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In una mia “Ops…” video, appena vinto il campionato, dissi che Pino Rigoli è un amuleto, cioè non porta sfiga. È un personaggio positivo, che fa bene a chi lo frequenta e soprattutto a chi viene seriamente la voglia di vincere nel calcio. Lo confermano i dati, gli annali ed i premi, la menzione che l’USSI ha dedicato al tecnico è di chiara matrice umana e di personalità. Confermo ed approvo.
Ci siamo sentiti al telefono in esclusiva per Golsicilia.it. Gli chiedo l’autorizzazione ad usarlo come amuleto, come portachiavi, come santino da tenere in auto o nel portafoglio. Percepisco il suo stato di sorpresa e di mia follia. P.S.: se mi avesse dato l’ok, alcuni pezzi li avrei realizzati!
Comunque ritorniamo alla realtà ed entriamo nell’ambito del calcio. Argomento è naturalmente la riconferma o meno ad Agrigento, ci risponde così:
«Ci siamo incontrati e ci incontreremo. Fino al 30 giugno sono ancora sotto contratto, è una fase dedicata poiché la società sta attuando dei cambiamenti radicali per rafforzare la struttura, anche in proiezione di un possibile accordo con il sottoscritto».
Quindi non ti vedi in altre squadre? Tipo il Cosenza o… mi blocca subito.
«Agrigento o l’Akragas, oggi è fra le cinque sorelle del calcio siciliano. Catania, Palermo, Trapani, Messina e poi Akragas, quindi la piazza è importante. La gente, la passione, la storia. Sì, le altre squadre ti cercano, lo ritengo giusto e ne sono lusingato. Per quanto riguarda la ricontrattazione, non è sul lato economico, mi piace sottolinearlo».
Lato Agrigento, nessun interlocutore ufficiale, lì le pietre parlano… La prossima settimana ci sarà la conferenza stampa per presentare la nuova dirigenza e le nuove cariche. Poi, o meglio nel frattempo, Alessi e Rigoli si incontreranno. C’è una linea che converge a Pino Rigoli sulla panchina agrigentina, l’investimento, di immagine ed imprenditoriale. Neanche lo stadio crea problemi, tali presupposti convergono. Sempre che le sirene cosentine non abbiano scollature più ammiccanti e procaci…