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(in foto da sinistra: l’assessore Casella, il sindaco Mangiameli, il presidente Virgillito e Renato Marletta)
Sala del sindaco stracolma. Tanti addetti ai lavori, il consiglio comunale presente, il sindaco Mangiameli sfoggia un’espressione di forte soddisfazione arricchita dalla vittoria al Tar, la sua legislatura è “ok”. La Leonzio: è presente il nuovo presidente Virgillito, l’uomo delle alleanze Renato Marletta, il tecnico ed alcuni giocatori. Aggiungiamo la tifoseria rappresentata da Saro Tomasello, membro attivo della nuova costituente società di calcio.
Mi è sembrato da subito di essere in una sala di registrazione, dove si sta completando la registrazione di un disco, adesso cd, ma il vinile oggi è più appropriato, con lato A e lato B. Mi spiego meglio: la prima parte è dedicata al sindaco Mangiameli, che mostra la sua soddisfazione nell’aver trovato assieme ai suoi stretti collaboratori la soluzione “salva Leonzio”, con l’avvento, quasi da Santo protettore, di Renato Marletta ed il gruppo Virgillito. È evidente la forzatura e le maglie politiche che hanno determinato questo atto esecutivo, la Leonzio è salva, con le carte federali in regola.
LATO A, IL SINDACO
SINDACO «La prima vittoria è quella che la Leonzio è salva, manterrà il titolo, nessuna radiazione e porterà al termine il campionato. In questo l’Amministrazione non ha responsabilità diretta, essendo associazione o società privata, ma ha la responsabilità morale di trovare le soluzioni, facendo il possibile, con l’assessore allo Sport Giuseppina Casella. È un punto di partenza, la mancata radiazione è già un grande risultato».
Il sindaco conferma che verranno rispettate le somme dedicate in bilancio, che il contributo verrà versato a breve nelle casse della società. Difende la nuova dirigenza dalle critiche, di chi professa il possibile tentato “furto” di cassa e società da trasferire altrove, facendo notare, che la nuova dirigenza invece d’incassare deve anticipare. Importante l’atto della gestione Cundari, che ha dichiarato di non incassare i contributi in saldo e di lasciarli alla nuova gestione.
Capitolo stadio: è sempre il Sindaco Mangiameli a parlare. Espone le difficoltà architettoniche, conferma che saranno effettuate delle manutenzioni, ma non si sanno i tempi. Nessun dato chiaro è emerso, invece si appoggia ai favori del clima invitando chi andrà allo stadio domenica 9 a resistere al disagio e di “portarsi la crema abbronzante…”.
Puntualizza che nessuno porterà via il titolo da Lentini o la Leonzio. Prima di chiudere, apre la porta della gestione stadio, dicendo di rivedere il bando e trovare una possibile trattativa che accomuni gli obiettivi. Gli chiedo come mai non sia accaduto con la gestione Cundari, visto la potenzialità aziendale ed essendo i soli a partecipare a quel bando. Mi risponde: «Non vi erano i presupposti legali. Nello statuto della Leonzio non c’era la regolamentazione della gestione di strutture sportive». Io aggiungo che i Cundari erano pronti a cambiare lo statuto, ma lui mi risponde in modo deciso: «E come mai non si sono presentati? Li abbiamo aspettati fino a…». Chiude il suo intervento augurando che questa fase nuova anche fra persone possa dare avvio ad un progetto sinergico a medio - lungo termine.
Le parole del presidente Virgillito sono di valore protetto, ringrazia i giocatori che hanno scelto di vestire la maglia della Leonzio accettando la fase di riabilitazione. Spiega che egli ha individuato in questa realtà sociale ambizioni e forte legame al calcio, dichiara altresì di avere nel dna la parola “scommessa vincente”, ma anche la razionalità economica. Inoltre dichiara a garanzia personale: «Non vi sarà nessun trasferimento di titolo e squadra fuori da Lentini, la società è dei lentinesi, la mia idea è quella di far riavvicinare la gente con nessuna distinzione di età alla squadra di calcio».
LATO B: RENATO MARLETTA, DA GRANDE ESPERTO DI CALCIO SPIEGA:
«Alla 8.50 telefonata di Saro Tomasello, ho dovuto verificare se vi erano le condizioni per salvare la Leonzio, questo anche per i trascorsi di qualche anno fa con la serie D. Nessuna pubblicità personale – chiarisce subito Marletta – ma il legame e la passione per il calcio di questa realtà. Naturalmente, nulla di più difficile poteva essere accettato, ma dal dire al fare le parole non sono complici positive. La corsa contro il tempo è stata fatta, in due giorni, con attività notturna nel redigere ed inviare le carte con le nuove cariche. Il sabato mattina (si riferisce all’1 ottobre, ndr) siamo riusciti a creare una squadra di calcio, senza abbigliamento, ma è squadra».
Continua in modo incisivo la sua schiarita su alcuni punti che sembravano senza spine: «È un piano dì emergenza totale, non sappiamo quando finirà, ma si deve affrontare. Le mie richieste sono di chiara matrice collaboratrice e di logistica, avere lo stadio a disposizione, con i suoi servizi primari a disposizione, tutti i membri che vogliono avvicinarsi lo possono fare, siamo come un peschereccio che ha calato le reti “a strascico”».
Ancora Marletta: «Del progetto ne parliamo più in là, è facile parlare di progetto, ma nel calcio non è così facile. Meglio alla giornata che diventa mese o anno, nessuna promessa. Amo la produttività, le parole non portano a nulla! La cordata Virgillito è arrivata perché una cittadina di 40.000 abitanti non ha espresso una cordata locale. Non siamo i furbi o i polli del momento, la Leonzio è dei lentinesi, quindi le porte sono aperte a tutti. Anche la scelta tecnica è figlia di questo momento, Settineri è una scelta logica poiché al campo è come allenare quelli di “Fuga per la vittoria” o “Quella sporca dozzina”».
«Promettere o enfatizzare in questo momento è deleterio. Sappiate che mancano le autorizzazioni Siae, che domenica si deve giocare, quindi faccio appello alle cariche istituzionali di Lentini affinché ci aiutino ad accorciare i tempi nella fase giuridica e logistica dell’evento sportivo». Quindi lancia il 2° slogan: “Aiutiamo la Leonzio”. Chiude facendo l’esempio della “piramide”: «È una grande base a sostenere l’altezza e l’appendice e non il contrario, evitate d’immaginarvi la piramide al contrario!».
di Gian Paolo Montineri
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