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Marsala-Parmonval: nervi tesi tra le due società

Ai nostri microfoni il dg azzurro Gerardi ci racconta l'accaduto


Non c'è categoria calcistica, dalla Serie A fino all'Eccellenza, che possa esimersi da eventi violenti che non fanno altro che nuocere all'ideale di sport ormai, con le dovute eccezioni, pressochè dimenticato.

Proprio ieri pomeriggio al "Lombardo Angotta" di Marsala è andato di scena uno "spettacolo" infimo in cui la violenza è stata suprema protagonista di un post-partita degno dei migliori film western anni '50. I tifosi del Marsala al fischio finale hanno invaso il campo scagliandosi con violenza contro la panchina della Parmonval e colpendo gravemente l'allenatore Corrado Mutolo e seminando grande disordine e confusione. La società palermitana, come dichiarato ai nostri microfoni, ricorrerà alle vie legali. Riportiamo qui di seguito la versione dei fatti e la risposta del direttore generale del Marsala Matteo Gerardi intervenuto ai nostri microfoni:

FINE PRIMO TEMPO «Voglio partire innanzitutto dalla fine del primo tempo. Noi siamo entrati subito in campo mentre i giocatori della Parmonval si sarebbero intrattenuti, secondo voci che mi sono giunte, con l'arbitro ma questo può anche far parte del gioco, non voglio insinuare nulla di che anche perchè non mi permetto di parlare male di nessuno, ma sta di fatto che nel secondo tempo l'arbitro ha cambiato totalmente atteggiamento nei nostri confronti».

SECONDO TEMPO «Nella seconda frazione di gioco l'arbitro dopo aver disputato un buon primo tempo prendendo anche decisioni corrette, improvvisamente cambia atteggiamento nei nostri confronti: non fischia alcun fallo a nostro favore, ammonisce il numero 8 della Parmonval quando invece il fallo l'aveva commesso il numero 6 Bennardo che era già stato ammonito e dunque sarebbe stato espulso, insomma inizia a perdere il controllo della partita».

SANDRI «Il nostro allenatore viene espulso semplicemente perchè si trova poco fuori l'area tecnica quando invece Mutolo ha praticamente gestito tutto il match fuori dall'area di sua competenza ma non è mai neanche stato richiamato. Ovviamente Sandri ha perso il controllo e fortunamente siamo riusciti a calmarlo prima che inveisse gravemente sull'arbitro che ho protetto con la mia persona. Da lì è successo un parapiglia generale perchè i tifosi sono entrati in campo creando un disordine totale. Ma Sandri è una brava persona, lo conosco da anni. Non ha fatto assolutamente niente, voleva reagire ma non ci è riuscito perché bloccato in tempo. Sono attimi di nervosismo che nel calcio ci stanno. Va giustificato perché è stato espulso per una ragione futile e in modo indegno».

JIMOH «L'episodio che indubbiamente ha acceso gli animi è stata la reazione di Jimoh al fallo subìto. Voglio precisare però che il giocatore è stato espulso semplicemente perchè aveva tentato la reazione e non a causa della reazione stessa, dopo l'espulsione è riuscito purtroppo a colpire sul volto Bennardo e per questo sarà ovviamente multato ma tengo a precisare che non è stato espulso per aver sferrato il pugno. Il giocatore non meritava di essere espulso anche perché innanzitutto ha preso un pugno, poi ha tentato la reazione ma è stato bloccato, l'arbitro lo butta fuori e dopo qualche decina di secondi Jimoh interviene di nuovo sferrando il pugno a Bennardo».

CANCELLI APERTI «I cancelli non sono stati mai aperti da un membro della dirigenza o da qualcuno all'interno dello staff del Marsala. I cancelli sono stati aperti dagli stessi tifosi facinorosi che hanno saltato con l'intento di creare scompiglio. Noi avevamo gente addetta alla sicurezza e membri del corpo della Polizia e dell'arma dei Carabinieri che non sono intervenuti perchè inizialmente non avevano intuito che si sarebbe creato quel parapiglia violento».

L'EPISODIO GENOVESE «Non condivido assolutamente il gesto compiuto da questo piccolo gruppo di tifosi. Il loro comportamento ha danneggiato la società. Ma è gente che crede di capirne di calcio quando in realtà non è quasi mai presente allo stadio. Mi auguro che non succeda nulla di grave in futuro e sicuramente questi tifosi saranno puniti».

FRONTE PENALIZZAZIONI «Non temo grandi penalizzazioni perchè alla fine eventi gravi non ne sono successi. Certo Mutolo è stato colpito alla testa e su questo non c'è dubbio, ma ci siamo scusati con la società della Parmonval e dire che è successo un finimondo mi sembra esagerato. Nessun provvedimento potrà squalificare il nostro campo, poi certo non ne sono sicuro».

SULLE DICHIARAZIONI DI CATALANO A GS.IT «La Parmonval minaccia di ricorrere a vie legali? Bene che lo faccia pure. La stessa cosa potrei fare io perchè proprio il dg della Parmonval, Castronovo, mi ha minacciato dicendomi testuali parole mimando il gesto: «QUANDO ARRIVI A PALERMO TI FACCIO LA FACCIA COSì. NON VENIRE A PALERMO PERCHÈ ALTRIMENTI SEI ROVINATO». Le minacce non fanno parte del codice civile, io gli ho semplicemente detto di tornare dentro gli spogliatoi perché non faceva altro che aizzare la discussione e lui mi ha minacciato in questo modo».

CONSIDERAZIONI «Sono mortificato come cittadino marsalese. Era solo una partita di calcio e si è trasformata in qualcosa di spiacevole. Voglio sottolineare però che le nostre responsabilità sono poche perchè il tifo non ha nulla a che vedere direttamente con la dirigenza. Noi multeremo sicuramente Sandri e Jimoh. In questa vicenda anche la Parmonval ha le sue colpe: le loro provocazioni sono state molto forti e non facevano altro che fomentare nervosismo e tensione ma purtroppo anche questo fa parte del calcio».


Giorgio Mannino 30/09/2013
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