Messina, basta Corona: Ragusa ko

Al "Sanfilippo" finisce 1-0


LA CRONACA

Il Messina riesce ad avere la meglio su un Ragusa coriaceo, ben messo in campo, che ha giocato a viso aperto pur senza creare clamorose palle gol, ma facendo davvero sudare i padroni di casa che continuano la marcia in tandem con il Cosenza al primo posto. Gli uomini di Catalano erano attesi al riscatto dopo l’immeritata sconfitta di Cosenza e, sul piano dell’impegno e della cattiveria agonistica, non hanno deluso i soliti 2500 spettatori, ormai presenze fisse al S.Filippo dall’inizio del torneo.

I puristi del calcio possono anche avere storto il naso davanti alla prestazione dei giallorossi che, comunque, pur non in giornata di grazia, hanno prodotto almeno 4 occasioni da gol nitide oltre la prodezza che ha consentito a Corona di regalare i tre punti ai suoi. Per il resto, tantissima attenzione alla fase difensiva, sperando che, prima o poi, qualche giocata dei propri “fuori categoria” spezzasse l’equilibrio in campo, come, alla fine, è avvenuto.

Anastasi giunge a Messina dopo il ko casalingo subito dal Licata e schiera una sorta di 4-4-2 che si trasforma in 4-5-1 con Panatteri vertice avanzato e, alle sue spalle, Bonarrigo, l’under Arena, Nassi e Foderaro pronti ad inserirsi per far male a Lagomarsini.

Catalano mette in campo i suoi con il 4-4-2, anche se Parachì a destra e Savanarola a sinistra assistono da vicino le due punte Corona e Cocuzza.

L’inizio della gara vede le due squadre che prediligono il possesso palla con una prevalenza del Ragusa, bravo a sfruttare la diligenza tattica di Foderaro, l’abilità di Bonarrigo e la fisicità di Panatteri.

E’ però il Messina a rendersi per la prima volta pericoloso con Parachì che, al 10’, servito da Corona in area, tira prontamente di destro, ma Ferla è pronto a deviare in angolo.

Due minuti dopo il Ragusa si fa vedere davanti a Lagomarsini, ma la chance nasce da una disattenzione clamorosa della difesa giallorossa che lascia passare un cross rasoterra di Panatteri dal fondo ed è poi Foderaro a tirare fuori da posizione decentrata.

Al 18’ Corona viene servito in area da Di Stefano su rimessa laterale, si libera del suo avversario diretto e spara un sinistro potente ma altissimo sulla traversa.

Il Messina si affida molto ai lanci lunghi dalle retrovie, visto che gli azzurri sono molto bravi a portare il pressing alto, ma al 23’ Parachì viene liberato al limite dell’area al culmine di una azione veloce palla a terra. L’esterno destro messinese, però, spreca ciabattando abbondantemente a lato.

Un minuto dopo il Ragusa penetra in area con un lancio su Panatteri, anticipato da Lagomarsini in uscita.

Al 28’ iniziano le contestazioni nei confronti della terna arbitrale, capace di topiche colossali, sempre a svantaggio del Messina. C’è un calcio di punizione per i giallorossi con Corona che batte velocemente liberando Cocuzza solo in area, ma il signor Zuliani fischia un offside inesistente.

Gli uomini di Catalano spingono pur senza strafare e, nella fase finale del tempo, costruiscono alcuni pericoli per Ferla. Al 39’ Ignoffo lancia Cocuzza in area, ma il biondo attaccante messinese spreca sbagliando il controllo.

Un minuto più tardi Parachì libera Corona che entra in area, salta in bello stile l’avversario diretto e, di sinistro, impegna Ferla di piede. Sulla respinta del portiere, Parachì, giunto sul fondo, viene messo a terra, ma Zuliani, ancora una volta, non fa una piega.

Corona, intanto, viene colpito con una gomitata sotto gli occhi dell’arbitro da Piccirillo, ma anche in questa occasione Zuliani è distratto.

Al 45’ Cocuzza, di destro, dal limite, serve Savanarola che, di testa, sfiora il palo alla sinistra di Ferla.

Al secondo dei tre minuti di recupero concessi dall’arbitro, avviene l’errore più clamoroso, confezionato dall’assistente numero 1, il signor Ruggeri di Palermo. Ignoffo fa partire un lancio lungo, che supera Corona, in evidente offside, il quale, però, si ferma disinteressandosi dell’azione. La palla raggiunge Savanarola, e, in quel momento, Ruggeri sbandiera rendendo inutile il pallonetto scagliato in fondo alla rete dall’ex Paternò. Le proteste sono veementi sia in campo che sugli spalti e ne fa le spese il ds giallorosso Ferrigno, espulso dall’arbitro. L’ultimo minuto di recupero praticamente non viene giocato e, al rientro delle squadre negli spogliatoi, i dirigenti del Messina cercano di fare scudo al signor Zuliani, obiettivo degli strali dei tifosi di casa, scottati dai torti già subiti domenica scorsa al “S.Vito”. Nell’intervallo, lo stesso patron Lo Monaco raggiunge i suoi giocatori e, probabilmente, il suo intervento carica la squadra che, in avvio di ripresa, inizia a spron battuto.

Al 48’ c’è un corner battuto da Bucolo con un colpo di testa di Savanarola che libera Cocuzza solo al limite dell’area piccola, ma il numero dieci spreca con un piattone destro abbondantemente fuori misura.

Nei venti minuti successivi, il Messina preme sull’acceleratore ma non produce grossi pericoli ed è il Ragusa a impegnare Lagomarsini con Daniele Arena, bravo a liberarsi in area ed a tirare trovando l’opposizione dell’estremo difensore avversario.

Al 67’ Bucolo, servito in corridoio da Maiorano, giunge al limite palla al piede, carica il destro e colpisce il palo esterno.

Due minuti dopo Maiorano prova il tiro a giro dal limite e Ferla si distende sulla sua sinistra deviando in corner. Sulla battuta del calcio d’angolo, ancora Maiorano colpisce di testa e sfiora la traversa.

Il Messina stringe d’assedio gli azzurri e il neo acquisto Chiaria, subentrato al 53’ a Cocuzza, si libera in area e fa partire un lob sul quale Ferla si supera mandando la palla sul fondo. Il corner successivo, mentre scocca il 73’, è però quello decisivo, perché la palla calciata da Savanarola dalla bandierina, raggiunge Corona, prontissimo al sinistro al volo che si spegne in rete, malgrado il tentativo di Ferla di compiere l’ennesima prodezza.

I giallorossi, a questo punto, cedono l’iniziativa agli uomini di Anastasi, ma continuano a rendersi pericolosi, come accade all’83’ con Chiaria, pronto ad anticipare Ferla su un passaggio indietro di Piluso, ma che poi si defila troppo e guadagna solo l’ennesimo calcio d’angolo.

A cinque minuti dalla fine il raddoppio sembra cosa fatta, con Corona, lanciato da Bucolo, che si libera di Fontana, si sposta la palla sul sinistro e cerca di piazzare la palla sul palo lontano, mancando però il bersaglio di pochi centimetri.

Il Ragusa prova a spingere nei quattro minuti di recupero concessi dal signor Zuliani, ma le speranze degli ospiti si spengono nel colpo di testa di Ferla, alto sulla traversa, sull’ultimo corner.

Il Messina fa festa mentre cala l’oscurità e si gode il primato in classifica in attesa dell’ultimo turno del girone d’andata contro la derelitta Nissa. Vietato distrarsi.

 

IL TABELLINO

MESSINA- RAGUSA  1-0

Marcatore: 73’ Corona

MESSINA: Lagomarsini (93), Caiazzo (94), Di Stefano (93), Bucolo,  Cucinotta (dal 79’ Caldore – 93-), Ignoffo, Parachì (92) (dal 79’ Comegna -92-), Maiorano, Corona, Cocuzza (dal 53’ Chiaria), Savanarola. In panchina: Cuda (93),  Cicatiello (94), Quintoni, Ferreira. Allenatore: Gaetano Catalano

RAGUSA: Ferla, Piluso (92), Gona (93), Arena Fabio (dall’88’ Spampinato), Fontana, Piccirillo (dal 76’  Impallari), Arena Daniele(93)(dal 76’ st Alma-93), Foderaro, Panatteri, Bonarrigo, Nassi (94). In panchina: Falco, Buscema (94), Milazzo, Di Vita (94). Allenatore: Giuseppe Anastasi.

Arbitro: Andrea Zuliani di Vicenza

Assistenti: Danilo Ruggeri (Palermo) e Sergio Balzarini (Enna)

Recupero: primo tempo 3’; secondo tempo 4’

Ammoniti: 20’ Nassi, 55’ Gona, 68’ Daniele Arena

Espulsi: al 47’ il ds del Messina Ferrigno

Calci d’angolo: 6-3 per il Messina

Spettatori: circa 2000

SALA STAMPA

Il primo a presentarsi in sala stampa è il direttore generale Giuliano che parla, in termini non proprio lusinghieri, della terna arbitrale: «Il fuorigioco fischiato allo scadere del primo tempo è stato assurdo, così come l’espulsione di Ferrigno. Il guardalinee ha detto che sia Savanarola che Corona erano in posizione irregolare, quando tutti abbiamo visto come sono andate le cose». Giuliano esprime il proprio rammarico anche per l’assenza del grande pubblico dagli spalti del S. Filippo: «Noi stiamo facendo di tutto per vincere questo campionato, ma si tratta di un compito difficile, come tutti sappiamo e, se non abbiamo dalla nostra parte delle presenze di pubblico adeguate ad una piazza come Messina, l’impresa sarà più ardua. Ringraziamo lo zoccolo duro della nostra tifoseria che non ci abbandona mai e ci sostiene sempre, ma tutti coloro i quali vogliono bene al Messina, adesso, devono rendersi conto che questa piazza ha una fortuna che altri in questa categoria e non solo non hanno. Ci sono posti come Acireale e Caltanissetta che rischiano di non vedere più calcio, ed altri, come Siracusa, che hanno perso il proprio patrimonio, ed è un peccato che la risposta di Messina non sia stata ancora entusiasta al livello delle proprie potenzialità. Noi, comunque, continueremo il nostro impegno, sperando che questa risposta arrivi presto».

Il tecnico del Ragusa, Anastasi, pone l’accento sulla prova dei suoi ragazzi: «Non è da tutti venire a Messina e giocare a viso aperto come abbiamo fatto noi, trovando anche diverse occasioni da gol. Purtroppo, alla lunga, la differenza l’hanno fatta i giocatori di qualità che il Messina ha anche in panchina, e che noi non abbiamo. Ma sono comunque orgoglioso della nostra prova e, sicuramente, nel prossimo futuro, saremo premiati».

L’allenatore del Messina Catalano si sofferma sulle capacità dell’avversario: «Avevo detto in settimana che non mi fidavo del Ragusa ed il campo mi ha dato ragione. Se aggiungiamo anche alcune decisioni arbitrali non favorevoli, siamo stati bravi a non perdere la testa ed a vincere la gara, nonostante tutto. Adesso andiamo a Caltanissetta domenica prossima, senza pensare alla posizione in classifica o ai problemi dei nostri avversari, con l’unico obiettivo di vincere e chiudere il girone di andata in testa».

Infine il match winner, Giorgio Corona, che arriva in sala stampa con un occhio pesto, conseguenza della gomitata subita da Piccirillo nel primo tempo: «Il dato positivo della nostra vittoria è stato che, nella ripresa, non ci siamo lasciati innervosire dalle decisioni arbitrali ed abbiamo continuato a giocare, portando a casa tre punti preziosissimi. Sappiamo che dobbiamo essere più forti di tutte le avversità e, se sapremo restare uniti e giocare tutti per la squadra, alla fine, sono sicuro che saremo noi a festeggiare, sicuramente assieme a quei 2000-2500 tifosi, che ci hanno seguito sempre. In questo caso, vale davvero il detto: meglio pochi, ma buoni».

 


Davide Mangiapane 16/12/2012
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