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A poco più di un mese dall’aver ricevuto l’incarico di direttore generale del Milazzo, Mario Marino, traccia un bilancio dei suoi primi 30-35 giorni all’interno della società mamertina:
Direttore, poco più di un mese fa è arrivato il gravoso incarico di direttore generale del Milazzo. Cosa è cambiato a distanza di un mese?
«Ad oggi, si è con una eredità tecnica e gestionale pesantissima, assurda. Non bisogna dimenticare che, nonostante le varie risoluzioni di contratto sottoscritte, questi contratti di natura economica gravano sulle prossime scadenze amministrative, sono cifre di rilievo (42 calciatori tesserati, staff tecnico e sanitario, dirigenziale, etc…) e sono scadenze improrogabili e, senza riceverne niente, è qualcosa di scoraggiante».
Qual è stata, in questo primo mese, la priorità sua e della dirigenza in tal senso?
«Abbiamo lavorato per le risoluzioni di natura prettamente tecnica, di elementi non ritenuti adatti alle necessità e all’apporto di qualità per la squadra come Cartone, Gherra, Rasà, Dipasquale, Conti, Mancini, Cancelloni, Santini, Bizzarri, Ricci… In attesa delle firme di uscita dei vari Tomasello, Candia, Filippo, Stilo e dell’infortunato Della Penna. Inoltre, sono state di altra natura (economica) le risoluzioni fatte con calciatori interessanti come Evola, Mignogna e Dama».
In entrata, invece, come si è mossa e come si muoverà la società?
«Con attenzione, siamo intervenuti nel rivedere l’impianto di squadra, con elementi svincolati come il portiere Tesoniero e l’attaccante Suriano… Abbiamo convinto e ”trattenuto” Lewandowski… Quindi a noi non mancano le buone intenzioni…».
Quanto è rimasto deluso dai pochi spettatori presenti allo stadio nella gara contro il Santarcangelo?
«Tanto, dopo quattro pari, con risultati discretamente positivi, alla riapertura al pubblico dello “Grotta Polifemo” ci si aspettava una maggiore affluenza di pubblico, una migliore attenzione dell’interesse locale per la prima squadra della città e specie per una società che rappresenta una delle poche realtà sicule di calcio professionistico nazionale e che si confronta domenicalmente con squadre di altro passato e storia».
Come influisce sulle finanze societarie questa poca affluenza di pubblico?
«Per dovere di chiarezza totale, domenica erano presenti allo stadio 177 paganti per un incasso lordo di € 1.451,50, cifra nettamente inferiore alle spese di gestione da sostenere per una gara da disputare nell’impianto del “Grotta Polifemo”».
Date le tante risoluzioni contrattuali, come si arriva, domenica dopo domenica, a comporre la lista dei convocati?
«Si continua ad attingere a qualche elemento della formazione Berretti, anche per indicare e dare una migliore vetrina e valorizzazione a ragazzi che nulla hanno di inferiore ai tanti tesserati che sono serviti a gonfiare a dismisura e senza nessun apporto tecnico il gruppo squadra».
Infine, una domanda obbligatoria: cosa vuole rispondere ai tifosi che non apprezzano particolarmente la dirigenza attualmente a capo della società?
«Questi sono i fatti, al momento non servono i mugugni e le lamentele… E’ gravoso tutto l’impianto gestionale, le scadenze da rispettare e le risoluzioni che non risolvono attualmente l’esosa e ampia forbice di costi accumulata finora».
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