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Il 29 Aprile si concludeva il campionato di Eccellenza B 2011/2012 che ha visto tornare il Ragusa in Serie D. Già una settimana prima però gli iblei festeggiavano la promozione diretta, frutto di un’annata spettacolare ed esemplare, e salutavano il girone orientale dell’Eccellenza. Oggi è passato poco più di un mese, eppure all’interno del Ragusa sono cambiate molte cose. Pino Rigoli, al quale va senza dubbio attribuita gran parte dei meriti per la promozione in D, da poco più di una settimana non è più l’allenatore della formazione iblea. Golsicilia.it ha ascoltato in esclusiva l’ormai ex tecnico del Ragusa per provare a capire il perché di questo divorzio dopo una stagione da incorniciare e se ha già qualche progetto per il futuro.
Mister Rigoli, la scorsa settimana noi di Golsicilia.it abbiamo ascoltato le dichiarazioni del presidente Rimmaudo. Lei invece cosa vuole dirci su questo addio al Ragusa?
«Mi dispiace ma non voglio commentare niente al riguardo. Il mio rapporto con il Ragusa si è concluso e fa parte del passato, non c’è più nulla da dire. I numeri di questo campionato, del resto, parlano da soli».
Nelle scorse settimane circolavano parecchie voci secondo le quali lei la prossima stagione siederebbe su una panchina di Lega Pro. Una di queste la accostava al Milazzo, prima che la situazione societaria dei mamertini precipitasse. Quali sono i suoi progetti per il futuro?
«Futuro in Lega Pro? Io non so nulla. Per quanto riguarda il Milazzo so che sta attraversando un brutto periodo e ne sono rammaricato perché è una piazza molto importante e hanno fatto cose egregie. Sicuramente è una squadra appetibile per molti e dispone anche di una buona rosa, ma ad oggi non mi hanno cercato».
Ipotizzando che la prossima stagione lei potrebbe sedere su panchine di categorie superiori rispetto all’Eccellenza o alla Serie D, se potesse scegliere c’è qualche giocatore azzurro che porterebbe con se?
«A Ragusa ci sono molti giocatori importanti che potrebbero fare molto bene anche in categorie superiori. I giocatori però sono della società, io sono l’allenatore e lavoro con il gruppo che mi viene messo a disposizione. Posso dire però che i ragazzi del Ragusa sono splendidi, lo hanno dimostrato per tutto l’anno e consiglierei a qualsiasi squadra di prenderli nella propria rosa».
Mister, tornando indietro nel tempo, qual è il suo ricordo più bello di questa ‘stagione perfetta’ sulla panchina del Ragusa?
«Sicuramente alcuni ricordi più belli sono legati ai tifosi e alla città. C’è sempre stato un grande rispetto reciproco tra me e loro. Inoltre abbiamo vinto ventisette partite su trenta senza perderne nessuna, grazie al grande gruppo che è il Ragusa. Questi sono ricordi indelebili, d’altronde è il campo che parla e il resto sono solo chiacchiere. Avere portato una squadra come il Catania a Ragusa, essere riusciti a portare circa 4000 tifosi allo stadio per lo scontro diretto contro il Città di Messina e aver vinto il derby sia all’andata che al ritorno: questi sono i ricordi più belli».
A proposito del suo rapporto con i sostenitori iblei, c’è qualcosa in particolare che vuole dir loro?
«Dico soltanto che ringrazio tutti per quello che mi hanno dato. Ma il Ragusa è un capitolo chiuso».
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