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Mario Marino, nato a Giarre (CT) il 2 ottobre del 1951, sarà il nuovo direttore generale del Milazzo. Si tratta di un uomo di calcio con una certa esperienza che ha già lavorato in altre importanti realtà come Catania, Brescia, Giarre, Atletico Catania, Avellino, Cosenza, Acireale e Adrano. Nei prossimi giorni arriverà l’ufficialità del suo incarico, intanto la redazione di Golsicilia.it ha fatto una chiacchierata con lui proprio partendo dal suo futuro in società:
Direttore Marino, da un paio di giorni si legge di un interesse del Milazzo nei suoi confronti, quanto c’è di vero?
«C’è un rapporto con l’attuale proprietario del Milazzo, il direttore Pietro Lo Monaco e quindi è possibile che io possa essere incaricato nella direzione generale di questa società».
Per ufficializzare l’accordo tra lei e la dirigenza rossoblu pare manchi solo la firma, quando arriverà?
«Non è questione di firma, appena riusciremo a riprendere tutto in mano si dovrebbe comunicare ufficialmente sia il mio incarico che quello, credo, del nuovo tecnico».
La situazione in casa mamertina non è delle più semplici: in questo caso, quali sono i compiti di un direttore generale?
«Bisogna intanto vedere e valutare quello che c’è, nel senso che ci siamo ritrovati con 42 tesserati, una cosa abnorme per una società professionistica, quindi adesso si tratta di poter ridurre un po’ le situazioni, prima dal punto di vista gestionale e poi dal punto di vista tecnico, nell’ipotesi di scegliere una squadra abbastanza giovane che, comunque, possa riprendersi in classifica».
Come diceva, il problema dei troppi giocatori sotto contratto è evidente: quando comincerà lo sfoltimento e cosa prevede questo sfoltimento? Arriveranno inoltre altri volti nuovi?
«Intanto è una fase di dialogo con i giocatori proprio per rivedere alcune posizioni, quindi non c’è una scelta primaria sul fatto tecnico, bisogna anche vedere la loro disponibilità e già ci stiamo muovendo in tal senso, avendo iniziato questo tipo di lavoro».
In casa rossoblu esiste anche il problema allenatore: Tosi è ormai assente da un paio di mesi e si parla insistentemente di mister Tudisco per la panchina. Anche in questo caso, quanto c’è di vero?
«C’è di vero tutto, perché è già il secondo giorno che mister Tudisco dirige gli allenamenti dei giocatori. Quando ci sarà l’ufficialità a livello di comunicati ufficiali, tutto ciò che sta avvenendo in questi giorni sarà sicuramente confermato. Se lo staff tecnico cambierà? Noi stiamo lavorando su tutto…».
Il Milazzo non è ancora riuscito a vincere e la classifica vede la squadra all’ultimo posto. Pensa che la situazione potrà cambiare o che ormai tutto sia irrimediabile?
«Intanto dobbiamo pensare a riorganizzare la società e non è facile perché partiamo dalle macerie che abbiamo trovato. Noi ci proveremo, la proprietà non è tornata per far morire il Milazzo, ma sicuramente per cercare di mettere questa squadra nelle condizioni di provare a salvare tutto quanto».
L’obiettivo sicuramente resta la salvezza, ma la prossima sfida di campionato, quella contro la Giacomense, si avvicina. Come arrivano i giocatori a questa gara?
«Intanto non sarà una partita da ultima spiaggia, perché prima vengono i problemi societari che sono quelli più urgenti da risolvere. Poi, sicuramente, in questi giorni cercheremo di dare un po’ di serenità a tutti e di mettere i giocatori che andranno in campo nelle condizioni di poter fare una buona gara e ottenere un risultato positivo».
Direttore, data la sua grande esperienza, diamo un attimino uno sguardo in serie D. Ci dia un suo giudizio su queste prime otto giornate di campionato.
«Ho visto diverse gare di serie D, quest’anno, sia campionato che Coppa Italia. E’ un campionato molto bello e molto livellato. Ci sono squadre molto attrezzate, sicuramente c’è qualche delusione, così come qualche conferma. Paternò e Ragusa stanno confermando quanto di buono hanno in squadra, il Città di Messina lo avevo già pronosticato tra le possibili sorprese: inoltre ho detto al direttore La Rosa che se avesse una coppia centrale più esperta, potrebbe ambire alle situazioni di classifica più alte. Per quanto riguarda l’Acr è una squadra formata da giocatori importanti, ma il campionato sarà difficile e sicuramente non sarà un’ammazza-campionato come non lo è il Cosenza che a volte sembra Arcidiacono-dipendente».
Guardiamo ora più nello specifico in casa Acireale, squadra che l’ha vista nei quadri dirigenziali per diversi anni: lei aveva scelto Gardano, gli avrebbe dato ancora fiducia oppure Marra può essere la scelta giusta?
«Conosco diversi ragazzi che sono stati allenati da mister Marra e me ne parlano tutti un gran bene, per quanto riguarda Gardano, non credo che, a posteriori, lo avrei scelto nuovamente come tecnico dell’Acireale».
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