Aci Sant'Antonio, Palma a GS.it: «Orgoglioso dei miei ragazzi. Futuro? Vedremo...»

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Il campionato di Eccellenza è rimasto fermo per qualche settimana, con le squadre che hanno rifiatato e si sono preparate ad affrontare al meglio le ultime tre giornate del massimo torneo regionale a partire da questa domenica. Intervistato in esclusiva da Golsicilia.itil direttore sportivo dell'Aci Sant'Antonio Ambrosiana Santo Palma fa il punto della situazione per quanto riguarda la propria squadra, parlando anche di problematiche generali che affliggono il mondo del calcio dilettantistico siciliano. 

Direttore, a tre giornate dalla fine del torneo avete raggiunto la salvezza matematica. Adesso qual è il vostro obiettivo?

«È ovvio che arrivati a questo punto proveremo ad andare ai play off. Abbiamo conquistato la salvezza con largo anticipo ed adesso è giusto puntare ai play off distanti da noi solo un punto. Noi ci impegneremo al massimo per raggiungere gli spareggi promozione, ma se non dovessimo andarci, il nostro rimarrà un campionato memorabile per i ragazzi e per l'Aci Sant'Antonio che si presentava a questo torneo nelle vesti di matricola».

Nell'ultima gara avete battuto il Comiso per 2-1 con un gol di Costa all'89'...

«È stata una partita durissima anche perchè il Comiso si giocava moltissimo della sua stagione. Hanno trovato un gol fortunoso, ma per noi la gara era importante. Abbiamo vinto all'89', ma ciò non vuol dire che i nostri tre punti non erano meritati. La nostra squadra ha meritato di vincere contro un ottimo Comiso che di certo non merita i pochi punti che finora ha conquistato. Ritengo i verdearancio una squadra abbastanza consistente in tutti i reparti».

Dopo la pausa pasquale, domenica 7 aprile farete visita alla capolista Orlandina che è sul punto di ritornare in Serie D, categoria che nella località messinese manca da un decennio...

«L'Orlandina non perde una partita da quando li abbiamo battuti nel match d'andata. Sicuramente andremo lì per giocarcela. L'Orlandina ha dimostrato di essere la squadra più forte con sei punti di vantaggio sul Città di Vittoria. Per noi è una partita importante perchè fare punti a Capo D'Orlando significherebbe mettere una seria ipoteca alla nostra partecipazione ai play off. Per loro comunque questa partita pesa molto perchè vincendo potrebbero avere la certezza di raggiungere la Serie D. Vale più per loro che per noi».

Nelle ultime due giornate affronterete Atletico Villafranca ed Atletico Gela, due squadre destinate ad una retrocessione di cui manca solo la certezza matematica. Nella corsa per andare ai play off potrebbe essere un vantaggio giocare contro di loro?

«Probabilmente potrebbe anche essere un vantaggio, ma moltissimo dipenderà anche dall'esito della nostra gara con l'Orlandina. Noi proveremo a fare bottino pieno contro le tre squadre che andremo ad affrontare. In queste partite le motivazioni hanno un certo peso. Se Atletico Villafranca ed Atletico Gela sono in questa condizione è perchè evidentemente hanno dei problemi che si tirano dietro da inizio stagione. Ci sono valori diversi fra noi e loro, ma ribadisco che dobbiamo pensare prima alla partita di Capo D'Orlando».

Per la stagione finora disputata avete qualche rimpianto?

«Più che avere rimpianti, dico solo di essere contento. Sono soddisfatto per i tanti punti fatti, per la nostra imbattibilità casalinga che oramai dura da due anni se teniamo conto della passata stagione. Ci siamo prese tantissime soddisfazioni battendo l'Orlandina capolista ed il Modica. Abbiamo vinto e perso, ma l'essere a tre giornate dalla fine in piena corsa per i play off è una cosa che riempe d'orgoglio tutti. Abbiamo una bella squadra fatta di ottimi giocatori a cominciare dai nostri under. Nonostante le assenze di Orlando e Cucè i vari Sardo, Bonaccorso, Coniglio, Caponcello, ecc. hanno dimostrato che abbiamo un parco Juniores di spessore. Noi siamo una neo promossa, ma nonostante ciò abbiamo la difesa meno battuta del campionato. Questo secondo me è un dato importante perchè sottolinea che dietro c'è un lavoro importante».

Come si è comportato mister Ricca alla sua prima stagione da allenatore?

«Il mister ha potuto lavorare in modo tranquillo per tutto l'arco della stagione. Ha potuto esprimere tutto il suo sapere calcistico e la sua professionalità. Ricca da allenatore ha appena iniziato, ma ha dimostrato grande carisma e di saper guidare il gruppo. Ha dimostrato di saper fare capire le proprie idee tattiche, sapendo gestire tutte le varie situazioni. Ribadisco comunque che la società lo ha sempre appoggiato».

Nel corso della stagione avete attraversato delle vicissitudini societarie, tanto che ad un certo punto rischiavate di non finire la stagione. La vostra realtà calcistica ha ricevuto risposte concrete da istituzioni ed imprenditoria locale? Inoltre, le chiedo se nella situazione attuale ci sono i presupposti affinchè il calcio abbia una continuità ad Aci Sant'Antonio...

«Io penso che se la comunità di Aci Sant'Antonio vorrà che il calcio continui ad esistere in questa località, tutti dovranno comportarsi in modo diverso. Per "tutti" intendo istituzioni ed imprenditoria locale. Al giorno d'oggi il calcio costa ed in un paese l'unione può fare la forza. Alla fine si chiede un piccolo sforzo da parte di tutti affinchè questa società abbia una continuità negli anni. Questa è una scelta che deve fare Aci Sant'Antonio e non solo il presidente D'Amico. I presupposti affinchè il calcio continui sono che l'Aci Sant'Antonio abbia un organico importante, un ottimo tecnico ed una società ben organizzata. Queste cose che ho elencato le abbiamo e sono la nostra base di partenza. Manca solamente la collaborazione delle istituzioni e dell'imprenditoria locale perchè il solo presidente D'Amico non può mantenere la società in Eccellenza, una categoria che ha dei costi. C'è da dire comunque che nella prossima stagione l'Aci Sant'Antonio potrebbe essere l'unica squadra a rappresentare il Comprensorio acese tra Serie D ed Eccellenza, nell'ipotesi in cui l'Acireale dovesse sparire in estate. Questa società è un patrimonio che Aci Sant'Antonio deve tenersi stretto perchè essendo una squadra di Eccellenza, il titolo sportivo potrebbe fare gola a chi dovesse decidere di investire nel calcio oppure attirare l'interesse di altri paesi limitrofi».

Le difficoltà societarie come sono state vissute da squadra e staff tecnico?

«Le difficoltà le abbiamo vissute alla grande. Anche nella settimana peggiore abbiamo continuato a lavorare, allenandoci durante la settimana. Il presidente nei nostri confronti si è sempre comportato bene e noi lo abbiamo appoggiato. Con l'unità del gruppo siamo riusciti a gestire queste problematiche che in una squadra di Eccellenza possono capitare. L'unità di intendi in una squadra deve sempre fare la differenza».

I tifosi hanno spesso dimostrato la loro vicinanza nei vostri confronti, sistemando il terreno di gioco del "Comunale" alla vigilia del match contro il Comiso...

«Io devo solo ringraziare i nostri tifosi che con il passare delle partite sono cresciuti di numero. Sono dei ragazzi che seguono e tengono alle sorti dell'Aci Sant'Antonio. I ragazzi che ci seguono sono un esempio da imitare per tutto il paese di Aci Sant'Antonio, il quale nella prossima stagione deve avere lo stesso spirito dimostrato dai nostri tifosi. Oggi il calcio si fa con l'aiuto di tutti. Bisogna capire che l'Aci Sant'Antonio Calcio è un bene dell'intera comunità».

La formazione "Juniores" allenata da Vladimiro Caramel ha vinto il proprio girone e si prepara ad affrontare la fase regionale...

«Siamo arrivati primi nel nostro girone avendo solo alcuni classe '94 e tutti '95, quest'ultimi per altro sono gli stessi della prima squadra. Adesso ci giocheremo i quarti di finale regionali contro il Taormina. Mister Vladimiro Caramel ha fatto un ottimo lavoro sia nella Juniores che nella prima squadra. Quest'anno per scelta abbiamo fatto un'unica squadra di trenta calciatori che si allenano insieme. Sotto l'aspetto degli under siamo messi abbastanza bene perchè c'è davvero un ottima base di partenza. Già molti li abbiamo in casa, mentre altri li sto seguendo per la prossima stagione».

Nel panorama calcistico siciliano i concetti di sportività e lealtà non sono sempre presenti nelle gare fra le squadre. Domenica scorsa in Promozione il match Riviera dello Stretto-Real Giarre è stato sospeso per rissa e la partita data persa ad entrambe le squadre..

«Bisognerebbe farsi un esame di coscienza perchè quando si va a giocare a calcio bisogna essere felici. Fare calcio significa dare il massimo a livello agonistico, ma quando finisce la partita bisogna stringersi la mano e rispettarsi reciprocamente. Sicuramente il fatto di dare la partita persa ad entrambe, mi sembra una soluzione in cui gli organi competenti si lavano le mani. Secondo me sono cose da attenzionare in maniera diversa. Bisogna punire le società padrone di casa perchè nella maggioranza delle volte la colpa è la loro. Nel caso di Riviera dello Stretto-Real Giarre, gli ospiti erano in vantaggio e non avevano motivo di mettere la partita sul piano della rissa. Io invito la Federazione a prendere una chiara posizione in questi casi, perchè non farlo significa essere lavarsene la mani, non indagando e non punendo i veri colpevoli».

Da qualche settimana si può scommettere anche sulla Serie D. È favorevole verso questa nuova tendenza?

«Non sono ne favorevole e ne contrario. Devo dire che da quello che mi è sembrato di capire, le partite non si possono scommettere singolarmente. Se è così non sono influenti, ma se si potessero giocare singole sarebbe una cosa assolutamente da bloccare. Ci sono comunque dei siti in cui si può scommettere sull'Eccellenza, ma ribadisco che se le partite si giocano singolarmente sono assolutamente contrario, mentre se sono a gruppi può andare bene».

La stagione agonistica volge al termine. Quali sono le sue intenzioni per il suo futuro professionale?

«Intanto riguardo il mio futuro ci tengo a dire che la mia permanenza ad Aci Sant'Antonio è legata al fatto di cosa vorrà fare il presidente. Il mio futuro è quello di cercare di arrivare ai play off e poi vedere cosa farà la mia società, a cui darò sempre la priorità rispetto ad altre società sempre se il presidente vorrà confermarmi. Se così non sarà mi guarderò intorno anche se in questo momento nel nostro territorio in queste categorie non c'è una grande scelta di squadre dove chi fa il direttore sportivo come me può andare a lavorare. Adesso non posso dire di restare ad Aci Sant'Antonio perchè il presidente non mi ha rinnovato il contratto per l'anno prossimo. Di certo quest'anno ad Aci Sant'Antonio è stato fatto un lavoro importante e per il futuro c'è una buona base da cui poter partire».

Grazie per la disponibilità...

«Grazie a voi. Arrivederci».


Davide Sirna 02/04/2013
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