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Una delle società dell'Eccellenza B che ha attraversato un'estate complicata è stata certamente il San Gregorio, compagine etnea la cui partecipazione al campionato di appartenza è rimasta in dubbio fino all'ultimo istante per i vari problemi di natura economica. Tuttavia, venerdì scorso in casa sangregoriese è arrivata la tanto attesa svolta con l'insediamento di Renato Marletta come nuovo direttore generale della società presieduta da Carlo Blatti. Il nodo allenatore è stato ben presto sciolto visto che la guida della squadra è stata affidata a Massimo Scrivano, giovane tecnico reduce da una poco felice esperienza con la SSD Acireale. Intervistato in esclusiva da Golsicilia.it, mister Scrivano ha parlato della sua nuova avventura calcistica facendo anche qualche riferimento ai suoi mesi trascorsi con l'Acireale.
Mister Scrivano, prima di tutto le chiedo le motivazioni che l'hanno spinta ad accasarsi al San Gregorio...
«Mi hanno portato a San Gregorio due elementi: l'umiltà e la voglia di fare bene sia come allenatore che come persona visto ciò che doveva essere e non è stato, ovvero allenare l'Acireale Calcio, un mio sogno nel cassetto finito per colpa di altri. Certamente questo non mi ha impedito di trovare un'altra sistemazione e ringrazio il d.g. Marletta che ha voluto fortemente che io allenassi il San Gregorio, realtà composta solamente da giovani calciatori. Partiamo con l'obiettivo della salvezza, traguardo che per noi avrebbe il valore di una vittoria del campionato».
Domenica scorsa nell'esordio in campionato avete sconfitto per 1-3 la SSD Acireale allo stadio "Tupparello". Che gara è stata?
«È stata una gara molto lenta viste le condizioni climatiche di caldo e la precaria condizione fisica di entrambe le squadre. Secondo me ha vinto chi ha dimostrato di avere maggiore cuore ed i miei ragazzi sono riusciti a mettere in campo la mia voglia di fare bene e la mia rabbia calcistica».
Sempre nella partita di domenica non ha ricevuto una bella accoglienza da parte del pubblico acese....
«Personalmente non ho nulla contro nessuno, ma spero solo che i tifosi dell'Acireale possano riprendersi le categorie che meritano. I tifosi acesi sono arrabbiati e in un certo senso mi collegano alla gestione societaria degli ultimi mesi, con cui per altro non ho più alcun tipo di rapporto. Sono stato costretto ad abbandonare perchè mi erano state fatte tante promesse, le quali purtroppo non si sono realizzate. Io ci ho messo la faccia ed avevo portato ad Acireale venticinque calciatori grazie all'aiuto di Alessandro Gaucci, persona con cui ho un legame di amicizia. Sono rimasto deluso dall'atteggiamento della piazza nei miei confronti, ma i tifosi che mi criticano li posso capire e certamente verso di loro nutro grande rispetto».
Al suo arrivo al San Gregorio che situazione ha trovato?
«Sono arrivato a San Gregorio venerdì sera per il primo allenamento ed ho trovato tanto entusiasmo da parte di quattordici ragazzi e di tutta la dirigenza che mi ha accolto a braccia aperte. I miei calciatori hanno messo in campo anima e cuore, qualità molto importanti dato che grazie ad esse siamo riusciti a vincere con l'Acireale, società che nelle attuali condizioni in cui sta vivendo non rispecchia per nulla il suo blasone e la sua storia. Ribadisco che io amo Acireale e l'Acireale Calcio, squadra che fino ad un mese e mezzo fa dovevo allenare, ma per colpa di altri sono stato costretto ad abbandonare».
Come ha detto in precedenza, dal punto di vista atletico siete in una condizione di ritardo rispetto agli altri. In che modo volete recuperare la condizione fisica?
«Io penso che nel calcio se non c'è la testa le gambe non girano. Noi stiamo partendo da zero sotto tutti i punti di vista e stiamo svolgendo un importante lavoro atletico, ma sono convinto che se c'è anche la testa si è già a metà dell'opera. Insomma, oltre al normale lavoro fisico, faremo un preciso lavoro a livello mentale sulla testa dei ragazzi».
Domenica giocherete contro la San Pio X, sfida in cui non partirete con il favore del pronostico...
«Domenica affronterò il mio maestro Peppe Anastasi, il più grande allenatore che ho avuto nella mia carriera di calciatore nelle esperienze con il Palazzolo, l'Aci San Filippo e la Leonzio. Oltre all'aspetto tecnico, con mister Anastasi mi lega una forte amicizia e naturalmente tifo per lui perchè merita categorie importanti. Tuttavia, il calcio mi impone che domenica sarò suo avversario e noi come San Gregorio faremo di tutto per mettere in difficoltà la sua squadra. Sappiamo che i favori del pronostico sono tutti per loro perchè la San Pio X ha una struttura societaria importante, la quale ha programmato di fare un torneo di vertice ed inoltre possiede una squadra composta da calciatori di spessore. Noi con tanta umiltà affronteremo la San Pio X e certamente non partiremo già battuti perchè daremo il massimo contro di loro dato che sono la squadra più forte del campionato insieme al Siracusa e alla Fc Acireale».
Capitolo mercato. Si aspetta qualche rinforzo da parte della società?
«Posso dire che ieri è arrivato qualche amico, il quale ha già firmato ed da oggi è a disposizione. Non faccio nomi perchè sono tutti ragazzi perbene che si sono messi a mia disposizione per darmi una mano in modo da ottenere la salvezza, la quale come ho detto prima per noi ha il valore di una vittoria del campionato. Se ci sarà la possibilità di prendere qualche altro calciatore sicuramente avremo modo di definire tutto, ma dobbiamo fare i conti con una situazione economica particolare e sappiamo che sarà molto difficile. Prima del calciatore, noi cerchiamo "l'amico" che possa venire per darci un aiuto».
Intervenuto alla trasmissione televisiva "Sala Stampa" su Antenna Sicilia, domenica scorsa il vostro d.g. Marletta ha affermato che in questa stagione i tesserati del San Gregorio non percepiranno stipendi o rimborsi spese...
«Si, confermo quello che ha detto il direttore Marletta perchè i nostri calciatori si allenano e giocano a titolo gratuito. È inutile negare l'evidenza poichè il calcio in questo momento si trova in una condizione particolare. Nel nostro girone solo San Pio X e Siracusa hanno potuto prendere certi calciatori, mentre noi facciamo parte di quelle tre-quattro piccole squadre che devono lottare per sopravvivere. Io penso che a volte non sono i soldi a fare le grandi squadre e noi con tanta umiltà cercheremo di fare il nostro campionato in modo dignitoso».
Anche se non è mai sceso in campo, lei per qualche mese è stato allenatore della SSD Acireale Calcio 1946. Che bilancio fa della sua esperienza?
«Io credo che in questi mesi l'Acireale non sia stata gestita da persone che meritano di portare avanti una società gloriosa e blasonata come quella granata. Personalmente ho solo questo rammarco perchè dal 28 marzo ho fatto un lavoro che nessuno sa e nel momento in cui per l'ennesima volta sono stato preso in giro ho deciso di dire basta poichè la squadra che dovevo allenare era la formazione dei miei sogni. I tifosi devono sapere che in questo momento non ci sono i presupposti per andare avanti perchè l'Acireale Calcio è gestito dalle persone sbagliate. Preferisco non fare nomi, ma chi è intelligente sa a chi mi riferisco».
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