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Catania, quindici partite per sognare l'Europa

L'editoriale


Meno dieci. Non ci riferiamo alle temperature polari che nelle ultime settimane hanno messo in ginocchio l’Italia, ma ai punti che mancano al Catania per raggiungere la salvezza virtuale. Sì, perché con il successo di ieri sera, il secondo esterno della stagione, i rossazzurri si avvicinano al traguardo dei quaranta punti con largo anticipo. La vittoria di Siena è stata frutto dell’impegno, della grinta e del cuore messo in campo dai quattordici uomini utilizzati da Montella nella fresca serata toscana.

A cominciare da Carrizo, il quarto portiere a difendere la porta etnea in stagione, che con le sue parate ha sigillato il risultato. Ma attendiamo qualche partita prima di eleggerlo salvatore della patria, per evitare di prendere un granchio, come successo con i suoi predecessori. La difesa etnea, inoltre, si è dimostrata ancora una volta impenetrabile grazie alle ottime prestazioni di LegrottaglieSpolli e del ritrovato Bellusci. Bene il centrocampo grazie agli apporti di Almiron, Lodi e soprattutto Ricchiuti. L’ex capitano del Rimini, all’undicesimo gettone stagionale, il sesto dal primo minuto, ha dettato i tempi alla manovra offensiva della sua squadra e disturbato per sessantuno minuti la retroguardia senese con il suo dinamismo e la sua inventiva. Un giocatore come lui, a dispetto delle quasi trentaquattro primavere, dovrebbe giocare sempre. Positiva anche la prestazione di Marchese, autentica spina nel fianco per la fascia destra bianconera. Non benissimo, invece, Bergessio e Catellani: il primo, come spesso accade, è rimasto isolato e poco servito dai compagni; il secondo sembra ancora acerbo per giocare in massima divisione.

Un voto positivo anche a Montella che è riuscito a dare carattere a una squadra che la scorsa stagione, quando andava in trasferta, scendeva in campo già sconfitta. Quest’anno, invece, il Catania se la gioca sempre fino all’ultimo e qualche volta, come ieri sera, porta a casa anche i tre punti. La zona Europa League, adesso, dista solo otto punti e, con quindici partite ancora da giocare, nessuno esclude che non si possa sognare in grande.


Andrea Motta 23/02/2012
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