Nissa, Di Maria: «Dobbiamo essere umili e migliorarci giorno dopo giorno»

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La Nissa ha chiuso in bellezza questo 2010, piazzandosi, al termine di questo girone d'andata, seconda in classifica, insieme alla Casertana, con 36 punti. I biancoscudati si ritrovano, allo stato attuale, a sole 4 lunghezze dalla capolista Ebolitana. In esclusiva per Golsicilia.it, Gaetano Di Maria, il tecnico alla guida di questo percorso operato dalla squadra nissena, ci fa un resoconto dell'anno 2010, prossimo alla conclusione.

Mister, la sua squadra, finora, non ha mai perso in casa, in quanto le uniche due sconfitte siete riusciti a prenderle soltanto in trasferta. Crede che il fattore campo sia qualcosa di influente in tutto questo? Sentite molto il calore dei tifosi quando giocate in casa?

«Sicuramente giocare in casa è sempre importante per i ragazzi, essendo la nostra una squadra giovane. Il valore dei tifosi è rilevante, dando una sicurezza e uno stimolo in più sotto l'aspetto emotivo».

Il bomber della squadra è, stranamente, un centrocampista, Ancione Daniele. Che considerazione ha di questo giocatore? Come giustifica il fatto che abbia segnato così tanto, considerando il suo ruolo in campo?

«Conosco abbastanza bene le qualità di gioco di Daniele Ancione, ha grandi qualità tecniche, di organizzazione di gioco, e anche nel finalizzare possiede grandi doti. Il fatto che, al momento, si ritrovi ad essere bomber della squadra penso sia dovuto a un discorso complessivo che dovremmo fare in merito alla squadra: la squadra gioca in un certo modo, e, di conseguenza, agevola molto il lavoro di Ancione nella fase conclusiva. Credo sia un merito di tutta la squadra creare i presupposti affinché Ancione, o chi per lui, possa arrivare in zona gol».

Quale è stata la partita piu importante dal punto di vista emotivo che avete disputato nel corso di quest'anno con la Nissa?

«Io credo che ogni partita abbia un suo valore. Forse la partita che comunque ha dato un segnale importante al gruppo è stata quella che abbiamo pareggiato in casa contro la Turris. Si è trattata di una gara andata male, abbiamo creato parecchio, non siamo riusciti a trovare il gol, passando anche in svantaggio, e poi la squadra ha reagito con grande spirito combattivo, recuperando il match alla fine. Credo sia stata questa la partita che ci ha lasciato più soddisfatti, perché ho visto che la squadra c'è sotto l'aspetto mentale».

Che tipo di emozioni avete provato, invece, quando avete battuto l'Ebolitana, considerando che solo voi e la Turris siete riusciti a battere la capolista?

«Abbiamo vissuto questa vittoria con grande entusiasmo e con grande tranquillità, allo stesso tempo. Sappiamo che ogni partita ha una sua storia, e dunque non dobbiamo pensare che, dato che abbiamo battuto l'Ebolitana, ci ritroviamo ad essere superiori. Abbiamo grande rispetto di tutti, sicuramente è stata una buona gara, in cui abbiamo avuto anche un pizzico di buona sorte, nel senso che siamo riusciti a contenere bene, per quasi tutto il tempo di gioco, l'avversario sebbene ci fossimo trovati, ad un certo momento del match, in inferiorità numerica. Credo che sia stata una partita gestita bene dai ragazzi, e che ci ha dato molte soddisfazioni, in quanto ritengo che giocare in 10 ad Eboli sia stato molto difficile».

Mirate a riproporvi, nel girone di ritorno, come squadra abbastanza blasonata dato che siete secondi in classifica per adesso?

«Dobbiamo continuare a svolgere quello che abbiamo svolto nel girone d'andata, a prescindere dalla posizione. Dobbiamo fare più punti possibili per arrivare più in alto possibile. Non cambiano i programmi iniziali della squadra, una squadra che è giovanissima e che sta crescendo in modo graduale. Abbiamo buone prospettive, ma non dobbiamo cercare di  dimenticare quali sono i nostri valori generali e morali, e ritengo che su questo dobbiamo lavorare quotidianamente. Noi abbiamo solo il dovere di dover lavorare, per l'appunto, con grande applicazione come abbiamo finora fatto, anzi, ancor più, perché adesso tutte le squadre che incontreremo cambieranno sicuramente atteggiamento e aspetto mentale, avendo un po' più di rispetto nei nostri confronti. È il nostro atteggiamento che non deve cambiare, deve essere quello di una squadra umile, che lavora bene, il cui obiettivo è quello di migliorarsi giorno dopo giorno».

Avete mai affrontato problemi di spogliatoio?

«Assolutamente no, questo è un gruppo abbastanza sano. Dal 28 luglio stiamo lavorando tranquillamente, sapendo quali sono i valori di un gruppo, cercando di essere coerenti e rispettare tutto quello che può avvenire all'interno di uno spogliatoio».

La prossima partita è contro la Cittanova Interpiana in trasferta. Ci saranno indisponibili?

«Abbiamo qualche giocatore indisponibile al momento, che non so se riusciremo a recuperare in vista del prossimo match. Per esempio, è ancora incerta la presenza di Noto, a letto con la febbre già da una settimana. Spero davvero di riuscire a recuperarlo. Per il resto, valuterò le condizioni degli altri giocatori».

Nel corso della giornata di ieri, avete disputato un triangolare a Milena. Avete adoperato qualche schema tattico particolare, in vista del prossimo rientro sui campi di gioco?

«No, ma in compenso credo che abbiamo svolto un buon allenamento, in un campo in terra battuta, contro due squadre importanti, l'Atletico Campofranco, che sta giocando un ottimo campionato in serie Promozione, e il Milena. Abbiamo fatto 90' minuti importanti, in cui a noi serviva principalmente riprendere un po' il campo, e sono abbastanza soddisfatto di questo».

Ritiene che ci sia qualche pedina fondamentale nella sua rosa?

«Io credo che sia il gruppo ad essere importante, il rispetto reciproco che vi è tra i ragazzi, e la consapevolezza che ognuno di loro è fondamentale per la causa. Secondo me non c'è un singolo che prevale sugli altri, ma ci sono tanti singoli che insieme formano un unico singolo».

La società punta all'acquisto di altri giocatori, prima della ripresa del campionato?

«L'unica cosa che possiamo fare è valutare qualche professionista svincolato, anche se non abbiamo ancora le idee ben chiare. Rifletteremo se acquistare o meno qualche giovane di qualità».

 

Per l'intervista rilasciata, si ringrazia, cordialmente, l'Ufficio Stampa della Nissa.


Roberto Tarantino 29/12/2010
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