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Abbiamo intervistato in esclusiva il ds del Licata neopromosso in serie D, Angelo Costa. La gara di domenica scorsa contro la Parmonval e la festa promozione, oltre ai possibili recordo della squadra gialloblu, questi i temi dell'intervista.
Angelo Costa, domenica scorsa, con la rotonda vittoria sulla Parmonval, è arrivata la matematica promozione in D. Quali sono le sue sensazioni e quelle dell'ambiente?
«Sicuramente c'è molta soddisfazione, perchè dopo essere stati in testa per tutto il campionato, ci siamo tolti quel pensiero fisso che era la vittoria del campionato. L'ambiente è eccezionale e la città sta vivendo un momento favoloso perchè, tra tutti i problemi presenti in paese, la squadra è stata l'unica nota positiva di questo 2010/11, l'unico evento che riusciva a mettere 4000-5000 persone d'accordo, tutti per uno stesso motivo. Questo, ovviamente, soddisfa anche noi addetti ai lavori, perchè abbiamo contribuito a questa vittoria finale».
Eppure un po' di paura c'era stata due settimane fa, dopo il pareggio in extremis del Due Torri...
«Non era paura, perchè abbiamo sempre dominato per tutto il campionato, però nel calcio il pallone è rotondo: basta una palla che entra o una che esce e può cambiare un po' tutto. Più che altro c'era quel nervosismo e quella voglia di chiuderla subito, ma non abbiamo mai temuto di poter perdere il campionato».
Il calendario nelle prossime settimane vi metterà di fronte a due squadre, Sancataldese e Alcamo, ancora in corsa per degli obiettivi. Che gare disputerà il Licata?
«Anche noi abbiamo un obiettivo da mantenere, a livello europeo perchè siamo l'unica squadra imbattuta in tutta Europa e teniamo molto a questo e vogliamo difendere questa imbattibilità a tutti i costi. Le motivazioni degli avversari sono sicuramente più forti delle nostre però non regaleremo niente a nessuno».
Il Licata ha dimostrato per tutta la stagione di aver meritato la prima posizione. Quanto la inorgoglisce il fatto di aver vinto un campionato in maniera così netta?
«Inorgoglisce molto. Per me è la seconda volta, perchè anche nel 2005/06 avevamo vinto il campionato, restando in testa alla classifica dalla prima all'ultima giornata, quindi vuol dire che il lavoro è stato svolto nel modo giusto, che abbiamo sbagliato poco, o addirittura niente, facendo anche degli acquisti oculati a gennaio, come gli arrivi di Petrolà e Unniemi. i quali hanno influito molto sull'andamento del campionato. Per un direttore sportivo questo è il massimo e aver avuto gente che non ha avuto nessun tipo di infortunio muscolare e che non prende squalifiche pesanti vuol dire che anche la scorsa estate si è lavorato con raziocinio e intelligenza».
A detta di tutti gli addetti ai lavori, il Licata ha già a disposizione una rosa da categoria superiore. Quanto ha bisogno, questa squadra, di rinforzarsi per l'anno prossimo?
«Su questo potrò rispondere quando sarò riconfermato, ma di sicuro ti posso dire che molti elementi dell'attuale rosa sono pronti per affrontare il campionato di serie D».
Se dovessimo individuare un giocatore che più di tutti si è messo in evidenza durante questo campionato, chi sarebbe?
«Molti si sono messi in evidenza, ma tre giocatori su tutti mi hanno sorpreso più di tutti: Fabrizio Grillo, il capitano, che già conoscevo e che si è rimesso in discussione dopo un campionato eccezionale fatto a Trapani lo scorso anno; Giuseppe Pira, un under 20 che mi ha sbalordito gara dopo gara; infine anche Mustaphà, che già l'anno scorso ha lavorato con me e che ha dato prova di grandi capacità».