosi c’era addirittura chi parlava di spauracchio retrocessione, chi di squadra incompleta e chi di allenatore incapace.
E invece? Quattro giorni dopo tutti eroi: squadra compatta, capace di mettere sotto chiunque al ‘Barbera’. Difesa estremamente collaudata con l’innesto di Cetto al fianco di Silvestre e il conseguente ritorno di Migliaccio sulla mediana. Hernandez da ectoplasma è tornato ad essere il fenomeno della situazione, mentre Ilicic, seppur a tratti, è tornato quello della scorsa stagione capace di sciorinare giocate d’alta scuola. Per non parlare dei complimenti, adesso, rivolti al buon Mangia ribattezzato grandissimo motivatore e capace di leggere la gara come pochi: questo il pensiero dei tifosi all’indomani del successo rosanero ai danni del Lecce che ha rilanciato i rosa in classifica e ridato speranza anche ai tifosi più scettici.
Qualche critica, a dire il vero, è stata mossa anche dopo la gara con i salentini. Sul banco degli imputati, questa volta, c’è finito Barreto giudicato inadeguato nel ruolo di playmaker basso davanti la difesa. C’è chi gli accusa la scarsa confidenza con il pallone, chi la mancanza di geometrie. Per i venti minuti fatti vedere ieri sera è stato ‘promosso’ per quel ruolo, a furor di popolo, lo sloveno Bacinovic che quando è entrato ha alternato egregiamente quantità e qualità riportando ordine nella zona nevralgica del campo.
Adesso c’è chi torna a sognare la Champions e c’è chi addirittura ipotizza una lotta scudetto ‘’visto il livellamento verso il basso del campionato e la vetta che dista solo tre punti’‘ ma, essendo più realistici, in tanti si proiettano al match di Udine non pensando al futuro: dopo la gara contro la Roma si pensava ad una clamorosa debacle contro Lecce e Udinese con conseguente allontanamento di Mangia dalla panchina mentre ora si sogna l’impresa contro la corazzata di Guidolin.
Per chiudere tra i vari commenti che abbiamo raccolto sul web ne vogliamo riportare uno che ci ha particolarmente colpito. Quella di Alessio è una piccola disamina di quanto accade sistematicamente attorno all’ambiente rosanero ogni stagione. Questo il testo: “Come al solito, a Palermo, ci si entusiasma quando i rosa vincono ma ci si deprime non appena qualcosa comincia ad andare storto. Ed è allora che le malelingue danno il meglio di se sparando a zero su Zamparini e sulla sua creatura. Adesso i rosa sono sesti in classifica ma un’eventuale sconfitta ad Udine riporterebbe i siciliani a metà classifica e allora viene istintivo chiedersi quale sarà la reazione di questi ‘tifosi’ o presunti tali. Le critiche, figlie della rabbia, ci possono stare dopo una sconfitta ma tutti noi dobbiamo imparare ad essere più equilibrati e soprattutto coerenti: continuando così non possiamo che fare del male alla squadra”. Come dargli torto?
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