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Fabrizio cosa si prova ad essere capitano di un gruppo come il vostro e vincere con la maglia della propria città?
«E’ una grande gioia perché si tratta di un gruppo composto prevalentemente da licatesi. E’ una soddisfazione doppia per me e per i miei compagni essere applauditi dai nostri concittadini che quest’anno ci hanno spinto con il proprio sostegno a fare bene. C’è però anche il rovescio della medaglia, perché questa è una piazza calda e non si può mai dare nulla per scontato».
A chi dedichi questa promozione?
«La dedico prevalentemente a me stesso che ne ho passate tante soprattutto con il Licata, alle persone che mi sono state più vicine come la mia famiglia e a questo fantastico gruppo, perché se abbiamo vinto lo dobbiamo al fatto che ognuno di noi ha dato tutto quello che poteva».
In questa stagione hai realizzato quattro gol, quale giudichi il più importante o comunque il più bello?
«Di gol importanti, se devo essere sincero, non ne ho realizzati, perché le mie marcature sono arrivate sempre a risultato già acquisito. Se devo scegliere il più bello dico senza dubbio quello che ho fatto contro il Kamarat su calcio di punizione».
Quanto vi è dispiaciuto perdere l’imbattibilità che avevate mantenuto per tutto il campionato e avete perso nelle ultime due gare?
«Ci è dispiaciuto tanto, bisogna dire però che noi dopo lo scontro diretto contro il Due Torri siamo rimasti a corto di energie anche dal punto di vista mentale e dopo aver chiuso il discorso promozione contro la Parmonval ci siamo un po’ rilassati, anche se le partite che abbiamo disputato sono state comunque molto combattute».
Quale è stata secondo te la partita chiave della vostra stagione?
«Devo ammettere che abbiamo avuto molta fortuna ma anche forza di volontà per recuperare e ribaltare alcune partite nel giro di tre minuti, come contro il Kamarat, la Parmonval e anche contro l’Orlandina. Credo che la partita che ci ha dato maggior sicurezza e fiducia nelle nostre potenzialità sia stata la vittoria di Alcamo che ha rappresentato la svolta per la nostra stagione, anche perché la settimana dopo abbiamo espugnato il campo del Ribera ed abbiamo spiccato il volo».
Dove può arrivare l’anno venturo il Licata con qualche innesto?
«La serie D è tutta un’altra cosa, noi abbiamo un gruppo solido, bisognerà vedere cosa vorrà fare la società, sarà compito della dirigenza riunirsi e programmare la prossima stagione. Io credo che il prossimo possa essere un campionato di assestamento, occorre predicare calma e fare tesoro delle passate esperienze».
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