Aci S. Antonio, Palma a GS.it: «Prima salvezza, poi si vedrà. Andiamo ad Avola per vincere»

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Intervistato in esclusiva da Golsicilia.it, il direttore sportivo dell'Aci Sant'Antonio Ambrosiana Santo Palma traccia un bilancio della prima metà stagione della sua squadra. Il direttore è un "uomo di campo" e conosce bene la realtà del calcio dilettantistico siciliano. Prima di accasarsi quest'estate all'Aci Sant'Antonio, Palma per quattro stagioni è stato ds dell'Atletico Catania.

Direttore, quale è il suo personale bilancio della stagione?

«Sicuramente è un bilancio positivo. I numeri dimostrano l'ottimo lavoro svolto e l'armonia fra staff tecnico, giocatori e pubblico. Senza fare proclami, ma solo lavorando con serietà, siamo riusciti a fare riavvicinare la gente alla squadra di Aci Sant'Antonio. Spesso nelle sfide in casa con il nostro gioco facciamo divertire il pubblico e questo certamente favorisce una buona affluenza di gente al campo».

In queste sedici gare finora disputate, tra le mura amiche siete stati praticamente quasi perfetti, con sei vittorie e due pareggi per un totale di venti punti. A tal proposito il vostro portiere Fabio Tasinato al "Comunale" non ha ancora subito reti...

«Devo dirti la verità, in casa siamo stati straordinari, anche se abbiamo lo stesso modo di giocare sia tra le mura amiche che fuori casa. Sono stati diversi solo i risultati. In casa siamo stati fortissimi da un punto di vista tecnico-mentale ed abbiamo saputo fare un buon calcio, con dei buoni interpreti ed un lavoro importante dietro. C'è comunque una componente di fortuna, perché se non abbiamo subito nemmeno un gol nelle gare interne è anche frutto del caso, visto che le occasioni agli avversari le abbiamo concesse. È un dato che ci fa piacere, ma questo fatto non ci deve condizionare. Tuttavia questa è un'altra cosa che dimostra il buon lavoro dello staff, in questo caso del preparatore dei portieri Davide Iacuzza». 

Secondo lei gli ultimi due colpi esterni a Gela e Barcellona Pozzo di Gotto, contro Atletico Gela e Nuova Igea, rappresentano la svolta della vostra stagione?

«Sicuramente sono stati risultati che ci hanno dato convinzione e ci hanno fatto capire che se andiamo in casa dell'ultima o della prima, dobbiamo puntare sempre ai tre punti. Queste due vittorie ci hanno dato la consapevolezza della nostra forza. Le belle prestazioni offerte nelle ultime due trasferte sono state accompagnate dal risultato, perché comunque in altri campi nonostante delle buone prove, non siamo riusciti a fare dei buoni risultati ed abbiamo perso punti per strada vedi Comiso, Rosolini e Brolo».  

Intervistato da noi qualche settimana fa, l'agente Fifa Vincenzo Pagano vi ha fatto i complimenti perché siete la rivelazione del campionato, affermando che potete andare ai play off...

«Non siamo gli unici che possiamo andare ai play off. Oltre a noi, che siamo la rivelazione del campionato, ci sono le altre neopromosse Nuova Igea e Mazzarrà. Secondo me dopo il mercato di dicembre nessuno si è rinforzato. Tutti possiamo aspirare ai play off come tutti dobbiamo guardarci alle spalle ed arrivare a quota 40. Noi sappiamo che la salvezza è il nostro obiettivo primario, poi se arriva l'opportunità di andare ai play off ce la giocheremo perché è il campionato a dirlo. Siamo convinti di potercela giocare con tutti. Penso comunque che i play off siano strutturati male, perché sono troppo lunghi ed onerosi per le squadre. Ringrazio Vincenzo Pagano per i suoi complimenti e faccio anche io i miei complimenti a lui per il suo lavoro».

Come valuta il lavoro del tecnico Salvo Ricca e dei suoi collaboratori?

«Faccio presente che io ho già trovato qui Salvo Ricca, perché il mio arrivo ad Aci Sant'Antonio risale al 20 luglio, quando il presidente D'Amico aveva scelto lo staff e buona parte dell'organico. Della rosa e dello staff conoscevo tutti. L'unico che non conoscevo era proprio mister Ricca, perché per tanto tempo ha giocato fuori dalla Sicilia e non ho mai avuto modo di incontrarlo prima. Posso dire che l'ho conosciuto  prima come uomo ed ha delle qualità importanti. Successivamente l'ho conosciuto come tecnico ed i risultati gli stanno dando ragione. Da giocatore ha avuto maestri importanti come Ventura e Delneri, da ognuno di loro è riuscito a prendere qualcosa. È un allenatore che ascolta i consigli per migliorarsi ed è un giovane che non si da delle arie e a cui piace confrontarsi. Per il resto c'è da sottolineare il lavoro del tecnico della "Juniores" Vladimiro Caramel, il quale sta facendo benissimo con la sua formazione che è seconda in classifica nel suo raggruppamento. Anche Angelo Stoppa, il secondo di Ricca, è una grandissima persona che aiuta il gruppo. Una citazione la merita pure il magazziniere Natale Pellegrino che mi segue da cinque anni e il dirigente Gino Sapuppo, che per la società fa tantissimo».

A differenza di altre squadre, sul mercato di dicembre avete lasciata quasi inalterata la rosa. La vostra mossa può essere un vantaggio per il resto della stagione?

«Sì, può essere un vantaggio come lo è stato per la prima parte di stagione. Sul mercato volevamo prendere un centrocampista, ma non ci siamo riusciti. Volevamo prendere Privitera del Modica, che ha preferito l'offerta più vantaggiosa dell'Orlandina. Abbiamo trattato con l'ex Nissa Marletta che si è accasato al Paternò. Erano due calciatori che potevano fare al caso nostro vista la loro esperienza, sia come uomini che come atleti. Non siamo riusciti a prenderli ed abbiamo preferito tesserare Mirabella che è un attaccante giovane con esperienze in categorie superiori. Il suo acquisto si sposa con la nostra politica societaria di puntare sui giovani».

Sabato scorso al "Comunale" avete pareggiato 0-0 con il Misterbianco....

«Era una squadra difficilissima. Abbiamo pareggiato all'andata e al ritorno, vuol dire che siamo due squadre che nell'arco dei 180 minuti ci siamo equivalse. Noi e loro siamo ben messi in campo a livello tattico. Ci accontentiamo, non possiamo vincere tutte le partite. L'importante è che abbiamo fatto il massimo».

Domenica andrete ad Avola per affrontare una squadra bisognosa di punti...

«Alla fine della partita d'andata dissi che l'Avola si sarebbe tirata fuori dai play out e così è stato, nonostante il cambio di allenatore con l'arrivo di Lucio Tosto. Per noi sarà una partita difficile e loro hanno bisogno di punti. Andiamo comunque li per vincere. Loro avranno delle assenze importanti, ma troveremo ugualmente una squadra arrabbiata dopo la sconfitta di Capo d'Orlando».

A suo modo di vedere quale è la prestazione migliore finora offerta dalla sua squadra e quale quella peggiore?

«Sicuramente la prestazione migliore è la partita a Barcellona Pozzo di Gotto di tre settimane fa. In quell'occasione abbiamo dimostrato di avere una grande forza mentale, tecnica e tattica. Quella peggiore sicuramente la gara dell'andata con l'Avola, dove abbiamo preso tre punti immeritati per la prestazione. Avremo modo di riscattarci domenica».

Il presidente Nicola D'Amico, in un'intervista rilasciata qualche mese fa a Golsicilia.it, ha detto che in questo campionato con poco, potete ottenere tanto…

«Noi stiamo facendo tanto. Siamo in linea con l'obiettivo di inizio stagione della salvezza e siamo a -11 dai 40 punti necessari per mantenere la categoria».

A differenza di altri lei non si lamenta mai degli arbitraggi...

«Non parlo mai degli arbitri perché fanno parte del gioco. Li considero quasi degli “eroi”. In Eccellenza sono in tre contro 22 giocatori che cercano di farli sbagliare in ogni situazione. Ho imparato ad accettare le decisioni del Giudice di gara e li ho sempre trattati benissimo a prescindere da tutto. Alla fine so che gli errori, a favore o contro, si compensano. Da otto anni non subisco un minuto di squalifica e pertanto tengo a sottolineare il buonissimo rapporto che ho con la classe arbitrale. Alla fine la signorilità paga».

Lei è un conoscitore del calcio dilettantistico siciliano. Dalla serie D in giù ci sono tante squadre che vivono un momento di difficoltà economica. La situazione della Nissa è l'emblema di questa crisi. Quali potrebbero essere i rimedi per rilanciare il calcio siciliano?

«La Nissa, come tutte le società isolane, è arrivata al punto di scomparire perché al momento di spendere i soldi non sono mai stati spesi per far crescere il movimento calcistico giovanile. Gli investimenti sono stati fatti solo per prendere giocatori ed allenatori. Si lavora sull'obiettivo annuale di vincere e non si costruisce niente per il futuro. In centri come Giarre o Paternò, non si pensa a programmare il futuro. L'unica società in Sicilia che ha pensato a programmare a lunga scadenza è stato il Calcio Catania, che ha trasformato la situazione costruendo la propria casa nel centro sportivo di Torre del Grifo. Con questa mentalità il calcio è divenuto un'azienda dove si può guadagnare, anziché perdere. Infatti il Catania con il centro sportivo ha una solida base e possiede un bilancio sempre in attivo. Le squadre tendono a scomparire per mancanza di programmazione. Bisogna investire fondamentalmente nelle strutture per il futuro. L'unico modo in cui questo sport può sopravvivere nei piccoli centri è quello di creare degli impianti dove far crescere i ragazzi del luogo. Fin quando non si capisce questo, le società calcistiche isolane sono destinate a morire». 


Davide Sirna 11/01/2013
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