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Nel prepartita del match valido per l'andata di Coppa Italia di Eccellenza tra Atl.Catania e Acicatena, poi conclusosi col risultato di 0-0, il direttore generale etneo Santo Palma ha rilasciato in esclusiva un'intervista a Golsicilia.it per spiegare cosa è realmente accaduto all'interno della società atletista in queste ultime settimane. Voci di corridoio, prontamente smentite tramite comunicato ufficiale dell'Atletico Catania, davano per certo l'allontanamento definitivo di qualche giocatore, causa stipendio, e il successivo malcontento di mister Richichi che vedendo la squadra indebolirsi avrebbe pensato di lasciare la società. Ecco le verità sull'accaduto:
Direttore, è trapelata la notizia che qualche giocatore dell'Atletico Catania ha avuto un po' di "mal di pancia"; magari a causa dello stipendio. Cos'è accaduto realmente?
«Innanzitutto non centra nulla la situazione stipendi. Ci sono state solo delle piccole incomprensioni tra la società e qualche giocatore ma tutto è stato prontamente risolto. Non c'é stato e non c'é alcun problema, rimaniamo come sempre uniti e compatti per l'obiettivo che ci siamo prefissati all'inizio della stagione».
Si era pure sparsa la voce che mister Richichi fosse sul punto di mollare l'avventura con l'Atletico Catania a causa di qualche incomprensione societaria. Cosa c'è di vero?
«Per quanto riguarda la situazione di mister Richichi, sono state messe in giro solo maldicenze. Il nostro tecnico é cresciuto con noi e ha fatto cose straordinarie in questi due anni. Io ho l'onere e l'onore di averlo portato in questa società e qui ha un futuro lunghissimo a differenza di quello che pensano e che dicono gli altri. Piú che altro é stato un problema di notizie uscite senza una base di verità».
L'inizio di campionato è stato un po' amaro per l'Atletico Catania. Come ha visto la sua squadra in queste prime partite? Si aspettava una partenza così a rilento?
«Nonostante fin dall'inizio della stagione tanti addetti ai lavori hanno pronosticato l'Atletico Catania come una delle squadre favorite per la promozione, io ho sempre detto che noi siamo una squadra che deve solo pensare a salvarsi. Conosco le difficoltà della categoria e so che ogni partita è una battaglia durissima. Sicuramente avremmo potuto avere qualche punto in più, a cominciare dalla prima partita con l'Acicatena dove non meritavamo la sconfitta. Qualche problema in quest'inizio l'abbiamo avuto anche per la sterilità offensiva della nostra squadra ma è anche vero che abbiamo la difesa meno battuta del campionato. Diciamo che la squadra è costruita per un unico obiettivo che è quello di salvarsi cercando di farlo senza play-out e secondo me la nostra squadra al momento è perfettamente in linea con le aspettative iniziali. Ribadisco che nonostante abbiamo perso per strada qualche punto, come nella sconfitta di Taormina al 93', se guardiamo bene queste cinque partita a quest'Atletico mancano almeno due o tre punti e non voglio esagerare. Comunque siamo in piena rotta».
Cosa manca all'Atletico Catania per fare quel salto di qualità che tifosi e società meriterebbero?
«Fondamentalmente mancava una cosa importantissima che era quello di avere una struttura tutta nostra, uno stadio dove poter lavorare ininterrottamente, tranquillamente e senza problemi di orari. A questa situazione sia il Comune che la società hanno posto rimedio chiudendo l'accordo con la struttura sita a Monte Po'. Secondariamente per poter puntare a qualcosa di più, forse, manca una società più forte sotto l'aspetto economico anche se nella nostra categoria in pochi possono vantare un badget ampio. Intanto però dobbiamo raggiungere l'obiettivo più importante che è quello di mantenere la categoria e successivamente con una concessione della struttura di Monte Po' per tanti anni potremmo puntare a qualcosa di più in futuro. Certamente bisognerà partire dal primo giorno della nuova stagione con un impianto già pronto e un progetto che tenda ad assorbire non solo la prima squadra ma il movimento che ha l'Atletico Catania a livello calcistico in questa città. Solo riuscendo ad avere un campo nostro potremmo avere un progetto forte per iniziare a dare spazio, magari, anche al settore giovanile. Se non ci fosse tutto questo diventerebbe tutto molto difficile».
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