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Intervenuto, in esclusiva, ai microfoni di Golsicilia, abbiamo intervistato l'ex tecnico del Mazara, Enzo Domingo, che lunedì scorso ha rassegnato le proprie dimissioni dalla gestione della squadra. Ecco come Domingo si è pronunciato in merito a tale decisione di sospendere la sua attività da allenatore azzurro:
Signor Domingo, perché si è arrivati a queste dimissioni?
«Le dimissioni sono arrivate perché ho voluto fare una protesta nei confronti di un sistema sicuramente non leale, non legale, non corretto, e contro un sistema che, da quattro settimane a questa parte, ha puntato il dito contro il Marsala. Il modo per far capire all'opinione pubblica di cosa si sta trattando era quello di fare un'azione clamorosa, quella di dare le dimissioni. Cosa che effettivamente ho fatto, dal momento che eravamo fuori dai play-out, quattro giornate fa, e qualche organizzazione misteriosa ha provveduto contro il Marsala, perché la squadra aveva cominciato a dare fastidio a un sistema che francamente non conosco, ma che vedo che esiste. Quest'azione mi è servita per dare una scossa abbastanza forte alla società che, in lotta per la retrocessione, stava subendo e sta subendo delle ingiustizie che non merita».
Come reputa il suo rapporto con la squadra?
«Eccezionale, tuttora, anche dopo le dimissioni, perché i ragazzi, nell'arco di tutta la settimana, non hanno fatto altro che chiamarmi, che invitarmi a ripensarci, anche perché il Marsala non ha provveduto a sostituirmi. Ho detto di no, perché ciò che ho fatto l'ho fatto anche per loro, affinché loro potessero reagire ed avere quella scossa adeguata. Il rapporto con i ragazzi è stato eccezionale, dunque, e lo è anche adesso».
Quand'è arrivata, per la prima volta, l'idea di dimettersi dalla squadra?
«Posso dire che è arrivata solamente al 90' della partita giocata a Caltanissetta - campo neutro - con il Real Nocera, quando, per l'ennesima volta, sullo 0-0, l'arbitro c'ha annullato un gol di Cocuzza regolarissimo a tutti gli effetti, per via di una consultazione con il guardalinee. Nel secondo tempo, la squadra ha subito questa scossa psicologica, abbiamo subito gol su una bellissima azione del Real Nocera, e a quel punto la squadra non ha risposto più alle sollecitazioni, come era abituata. Nel corso dei 40' che vanno dal gol subito alla fine della partita è maturata, nella mia mente, l'idea di dare una scossa alla squadra, e l'ho fatto, alla fine del match, dando al presidente la notizia che da quel momento non ero più l'allenatore del Marsala. Il presidente mi ha invitato a riflettere, lunedì alle 12 lo chiamai confermandogli ciò che avevo detto a fine gara, perché volevo fare questo gesto per il bene della squadra e della città di Marsala».
Che Marsala lascia adesso?
«Un Marsala certamente demoralizzato per i fatti, per le ingiustizie subite, per la partita contro l'Hinterreggio, il Sambiase, il Cittanova. Lo lascio, però, in perfette condizioni, con una buona organizzazione di gioco, soprattutto con dei ragazzi che hanno voglia di salvare il Marsala, di salvare la maglia che stanno indossando e di salvare anche il loro futuro. I giocatori sanno, infatti, che se si dovesse retrocedere il loro valore, in termini calcistici ed economici, andrebbe un po' a ridursi rispetto a quei livelli che loro oggi hanno e che sono in grado di poter avere anche domani».
Abbiamo parlato, finora, di passato e presente di Enzo Domingo. Quale sarà il suo futuro?
«Il futuro per adesso è veramente buio. Non lascio solamente il Marsala, ma forse lascio definitivamente il calcio, perché questo mondo, specialmente in questa categoria e in questo girone, è veramente un calcio malato, un calcio che ha bisogno di essere atterrato per essere ricostruito. Io sono un allenatore professionista, e quindi oggi posso dirvi, magari, che lascio il mondo del calcio. È possibile - d'altronde è così - che riflettendoci si ridimensiona un po', perché io amo il mondo del calcio, e se dovessi tornare tornerò in categorie che non sono queste dei dilettanti, ma saranno categorie professionistiche dove si può veramente giocare a calcio e dove possano essere messi in risalto i valori umani, sociali, tecnici e professionali di ogni singola persona e dell'allenatore in questo caso - per quel che riguarda il sottoscritto».
Qual è l'ultimo messaggio che vuole lasciare ai tifosi che hanno vissuto con lei un coacervo di emozioni?
«Non stancatevi mai di sostenere questa squadra, la vostra, non stancatevi mai di portare in alto il vessillo azzurro e cercate di non commettere più l'errore commesso durante la partita contro l'Hinterreggio, quando qualcuno ha alzato un po' la testa e purtroppo questo gesto ci è costato 3 giornate di squalifica».
Per l'intervista rilasciata, si ringrazia, cordialmente, l'Ufficio Stampa del Marsala Calcio.