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Allo stadio di Ginevra la luce dei riflettori si accende sul palcoscenico più appassionante della storia del calcio, che vede come protagoniste le due squadre più titolate al mondo, Brasile e Italia.
A poco più di un anno dall'inizio del prossimo mondiale, che si terrà proprio nella terra verdeoro, Brasile e Italia si sfidano in una gara amichevole che di amichevole ha davvero ben poco. In totale le due formazioni hanno accumulato nove mondiali, cinque i brasiliani e quattro la nazionale azzurra, inoltre per numerosi anni Italia e Brasile si sono scontrate dando vita ad una rivalità che possiamo definire storica.
L'Italia non batte la Selecao da più di trent'anni, da quel fantastico Mondiale '82 tenutosi in Spagna che consacrò, in finale con la Germania, campioni del mondo gli Azzurri di Bearzot: finì 3-2 con un super Rossi, protagonista assoluto. Da allora solo sconfitte e qualche pareggio in amichevole.
La gara di Ginevra, nonostante il suo appeal, è pur sempre una gara utile ad entrambe le squadre per sperimentare e rodare quei meccanismi di gioco in vista delle gare di qualificazione al Mondiale e del vicino impegno della Confederations Cup del prossimo 22 giugno: Prandelli schiera titolare come terzino il giovane rossonero De Sciglio, in attacco invece c'è spazio per Balotelli e Osvaldo, supportati dall'accorrente Giaccherini. Scolari opta per un tridente tutta potenza e velocità con Hulk, Neymar e Fred.
Pronti via e le squadre interpretano la partita col solito spirito agonistico e le occasioni fioccano a ripetizione: prima Giaccherini impegna Julio Cesar, la risposta non si fa attendere e Neymar mette i brividi a Buffon. I ritmi sono elevatissimi, le difese non sembrano imbattibili e di nuovo Balotelli fa tremare i polsi al portiere ex Inter con un bellissimo tiro a giro. I verdeoro sembrano distratti in difesa ma quando accelerano fanno paura e Fred, libero sulla destra, infila Buffon. Gli Azzurri creano ma Julio Cesar innalza un muro invalicabile e il Brasile colpisce ancora con Oscar, dopo una triangolazione da manuale del calcio. L'Italia crea ma la formazione allenata da Scolari è più cinica.
Nella ripresa Prandelli rimescola le carte e dà spazio a Cerci ed El Shaarawy che subentrano a Pirlo e Osvaldo. Nel Brasile entra Kakà ed esce Oscar. La Selecao sonnecchia e l'Italia accorcia le distanze grazie a De Rossi su calcio d'angolo; dopo pochi minuti, Balotelli si inventa un destro a dir poco poetico che batte l'incolpevole Julio Cesar: il Brasile è raggiunto e la partita si accende. Ancora il milanista, questa volta da due passi, si mangia il gol del sorpasso.
L'Italia domina e vuole vincere il match, lo dimostra l'ingresso di Diamanti. I verdeoro sembrano accontentarsi di un pareggio e Scolari rinforza il centrocampo troppo sofferente. Buffon rischia molto poco, mentre Julio Cesar ha un incubo costante chiamato Balotelli, rilevato da Gilardino. Non accade più nulla e la sfida termina con uno spettacolare e molto divertente 2-2.
Il Brasile non fa paura, non è più la squadra di una volta, quella che vinceva tutto e che faceva appassionare al proprio gioco anche le tifoserie avversarie; adesso è una compagine con gravi amnesie difensive che trova nel suo portiere un vero e proprio "salvatore"; indubbiamente l'attacco è sempre molto pericoloso e rapido, ma senza un giusto equilibrio tra difesa e attacco questo Brasile non sembra pronto per il Mondiale. L'Italia con grande carattere ha reagito al doppio svantaggio, ha creato tanto ed è stata bloccata da un super Julio Cesar; la strada per il Mondiale sembra essere quella giusta, ancora c'è tanto da lavorare, ma dopo stasera Prandelli può sicuramente ritenersi soddisfatto.
Adesso la testa degli Azzurri ritorna alle partite di qualificazione per il Mondiale: il prossimo impegno vedrà la squadra di Prandelli sfidare la nazionale maltese in una gara sicuramente più semplice che però varrà 3 punti.
Contro il Brasile i riflettori si spengono dopo il triplice fischio su una sfida che in realtà non finirà mai e il cui fascino sembra immortale.