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Le parole di Andrea Catellani e Sergio Almiron in sala stampa a Torre del Grifo questo pomeriggio:
CATELLANI
PARMA «Il gol al Tardini è stata una liberazione per me, una testimonianza che il lavoro svolto in questi mesi non è andato disperso ma ha dato dei frutti. Sono contento anche perché hanno avuto un determinato risultato gli sforzi da me compiuti per lenire quella che sembrava agli occhi degli altri una grave lacuna, quella nel segnare. In quest’ultimo periodo, in cui ho giocato di meno, non mi sono mai perso d’animo e ho sempre avuto la convinzione di sfruttare la prossima opportunità che avrei avuto. Mi sono sbloccato in un’occasione particolare anche per la squadra che avevo di fronte, visto che sono reggiano e da noi il derby Reggiana-Parma è un po’ come Catania-Palermo in Sicilia: mi sono tolto quindi una soddisfazione anche per questo, però non nascondo e non sottovaluto che la cosa essenziale è che sia stato un gol come avrei voluto io, un gol determinante, che portasse punti alla squadra».
BARRIENTOS «Con lui ho instaurato sin dall’inizio un feeling particolare. E’ un giocatore dotato di grande talento, che può puntare a livelli massimi, come la nazionale. E’ stato sfortunato e merita decisamente di più. Ho sempre sognato di esultare insieme a lui quando ci troviamo vicini in panchina, ma dopo il gol la prima cosa che mi è venuta di fare, quasi naturalmente, è stata correre verso di lui».
CAMBIAMENTI? «In questi mesi mi sono sempre applicato al meglio sul lavoro quotidiano, cercando di partecipare e di far sentire sempre la mia presenza in tutti gli allenamenti. Così è stato prima e così sarà anche dopo Parma: il mio atteggiamento non cambierà di una virgola. Devo buona parte della mia crescita e del mio percorso a Montella, al quale sarò per sempre grato».
MODULO «L’esterno d’attacco nel 4-3-3 è il ruolo in cui ho quasi sempre giocato e che mi è più congeniale, però ho la fortuna di avere un allenatore che mi sta insegnando tanto e questo aiuta nella mia collocazione come seconda punta nel 3-5-2: ora come ora direi che non avverto nessuna differenza quando vengo utilizzato nell’uno o nell’altro modulo».
VOCI DI MERCATO «Voci che mi volevano via a gennaio ci sono state, ma solo all’esterno: la dirigenza e lo staff hanno sempre manifestato la fiducia in me e l’intenzione di tenermi. Sono molto felice qui, e la mia ambizione è quella di divenire un titolare stabile in questa squadra: tutti i miei sforzi sono diretti verso tale obiettivo».
SCIACCA E KEKO «Sono due amici, per loro il prestito al Grosseto credo sia un’opportunità importante, quella di giocare in un campionato lontano dai riflettori ma che tempra il giocatore dal punto di vista fisico e psicologico: la serie B è una palestra, un gradino formativo che conduce alla grande opportunità che è la massima serie».
ALMIRON
MOMENTO D’ORO «Adesso sto indubbiamente meglio rispetto a qualche mese fa, la mia condizione fisica migliora giorno dopo giorno. Non mi sento affatto un leader: bisogna esserlo sia dentro che fuori dal campo. Mi trovo in un gruppo ben dotato, spettacolare, che sta andando bene: dobbiamo continuare su questa strada, evitando incidenti come il primo tempo di Parma».
GOL SUBITI «Cerchiamo sempre di tenere alta la concentrazione, ma gli errori ci sono sempre, sono cose che succedono. Evidentemente ci troviamo in un periodo in cui ad ogni disattenzione veniamo puniti».
BOLOGNA «Ho sempre detto che quest’anno non ci sono squadre facili da affrontare, è un campionato nient’affatto semplice».
ALMIRON-LODI-BIAGIANTI? «Certe considerazioni le lascio al mister, per me un centrocampista vale l’altro, possono essere arruolati tutti».
PASSAGGIO DA BARI A CATANIA «L’anno scorso in Puglia è stato molto difficile, in quanto ho dovuto praticamente fronteggiare sempre i problemi fisici che mi hanno impedito di esprimermi al meglio; tra l’altro il rendimento non positivo sul campo si accompagnava a problemi che provenivano dall’ambiente e dallo spogliatoio. Qui mi sono trovato con un gruppo completamente diverso, un gruppo unito, in cui ognuno è disposto ad aiutare l’altro».
PERCORSO IN ROSSAZZURRO «Qui mi trovo molto bene, sono in una società seria e con un allenatore giovane che ha tanta voglia di imparare: non penso più al passato o a sassolini da togliermi dalla scarpa. Di questa squadra, con il suo progetto, mi ha colpito un pò tutto, ma devo dire di trovarmi per la prima volta in una società importante non solo per organizzazione e rendimento ma anche per considerazione e trattamente del giocatore: se si ha un problema al di fuori del campo e della sfera sportiva, si viene aiutati».
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