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Licata, Grillo a GS.it: «Batteremo il Paternò. Scommesse in D? Totalmente contrario perché…»

Intervista esclusiva al capitano gialloblù


Fabrizio Grillo, capitano e bandiera del Licata, ci ha rilasciato un’intervista in esclusiva in cui analizza il momento della formazione gialloblù. Queste le parole rilasciate a Golsicilia.it:

Fabrizio, siete a soli due punti dalla zona play off. C’è un po’ di rammarico per le partite perse contro Ribera e Comprensorio Montalto?

«Per come siamo partiti prima dell’avvento di mister Romano, dobbiamo essere più che soddisfatti della classifica attuale. Tutti ci davano già per spacciati, per retrocessi, avevamo tre punti dopo 8 giornate, se oggi ci troviamo a due punti dai play off e ben lontani dalla zona calda, diciamo che si è fatto quasi un miracolo. Ci siamo ripromessi di salvarci il prima possibile e  ce la stiamo facendo. Siamo una squadra esperta e Licata è una piazza esigente, calda, sono e siamo del parere che possiamo giocarcela con tutti, come minimo tra le mura amiche».

Nella scorsa stagione l’addio a Romano e l’arrivo di Balsamo portò grandi benefici. Quest’anno è successo il contrario. Da uomo spogliatoio, come te lo spieghi?

«La fortuna degli allenatori e delle squadre li fanno i risultati. L’anno scorso paradossalmente avevamo una squadra dal punto di vista tecnico anche più forte di questa, che poteva fare ben più di una salvezza. Avevamo in rosa gente come Tiscione, Cirillo, La Marca, Iacono, Morabito, una squadra costruita per far anche qualcosa in più, nonostante fosse il primo anno di D. Però i risultati non arrivarono, anche per tantissima sfortuna, perché mi ricordo tanti episodi davvero “maledetti”. Il calcio è questo, poi la scelta di Balsamo, dopo la parentesi Infantino, ci ha dato quella tranquillità che serviva a metterci in riga, perché eravamo in una situazione difficile, non lontani dalle squadre che lottavano per la retrocessione».

La serie D ha riposato per una settimana, avreste preferito rigiocare subito per riscattare l’ultima sconfitta o vi è stata utile per ricaricare le batterie?

«Avevamo tanta rabbia in corpo, avremmo sicuramente preferito giocare già domenica scorsa. Abbiamo perso una partita per un errore di un singolo, che ci può stare, anche se non abbiamo fatto molto per vincerla quella gara. Non vediamo l’ora di riscattarci, siamo ben consapevoli che possiamo recuperare domenica con il Paternò, anche perché finalmente saremo tutti gli effettivi a disposizione del mister, per la prima volta, è un occasione troppo ghiotta per lasciarcela scappare».

Come accennavi domenica ospiterete il Paternò tra le mura amiche del “Liotta”, che gara sarà?

«Sicuramente incontriamo una gran bella squadra, con giocatori d’esperienza e tecnici. È una squadra che tra le sue fila conta gente importante per la categoria, però noi siamo convinti che quello di domenica potrebbe essere davvero un passo fondamentale verso la salvezza. Vincendo con i rossazzurri, facendo tutti gli scongiuri del caso,  non dico al 100% ma trequarti di salvezza sarebbe raggiunta, in previsione anche degli altri impegni casalinghi che abbiamo. Sappiamo che è una partita difficilissima, grande rispetto per il Paternò, ma noi giochiamo in casa e abbiamo dimostrato che al “Liotta”, dal Cosenza al Città di Messina, possiamo “mettere sotto” chiunque. Quindi ripeto, grande rispetto, ma giochiamo solo per vincere».

Si parla un gran bene di Saani, cosa ci dici del tuo giovane compagno?

«Premettiamo che parliamo di un classe ’92. È un ragazzo che si è integrato alla grande nel gruppo, anche grazie ai tanti compagni che erano con lui a Gela, con cui ha fatto tutto il settore giovanile. È un ragazzo che si è subito reso disponibile, ha grossissime potenzialità fisiche e non può far altro che migliorare. Ci sta dando una grossa mano, è inutile negarlo, quando viene chiamato in causa, fa sempre bene. Siamo riusciti a risollevarci anche e soprattutto al gruppo, un gruppo che lavora sodo e  adesso i valori stanno venendo fuori».

Avrà, secondo te, la possibilità di sfondare nel calcio che conta?

«Per arrivare in categorie superiori, oltre al pizzico di fortuna che serve sempre nella vita, devi avere delle componenti fondamentali dalle quali non puoi non prescindere. Dal massimo impegno durante gli allenamenti, alla forza di volontà. Io penso che un ragazzo come lui, un ragazzo che viene dal Ghana, da un mondo difficile, queste motivazioni le ha. Gioca con quella voglia, quella grinta di chi gioca per vivere e vive per giocare. Ora tra l’altro è diventato da poco padre e secondo me si responsabilizzerà ancor di più, col fisico che ha può arrivare sicuramente a livelli più alti di quelli in cui gioca adesso».

Da qualche settimana alcune agenzie di scommesse permettono di giocare sulla serie D e molti addetti ai lavori non hanno accolto bene questa decisione. Da calciatore, come valuti questa cosa?

«Penso che per noi cambi poco. È bello vederti magari la domenica nelle quote, ma non è una cosa che può servire al calcio. Sappiamo tutti i discorsi che ci sono stati anche a livelli più alti a proposito delle scommesse. Questa decisione di quotare la serie D mi sembra assurda, molti personaggi ambigui su queste cose ci vivono, per me non è una cosa assolutamente positiva».


Luciano Passalacqua 15/02/2013
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