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Dietro ogni squadra di calcio che si rispetti c'è sempre una città, paese, quartiere che segue con trepidazione le gesta dei propri beniamini. Ecco perchè Golsicilia.it, alla vigilia della terza giornata di campionato nel girone B di Eccellenza, inaugura la rubrica "La squadra di.." approfondimento su storia, tradizioni e curiosità legata alle varie città del torneo orientale. Questo sabato si parte dal comune catanese di Aci Sant'Antonio.
POPOLAZIONE Aci Sant'Antonio (Sant'Antoni in siciliano) è un comune italiano di 17.348 abitanti sito nella provincia di Catania. Nella seconda metà dell'800 il sobborgo contava circa 4 mila abitanti mentre dal 1981 ad oggi si registra un incremento vicino al 200% (da 6.270 agli attuali 17.348).
STORIA Si narra che Aci Sant'Antonio e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa. I poeti Virgilio e Ovidio fecero nascere il mito della fondazione alla storia d'amore tra una ninfa chiamata Galatea ed un pastorello chiamato Aci, e del ciclope Polifemo. In epoca romana esisteva invece una città chiamata Akis, che partecipò alle guerre puniche. Nel 1169, a seguito di una forte eruzione accompagnata da forte scosse di terremoto, gli abitanti lasciarono la parte costiera e si ritirarono in queste amene contrade ricche di boschi e di abbondante legname; qui diedero vita al piccolo borgo di Casalotto.
"Casalotto" sorgeva a nord-ovest dall'attuale centro urbano di Aci Sant'Antonio. Per mezzo di una struttura corporativa i rappresentanti di "Casalotto" si riunivano con i rappresentanti delle comunità limitrofe per decidere le sorti della zona chiamata Jaci. La storia del borgo è strettamente collegata alle sorti del vicino e grande centro chiamato oggi Acireale fino al 1639. Sotto il dominio spagnolo, infatti, le lotte interne con la vicina Aquilia indussero gli abitanti di Casalotto e dei borghi vicini a chiedere al viceré di Palermo la separazione da Aquilia Vetere; questa fu ratificata nel 1640 a firma dei luogotenente cardinale Giannettino Doria arcivescovo di Palermo. Nel gennaio del 1693 un terribile terremoto, di proporzioni mai registrate, distrusse l’intera Sicilia orientale: ad Aci S. Antonio perirono 143 persone e vennero abbattute tutte le chiese tranne quella dei padri mercenari.
Nel 1792 la città di Aci SS. Antonio e Filippo diventò comune libero. Approvata e sanzionata la costituzione del Regno di Sicilia, Aci S. Antonio è presente nella “Mappa” dei Comuni (1812) che avevano diritto a mandare un proprio rappresentante alla Camera dei Comuni. Intanto il continuo rinnovarsi di contrasti interni tra Aci S. Antonio ed Aci S. Filippo Catena determinava nel 1826 con decreto di Francesco I la costituzione di due comuni.
MONUMENTI Il 700 fu il secolo d' oro per Aci S. Antonio. Pittori scultori architetti, valenti mastri d' opera si avvicendavano per la ricostruzione e l'abbellimento dei maggiori edifici, distrutti dal precedente terremoto. Opere pregevoli di questo periodo furono la chiesa di S. Antonio Abate (nella foto), quelle di S. Biagio e di S. Michele arcangelo, il palazzo Reggio Carcaci, il palazzo Puglisi ed il palazzo Gagliani.
SANTO PATRONO Aci Sant'Antonio segue con devozione S.Antonio Abate. Nel 1400 gli abitanti del luogo cambiarono, infatti, il nome originario di borgata Casalotto in onore del divino egiziano. Ogni anno si rendono grazie e riconoscenza per i favori ricevuti con caratteristiche manifestazioni che richiamano usi e costumi risalenti agli inizi del X secolo d.C.; la più particolare è quella della sfilata delle candelore.