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Il giallo, le trame, i colpi ad effetto, penso ad una sceneggiatura di Quentin Tarantino. Non vedo altro regista. La bellezza del calcio è nella sua irrazionalità, maggiormente evidente e visibile fuori dal terreno di gioco. Quando al telefono il ds del Città di Vittoria Gaetano Albergamo con voce fredda mi dice “Ti passo Pidatella” - capisco che qualcosa di strano si è materializzato. Anticipo il tutto, poiché mi era giunta una sibillina notizia.
Queste le parole di Orazio Pidatella: «Con una tristezza ed un dolore infernale dichiaro di lasciare l’incarico di allenatore del Città di Vittoria. La società non ha colpe, anzi ad oggi ha rispettato la tabella programmatica. Dico solo grazie, fra qualche giorno dirò la verità su questa drammatica decisione».
Immagino il ds Gaetano Albergamo, che solo due giorni fa durante una cena si era proiettato in una stagione importante con appunto l’amico Orazio:
«Mi è caduto un aereo addosso. Spiazzato, deluso e non so quale altro aggettivo, non condivido la sua decisione, ma non posso far altro che accettare. Ho anche comunicato le mie dimissioni, ma la proprietà ha respinto, c’è da rivedere tutto. Ho avuto garanzie dai giocatori che il tecnico aveva richiesto, che rimarranno con la casacca biancorossa».
Crolla un’idea, un progetto identificato? Lo chiediamo al direttore generale Luca D’Agosta:
Esordisce con: «Tu sei un pazzo». Ridendo e facendo riferimento all’intervista fatta a suo fratello, Fabio ed appunto al ds Albergamo.
Poi si fa serio e duro:
«Così all’improvviso, viene spazzato tutto. Difficile deglutire, ma non impossibile. È l’incoerenza di questo sport e degli essere umani, noi siamo gente che lavora duro quotidianamente, quindi aumenteremo le forze per allinearci. Non ritorneremo sui nostri passi, ci siamo attivati per un’altra soluzione, ma come ben sai il tecnico ha il suo valore nella programmazione. Con Pidatella i quadri erano stati attivati, però una cosa la voglio dire. I dirigenti e le società vengono spesso additati di poca serietà, di non rispettare gli accordi e altro ancora. Ecco, la bilancia fa il suo lavoro…».