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Di solito la cinghia o le somme si tirano a ogni fine stagione; ad Agrigento la Valle dei Templi è storia di grandi pietre. Proprio da questa simbologia l’Akragas dà atto di ricostruzione, di grandi progetti. In questo caso si tratta di un progetto socio-sportivo e imprenditoriale: ne parliamo con Maurizio Capraro, ieri team manager, oggi dirigente accompagnatore, ma anima, anzi pistone di un motore, quello sportivo agrigentino, mai revisionato, con grandi cavalli ancora dentro.
Naturalmente ci conferma che il tecnico ex Ragusa, Pino Rigoli (nella foto), guiderà l’Akragas nella prossima stagione, che sia ripescata in serie D oppure no. Che l’investitura è di quelle da primato, il tecnico lo si riconosce da queste sue caratteristiche, le sue panchine sono sempre state panchine regali, anche per i budget da investire.Proprio in funzione di questo e di quello che è stato dopo il 17 giugno, con la sconfitta nella finale play off nazionale, l’Akragas ha ricostruito dalle macerie psicologiche calcistiche, una nuova area societaria in cui l’integrazione di soggetti umani e giuridici, danno quel senso di roccia templare.
La trasformazione in srl ha comportato nuove cariche e nuovo cda, composto da uomini che nell’ambito puramente imprenditoriale sono attivi e in sinergia, ed allo stesso tempo molto competenti e competitivi nel sistema calcio. Così Capraro ci elenca l’organigramma dirigenziale: presidente Silvio Alessi; i vice presidenti Castronuovo e Vella, nel doppio incarico di dg e ds l’ex presidente della Gattopardo ed ex dg del Licata Totò Catania.Il tecnico Pino Rigoli sarà presentato nella giornata di giovedì, ma non si esclude anche la possibile presentazione in toto dell’intero organigramma dell’Akragas versione 2012/13.
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