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Calciomercato Catania: adesso bisogna vendere
Nella vita, come nel calcio, tutte (o quasi) le storie d’amore hanno una fine. E spesso la separazione è più o meno burrascosa. È il caso di Matias Silvestre, ormai ex difensore del Palermo, accasatosi alla nuova Inter di Stramaccioni.
Sicuramente per l’assetto difensivo sarà un brutto colpo perché l’argentino, nell’ultima e unica stagione a Palermo, ha mostrato tutto il suo valore tanto da meritarsi infinite lodi dagli addetti ai lavori. E non è un caso che anche il Commissario Tecnico della Nazionale, Claudio Cesare Prandelli, abbia messo gli occhi su di lui. Ma perché questa cessione, a differenza di tante altre, ha lasciato poco amaro in bocca?
Questa volta l’esito era scontato. Non per volontà dirigenziali bensì per qualche esternazione di troppo dello stesso Silvestre. Trasferitosi alla corte di Pioli dopo tanti anni di Catania, ed è già quanto dire, è riuscito in poco tempo a far innamorare il pubblico rosanero salvo poi ‘tradirlo’ a fine stagione. La sua ‘volontà di andar via poiché deluso dall’annata’ e l’affannosa ricerca ‘di un grande club che gli permettesse di competere per grandi obiettivi’ hanno inciso in maniera determinante sulla sua permanenza in Sicilia.
Tenere in rosa un giocatore scontento sarebbe stata un’arma a doppio taglio e allora le valutazioni portate avanti dal trittico Zamparini-Perinetti-Cattani hanno un loro perché. L’unica pecca, forse, risiede nel non essere riusciti a valorizzare un trasferimento che lo scorso anno vide un esborso di ben sette milioni di euro. L’accordo sul suo passaggio in nerazzurro, infatti, è stato trovato sulla base di due milioni di euro per il prestito oneroso e sei per il riscatto: un totale di otto milioni che forse non bastano a coprire per intero le spese affrontate per assicurarsi le sue prestazioni un anno fa.
Una cosa però fa riflettere: la sua esultanza (in foto) dopo il gol siglato al Chievo nella penultima uscita stagionale. Probabilmente un po’ più di rispetto nei confronti di chi ha ‘affollato’ il Barbera tutto l’anno non avrebbe fatto male ma il calcio è anche questo. Nel bene e nel male.
In ogni caso, Silvestre o non Silvestre, è tempo di voltare pagina. Come fatto in passato con Barzagli, Zaccardo, Kjaer e via dicendo, trovare un degno sostituto è tutt’altro che impossibile. In molti, all’interno della società, hanno giurato piena fiducia nelle capacità dei giovani Labrin, Milanovic e Munoz ma non è da escludere a priori un piccolo intervento in sede di mercato. Nelle ultime ore due voci hanno iniziato a rincorrersi con una certa insistenza: la prima porta a Canini del Cagliari, la seconda a Spolli del Catania. Tra le due, e senza ombra di dubbio, la più percorribile dovrebbe essere quella che porta in Sardegna ma le possibili richieste di Cellino potrebbero indurre il Palermo ad un inevitabile dietrofront.
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