Quando pensi a Cagliari e ti viene in mente Giorgio Corona...

Amarcord - I protagonisti del passato rossazzurro


La vittoria con la Lazio è ormai alle spalle, il Catania di Rolando Maran riprende oggi a lavorare a Torre del Grifo, iniziando la settimana che precede l’anticipo di sabato pomeriggio contro il Cagliari di Pulga e Lopez a Quartu Sant’Elena.

Una partita che, già subito dopo la sbornia di domenica pomeriggio al “Massimino”, si è caricata di diversi significati: è un’occasione per scongiurare il crearsi di un vero e proprio tabù contro i sardi, vittoriosi contro gli etnei in tre degli ultimi quattro incroci, ma soprattutto per annullare con un colpo di spugna le insicurezze e le perdite di concentrazione del Liotro lontano dalle mura amiche.

Golsicilia.it ripercorre oggi l’ultimo successo dei rossazzurri in Sardegna, coinciso con la prima gara in serie A dopo 23 anni. Ritorno nella massima serie caratterizzato da un impatto ovviamente duro, ma trasformato in un pomeriggio di gloria da un gran gesto tecnico di Giorgio Corona.

Quel 10 settembre 2006, allo stadio “Sant’Elia” di Cagliari, è il giorno delle prime volte per tanti: per il tecnico Pasquale Marino, arrivato in massima serie dopo un lungo ma gratificante percorso dal basso, iniziato in serie D con il Milazzo, per Giuseppe Mascara, prossimo a diventare in quattro anni il miglior marcatore rossazzurro in serie A,  ed altri ancora, come Fabio Caserta, che con il loro sudore e il loro lavoro quotidiano avevano spinto il Liotro oltre la linea di confine del campionato più difficile del mondo.

Tuttavia, a proposito di percorsi dal basso, in casa Catania si appresta a partire titolare un altro esordiente in serie A, arrivato nell’Olimpo del calcio italiano solo a 32 anni. Si tratta di Giorgio Corona, attaccante palermitano preso in estate dal Catanzaro, dove era stato l’unico a reggere la baracca a fronte delle due retrocessioni sul campo di fila dalla B alla C1.

Corona viene da tre stagioni in doppia cifra tra i giallorossi, con cui aveva conquistato la promozione in serie B nel 2004. Questo grazie soprattutto ai suoi gol, quelli che gli hanno permesso di salire lentamente i gradoni del calcio professionistico partendo dal Cinisi in Promozione e poi proprio dal Milazzo di Marino in serie D nel ’97-’98: allora non bastarono le sue 19 segnature per sopravanzare in classifica il Messina, che fu promosso in C2 precedendo i mamertini.

Corona gode quindi già della stima del tecnico etneo, ma la partenza da titolare nell’esordio in campionato di Cagliari non può non elettrizzarlo, indurlo a sfruttare tutta la propria esperienza e il patrimonio tecnico arricchito e affinato in tanti anni lontano dai grandi riflettori e su campi malcurati.

Punta atipica, con una statura da corazziere (190 cm) ma dotata di mobilità, di buona tecnica e di un ottimo controllo di palla, viene schierato da Marino come partner di Spinesi in avanti, ma in gara agisce moltissimo sulla fascia sinistra provando a tenere alta la pressione in quella zona del campo e a trovare sbocchi utili per rifornire al meglio il terminale offensivo.

L’inizio della nuova avventura in serie A non è dei più facili per il Catania, squadra ancora da compattare e soprattutto fragile nella fase difensiva del credo di discendenza zemaniana di Marino. Il Cagliari ha diverse occasioni per andare in vantaggio, ma la puntualità di Stovini e l’imprecisione di Suazo e Pepe fanno sì che il punteggio rimanga fermo sullo 0-0. Il Catania esce comunque la testa e fa il suo, cercando di innescare Spinesi. Ma all’inizio della ripresa avviene quello che non ti aspetti.

Minuto 55. Pallone lungo dalle retrovie diretto verso il limite dell’area cagliaritana, da un contrasto aereo tra Spinesi e Lopez il pallone schizza e si impenna in area verso la porzione centrale del campo, apprestandosi a toccare terra all’altezza del cerchietto dell’area. Corona, che è libero da marcature e vede “aperta” la difesa davanti alla porta, si avventa sul pallone andando a calciare direttamente al volo di prima con il destro: ne trae origine una traiettoria a mezz’altezza, leggermente incurvata verso il basso, ma soprattutto precisa nell’angolino alla destra di Chimenti, che rimane immobile. Dopo un’ora scarsa di gioco “Re Giorgio” ha già dato una decisa spallata all’anonimato, firmando la prima di sette reti nella sua positiva esperienza in serie A alle pendici dell’Etna.

L’estate successiva torna in serie B con il Mantova, per poi scendere gradualmente di categoria con Taranto e Juve Stabia in Prima Divisione (con le “vespe” dà un contributo importante per la promozione in B del 2011) fino ad arrivare a mettere la sua eterna freschezza e il suo patrimonio tecnico individiabile al servizio del Messina in serie D.

Per diverse settimane dopo la sua affermazione con la maglia del Catania molti osservatori e critici si sono chiesti come mai l’attaccante palermitano (che in carriera non ha mai giocato con la maglia della sua città) fosse arrivato così tardi a calcare i campi della serie A. Interrogativo legittimo, che non ha mai potuto trovare risposta, per buona pace di tutti ma soprattutto dello stesso “Re Giorgio”, cui però nessuno può negare il fatto di aver lasciato di sé ricordi positivi sostanzialmente in tutte le piazze dove ha giocato.

IL TABELLINO

10 settembre 2006, 1° giornata del campionato di serie A 2006-07

CAGLIARI-CATANIA 0-1 (0-0 1° tempo)

Cagliari (4-4-2): Chimenti, Ferri, Lopez, Bianco (84’ Bizera), Del Grosso, Biondini (79’ Conticchio), Conti, Budel (5’ Capone), Esposito, Suazo, Pepe. All.: Marco Giampaolo.

Catania (5-3-2): Pantanelli, Sardo, Silvestri, Stovini, Sottil, Falsini, Biso, Baiocco, Mascara, Corona (84’ Rossini), Spinesi (71’ G.Colucci). All.: Pasquale Marino

Marcatore: 10’ Corona

Arbitro: Gianluca Rocchi della sez. di Firenze


Michele Patanè 06/11/2012
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