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Richichi a GS.it: «Dobbiamo lavorare bene per ottenere risultati»

Dallo stadio comunale "Zia Lisa" di Catania


Dopo il match valevole per l'andata di Coppa Italia di Eccellenza disputato allo stadio comunale "Zia Lisa" di Catania tra Atletico Catania e Acicatena, conclusosi col risultato di 0-0, l'allenatore atletista Antonio Richichi concede un'intervista in esclusiva a Golsicilia.it.

PARTITA «La mia squadra rischia tanto perché come io gli ho trasmesso fin da quando sono qui, il nostro scopo è giocare a calcio. Il blackout che abbiamo avuto nel secondo tempo è stata colpa di mancanza di concentrazione, di tensione che bisogna mantenere alta per tutta la settimana. Abbiamo avuto qualche defaillance societaria, non per colpa del presidente o del vice o di chi collabora, ma sappiamo benissimo che ci sono stati dei problemi. Ho avuto una rosa dimezzata la settimana scorsa, mancavano alcuni elementi presi apposta quest'anno per fare la differenza che non hanno fatto parte della scorsa partita. Io non ho la bacchetta magica e come tutti gli allenatori soffro questa tipologia di problemi. Gli allenamenti non sono stati fatti in maniera adeguata, come piaccion a me, da circa un mesetto e per uno come me che é fermamente convinto di programmare e lavorare per trasferire quello fatto durante la settimana in maniera seria é molto difficile in queste situazioni».

DUE TORRI «Domenica match difficile? Cose facili qui all'Atletico non ne ho mai trovate da due anni e mezzo a questa parte sia per logistica che per antipatia sviscerale verso la squadra da parte di alcuni addetti ai lavori di cui non ho mai capito il motivo perchè non vogliono un'altra realtà nel catanese che possa portare ulteriore linfa di vita a questa città. Quindi appunto per questo di cose facili non ne ho mai viste. Mi capita spesso di parlare con qualche tifoso, e loro hanno visto di tutto nel passato. Io comunque non mi preoccupo perchè andremo sempre a lottare e battagliare con i giocatori che avrò a disposizione. Ho sempre trasmesso questo tipo di mentalità. La voglia, l'attaccamento alla maglia e il sacrificio sono la chiave di lettura di ogni cosa».

MODULO «Il calcio è statistica e i numeri sono importanti. Intanto un punto a favore è che abbiamo la difesa meno battuta del campionato. E poi quest'estate quando abbiamo deciso di sviluppare la squadra, con il direttore Palma, abbiamo speso tanto per il reparto difensivo. Il rammarico è, non tanto per i gol sbagliati perchè veramente è diventata una patologia nel senso buono del termine, che riusciamo ad arrivare, anche tanto, sottoporta con bellissime trame di gioco che non riusciamo a concretizzare. Se non riusciamo a compattarci fino a Dicembre è evidente che qualcosa bisognerà sistemare. Il mio modulo è il 4-3-3 lo sanno tutti perchè lo attuo da una vita e oggi per cercare un pò più di spinta maggiore davanti ho giocato con un 4-3-1-2 con Chiaramonte dietro le punte. Anche oggi, a parte le sei azioni gol del primo tempo, non siamo riusciti a sbloccarci. Sinceramente sto pensando di tornare nuovamente a giocare dato che da giocatore mi piaceva mettere la palla in rete (ride ndr) ».

FUTURO «Si è fatta una scelta iniziale che a oggi non ci sta dando ragione, però perseverare sulle scelte diventa diabolico. Quindi è evidente che quello che bisogna sistemare è innanzitutto dare un pò di serenità a questi ragazzi e un pò di tranquillità e cercare di farli lavorare in maniera adeguata. Poi dopo Dicembre sicuramente cambieremo qualcosa».

TIFOSI «Loro lo sanno cos'è che patisco io, nel senso riduttivo del termine. Io ho sposato questa causa perchè mi piace: il tifo e l'attaccamento che hanno questi ragazzi, nonostante dicano qualche parolina in più che ci sta in questi momenti. C'è gente che segue questa squadra da tantissimi anni e per questo sono onorato di essere qui. Io do tutto, il massimo e non ci dormo la notte quando penso a un risultato perchè comunque non lascio niente al caso. Adesso a parte la mia "arrabbiatura" finale, sono amareggiato perchè non ho lavorato come piace a me e mi posso rimproverare ben poco. Domenica scorsa abbiamo pareggiato col Trecastagni ma avevo sette juniores in campo e altri sette in panchina».



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Orazio Gaspare Ardizzone 13/10/2011
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