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Il Catania ha appena concluso con successo la sua quinta annata consecutiva in serie A ed è arrivato il momento dei primi bilanci. Golsicilia analizzerà e valuterà le prestazioni degli uomini utilizzati dai due tecnici, Giampaolo e Simeone, che si sono succeduti alla guida della squadra durante la stagione. Questa settimana è il turno dei tre portieri: Mariano Gonzalo Andujar, Andrea Campagnolo e Tomas Kosicky.
ANDUJAR. VOTO: 6,5. 37 presenze in campionato, 49 gol subiti.
Per il portiere nato a Buenos Aires è stata complessivamente una stagione positiva. Innanzitutto partiamo da un dato: 49 gol subiti che, per una squadra come il Catania, non sono, poi, tantissimi e dimostrano anche l’ottima stagione dalla coppia difensiva titolare Silvestre-Spolli, inspiegabilmente ignorata dal ct della selección, Sergio Batista. L’estremo difensore etneo, invece, è ormai un punto fisso della nazionale argentina anche se, oggettivamente, non meriterebbe il posto da titolare: il suo punto debole, dimostrato anche in questa stagione, è l’incertezza nelle uscite e, com’è noto, un portiere poco sicuro influisce negativamente su tutto il reparto arretrato. Per il resto, Andujar, tra i pali ha dimostrato di essere sempre pronto e reattivo. Tra le sue parate più importanti possiamo ricordare il rigore respinto a Veloso nei minuti finali della sfida interna contro il Genoa (finita 2-1 per il Catania) e l’intervento prodigioso sulla velenosa punizione di Del Piero a Torino, quando la Juventus vinceva 2-0 (la partita si è conclusa 2-2). Voci insistenti dicono di un suo addio al termine della stagione. Suo degno sostituto potrebbe essere il belga Jean-Francois Gillet, capitano del Bari.
CAMPAGNOLO. VOTO: 5,5. 1 presenza in campionato, 3 gol subiti; 3 presenze in Coppa Italia, 6 gol subiti.
Ennesima stagione da dimenticare per il portiere veneto. Infatti, nonostante sia un calciatore di gran talento, ha passato la maggior parte della sua carriera tra panchina e tribuna. Basti pensare che, dopo aver fatto il terzo portiere a Cittadella e a Roma, è riuscito ad esordire ufficialmente nel calcio professionistico alla “veneranda” età di 23 anni con la maglia del Genoa. Arrivato due anni fa a Catania con l’obiettivo di soffiare il posto ad Andujar, non è riuscito nell’impresa: nel 2009/2010 giocò soltanto tre match in campionato e quattro in coppa Italia. Quest’anno gli è andata peggio: il collega argentino, a differenza dell’anno scorso dopo gli errori contro Milan e Livorno, non è mai stato messo in discussione, così Campagnolo ha trovato spazio solo in tre partite di Coppa Italia e nell’ultima di campionato, a giochi fatti, contro l’Inter. A Milano è apparso svogliato, ma non è una novità: la stessa impressione abbiamo avuto, a più riprese, durante gli allenamenti della squadra. Il 33enne portiere ha ancora un anno di contratto con il Catania, ma tutti gli indizi fanno pensare a un suo possibile addio a fine stagione con l’obiettivo di passare gli ultimi anni della carriera in una squadra che gli garantisca il posto da titolare.
KOSICKY. VOTO: S.V. Nessuna presenza in stagione.
Il portiere slovacco è approdato in maglia rossazzurra tre anni fa dall’Inter Bratislava per imparare alle spalle dell'esperto Albano Bizzarri. Allora Kosicky giocava con l’under 21 del suo Paese. Dopo aver ottenuto la salvezza con largo anticipo, Zenga gli concesse cinque delle ultime sei partite di campionato per dimostrare il suo valore nel calcio italiano. Lui non impressionò, ma, del resto, non è facile per un giovane portiere, a maggior ragione se straniero, ambientarsi subito ai ritmi della serie A. L’anno dopo, sarebbe stato utile mandarlo a farsi le ossa in prestito, ma la società decise di confermarlo come terzo portiere e Tomas giocò, in tutto l’anno, soltanto mezzora in sostituzione dell’infortunato Andujar a Verona contro il Chievo. Nella stagione appena conclusa il copione è stato lo stesso, così, il 24enne di Bratislava è stato spedito ancora una volta a scaldare il suo posto nella tribuna del Massimino. Un giovane dalle buone prospettive che rischia di bruciarsi. Proprio per questo, l’anno prossimo potrebbe essere quello giusto per andare altrove a fare esperienza.