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L'Italia come l'Inghilterra: due pareggi striminziti nelle prime due gare del Mondiale. Contro la Nuova Zelanda è ancora 1-1, con Iaquinta che agguanta gli All Whites su rigore dopo il goal di Smeltz nei minuti iniziali, arrivato sugli sviluppi di un calcio di punizione. Per accedere agli ottavi agli azzurri occorrerà ora una vittoria sulla Slovacchia nella terza gara del girone F. Anche un pari, in realtà, potrebbe permetterci di andare avanti, ma in quel caso bisognerebbe ricorrere all'ausilio del ragioniere per stabilire chi merita di approdare al turno successivo.
Lippi cambia il modulo, passando dal 4-2-3-1 al 4-4-2, ma non gli uomini, gli stessi della prima partita pareggiata controil Paraguay. Marchisio gioca dunque esterno sinistro di centrocampo, con Pepe a destra, mentre in avanti la coppia di attaccanti è composta da Iaquinta e Gilardino. Nella Nuova Zelanda, invece, Herbert propone un 3-4-2-1 con un centrocampo molto fisico e tre difensori centrali. In avanti gli All Whites presentano Killen e Smeltz dietro alla punta centrale Fallon.
I campioni del Mondo hanno una partenza blanda, così al primo affondo passa la nazionale oceanica. Punizione dalla distanza dal lato sinistro del campo, pallone mandato a centro area, dove Reid si aiuta con una spinta e anticipa di testa Chiellini. La palla viene lisciata da Cannavaro, il cui mancato intervento permette a Smeltz di irrompere e mandare il pallone alle spalle dell'incolpevole Marchetti. Uno a zero per la Nuova Zelanda dopo soli sette minuti di gioco. Al 19′ Chiellini si mangia letteralmente la rete del pareggio: su angolo dalla destra di Pepe, Cannavaro spizza di testa per il difensore centrale della Juventus, che da buona posizione ciabatta l'impatto con il pallone e spedisce la sfera sul fondo. Bella azione di Zambrotta al 22'. L'esterno destro del Milan vede Paston fuori posizione e prova a pescare il jolly da lontano, ma il suo destro sfiora soltanto l'incrocio dei pali e termina fuori. Quattro minuti dopo c'è un palo clamoroso di Montolivo, con il tiro rasoterra dai trenta metri che avrebbe meritato maggior fortuna. Al 28' un'evidente trattenuta in area di Smith su De Rossi permette all'Italia di pervenire al pari. Dal dischetto Iaquinta con freddezza spiazza Paston, insaccando di destro sulla sinistra del portiere neozelandese. Raggiunto il pari gli azzurri provano a tenere il possesso palla, con i neozelandesi schiacciati nella loro metà campo, ma non riescono a costruire azioni offensive di una certa pericolosità, anche per la lentezza della manovra. Il primo tempo, dopo un minuto di recupero, finisce così 1-1.
Il secondo tempo inizia con due cambi in casa Italia: Camoranesi al posto di Pepe e Di Natale per uno spento Gilardino. Si passa al 4-3-3, con Camoranesi a destra, Iaquinta centrale e Di Natale a sinistra. Primo guizzo del capocannoniere della serie A al 49', con una girata dentro l'area di rigore da posizione defilata sulla destra: Paston respinge con i pugni. Ma la partita non decolla e i campioni del Mondo non riescono a esprimere un gioco convincente. La Nuova Zelanda controlla la partita senza troppi affanni, gli azzurri sono in evidente difficoltà. Lippi getta allora nella mischia anche Giampaolo Pazzini al posto di Marchisio. Al 63' botta di Vicelich al volo da fuori area, con palla di poco a lato del palo alla destra di Marchetti. Negli ultimi venti minuti, invece, si gioca costantemente nella metà campo neozelandese. Al 79' ci prova Camoranesi, fra i più vivi, con il pallone che finisce di poco a lato. Un minuto dopo c'è un'azione personale di Di Natale, che si accentra e tira dal limite dell'area, con palla di poco fuori. All'82' su corner da sinistra di Montolivo svetta Chiellini, ma manda sul fondo. Wood sfiora il clamoroso gol in contropiede neppure sessanta secondi dopo: salta netto Cannavaro e conclude di sinistro in diagonale sul secondo palo, con palla di un nulla a lato. All'88′ è ancora Camoranesi a impegnare severamente Paston con una conclusione da lontano. È l'ultima occasione per l'Italia. Non c'è niente da fare, anche contro la Nuova Zelanda arriva uno scialbo 1-1. Adesso non si può più sbagliare, altrimenti il soggiorno sudafricano rischia di finire ben prima del previsto.
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