



Palermo: ‘Ecco chi è…’ Mauro Boselli
Città di Vittoria: comunicato sui fatti di ieri del 'Comunale'
Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Forza. Umiltà. Sicurezza di sé. Un mix perfetto che è benzina pura per il Catania di Rolando Maran, che al "Massimino" si concede lo sfizio di sfatare il tabù Chievo e staziona al sesto posto in classifica. Una domenica che riserva belle notizie anche al di fuori della graduatoria, con un Almiron performante e in gara fino all'ultimo secondo che ha messo alle spalle nel migliore dei modi la panchina di Cagliari.
Gli spunti degni di nota però si estendono anche ad altre zone del campo: non si ha più traccia dell'Alvarez lento, impacciato e fuori posizione, ma al contrario di un terzino puntuale negli interventi, determinato e sempre sul pezzo, come Andujar ha ormai messo in soffitta le incertezze e gli errori che hanno macchiato a sprazzi la sua esperienza rossazzurra fino a questo periodo, in cui sta finalmente esprimendo tutto il proprio valore, rendendo sui livelli se non anche meglio della seconda parte della prima annata alle pendici dell'Etna (la 2009-10).
È un Catania con un'anima, rispettoso di tutti ma timoroso di nessuno, che ieri ha certificato la propria saldezza mentale contro un avversario molto difficile per le proprie caratteristiche tecnico-tattiche e storicamente ostico, imbattuto contro i rossazzurri dal 2008.
Nella partita di ieri non si può trovare incarnazione migliore di tale anima che in Sergio Almiron, riscattatosi in pieno dopo i soli dieci minuti finali giocati a Cagliari, ufficialmente per scelta tecnica. L'ex Juventus e Fiorentina ha dimostrato come in questa squadra tutti hanno la possibilità di emergere e di dare il proprio contributo, purché si riesca a dare il 100% non solo in partita ma anche nel lavoro settimanale.
Un assunto valido anche per Souleymane Doukara, di nuovo in campo ieri per sostituire Bergessio. Il francese non ha inciso quanto sperato, non sfruttando al meglio i palloni recpitategli in particolare nella ripresa, ma come contro la Lazio ha saputo svolgere discretamente il lavoro di pressing e di sponda per i compagni, molto più agevole per un giocatore fisicamente massiccio come Bergessio. L'impressione è che avendo altre opportunità possa crescere ed adattarsi a questa categoria, e questo potrebbe essergli consentito già nel derby di sabato prossimo, visto che la presenza dello stesso Bergessio è a forte rischio.
Proprio a Palermo non ci sarà occasione più appropriata per debellare i limiti tipici delle gare in trasferta. Sarebbe deleterio lasciare a Torre del Grifo la concentrazione e l'anima guerriera, per una partita diversa dalle altre e contro un avversario con la bava alla bocca per una classifica ad oggi delicata.
Una partita che andrà quindi affrontata con impegno e coesione massimi e un'atmosfera serena e sgombra da polemiche e cattivi pensieri; se ci reputiamo sicuri che la prima condizione venga soddisfatta, ad oggi nutriamo alcuni dubbi per la seconda. Ieri pomeriggio, infatti, Pablo Barrientos ha sfogato su Twitter la propria frustrazione per il quarto d'ora giocato con il Chievo («è giunto il momento di lasciare questa città e questa gente») per poi ritrattare il messaggio poco dopo («quando si è arrabbiati può capitare di scrivere senza pensare»).
In queste ore è atteso un chiarimento con la società, e l'ad Sergio Gasparin deve adesso fronteggiare il primo delicato episodio del suo operato, utilizzando al meglio "dietro le quinte" il proprio tatto e la propria diplomazia in situazioni che Pietro Lo Monaco, guardacaso adesso al Palermo, sapeva curare con la propria intransigenza e personalità.
Bisognerà trovare un equilibrio tra il far passare impunito il comportamento, dopo il suddetto sfogo di Cagliari e l'altro "teatrino" con il Parma, e l'infliggere sanzioni, con il rischio di turbare l'ambiente alla vigilia della gara a cui la piazza tiene di più. E fortunatamente non è il nostro lavoro.
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