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Giuseppe Accardi, ex difensore, è nato a Palermo il 7 marzo del 1964. Collezionò ben 24 presenze, condite da tre gol, in quel Licata che, nella stagione 1988/89, approdò per la prima volta nel campionato di serie B. Vestì anche le maglie di Campobasso, Palermo, Venezia e Reggiana. Oggi è procuratore di alcuni importanti calciatori di serie A.
Giuseppe Accardi, un campionato di serie B con la maglia del Licata. Quali sono i ricordi di quella stagione?
«Si tratta senza dubbio di ricordi bellissimi, è stata un'annata che è iniziata benissimo e mi ricordo che dopo le prime dieci partite eravamo addirittura in cima alla classifica e poi abbiamo raggiunto una salvezza tranquilla. La squadra era composta da gente che aveva voglia di fare e che grazie al Licata è riuscita ad avere una carriera abbastanza importante. La cosa più bella che mi ricordo è il calore dei tifosi del Licata».
In quella stagione avete anche affrontato Milan e Lazio, in Coppa Italia. Cosa avete provato nel giocare contro simili squadre?
«Non abbiamo affrontato solo squadre di questo livello, assolutamente enorme. Ricordo anche la sfida contro il Parma, nella nostra categoria, che vincemmo in trasferta per 3-0. Affrontare queste partite ti regala emozioni abbastanza importanti».
E' impossibile, nel calcio di oggi, che si ripeta un miracolo simile a quello che poco più di vent'anni fa ha visto protagonista la squadra gialloblu?
«No, per niente. L'esperienza ci insegna che tutto è possibile. Se ci sono squadre che si muovono bene, programmano bene e lavorano bene, possono riuscire ad avere questo tipo di risultati. Conta solo avere una buona organizzazione, così si ottengono i risultati».
Con chi dei tuoi ex compagni sei ancora in contatto?
«Soprattutto con Tommaso Napoli, ma anche con Massimo Taibi, con Laneri, Ciccio La Rosa... Ce ne sono diversi che vedo, seguo o comunque con cui mi sento ogni tanto».
Nella stagione 1988/89 siete andati ben oltre le previsioni, conquistando un incredibile nono posto.
Qual è il successo di quell'anno che ricordi con più piacere?
«Sicuramente non potrò mai dimenticare la sfida di Parma, vinta per 3-0, ma una gara che ricordo con molto piacere è il derby contro il Messina, vinto davanti ai nostri tifosi per 4-2».
Hai realizzato tre gol, con la maglia del Licata, doppietta al Padova e gol, all'ultimo minuto, nel derby contro il Messina. Qual è stato quello più importante?
«Senza ombra di dubbio ti rispondo che per me quello più importante è stato quello contro il Messina che, seppur arrivato all'ultimo minuto, è stato un gol pesante perchè si trattava di un derby».
A fine stagione hai lasciato il Licata per approdare al Palermo, pur scendendo di categoria. Una scelta di cuore?
«E' stata assolutamente una scelta di cuore. Non ho avuto mai alcun tipo di problema con i tifosi gialloblu, ma quando si ha la possibilità di giocare per la squadra della propria città, si è pronti a scendere anche di categoria».
Quest'anno il Licata ha riconquistato la serie D, dopo un'assenza di cinque anni. Un augurio ai tuoi ex tifosi?
«Quello che voglio augurare ai miei ex tifosi è che il Licata ritorni a sognare e ritorni ad avere una squadra quanto meno in una categoria più importante. Chi ha fatto questo miracolo è stato comunque un ex giocatore del Licata, oggi allenatore, il quale ha lavorato molto bene. Auguro inoltre ai tifosi di trovare un gruppo di dirigenti come quelli che c'erano vent'anni fa e che hanno dato l'opportunità di sognare, alla gente di Licata, e di raggiungere un obiettivo importantissimo che, qualche anno prima, sarebbe stato inimmaginabile per una città come Licata».