



17 giugno: ad un anno dalla disfatta contro la Cavese
Serradifalco: ‘’Ecco chi è….’’ Salvatore Rappa
Palermo, tutte le ultime di mercato: preso Lafferty, Miccoli resta in A, Abel al Napoli per...
Trapani, Latina e Carpi pronte al ballo delle deButtanti
Il ricordo della sconfitta nella finale play-off nazionale per l'accesso serie D è ancora vivo e doloroso ma Benedetto Bottari, direttore generale del Due Torri, vuole mettersi tutto alle spalle e ripartire con nuove motivazioni. Alle porte c'è infatti un nuovo campionato di Eccellenza, questa volta nel girone B, da preparare al meglio. Il dirigente biancorosso ne ha parlato ai microfoni di Golsicilia.it.
Direttore Bottari la stagione 2011/2012 del Due Torri ripartirà dal girone B di Eccellenza. Secondo lei il torneo orientale, che comprende formazioni come Avola, Città di Messina e Ragusa, presenterà maggiori difficoltà?
«Non ci sono dubbi. L'anno scorso il campionato vedeva ai nastri di partenza solo due big, Licata e Due Torri, mentre devo dire che il girone B è tradizionalmente, da diverse stagioni, più competitivo sia nella parte alta della graduatoria che nei quartieri medio-alti della classifica. Faccio un esempio: lo scorso anno la vittoria del Licata a Villabate era scontata, mentre altrettanto scontata non era la conquista dei tre punti da parte del Palazzolo capolista contro la Spadaforese».
Quali sensazioni le vengono in mente se le ricordo la data del 19 giugno 2011 (finale play-off
nazionale persa contro l'Internapoli, ndr)?
«Un'esperienza del genere purtroppo a me era già successa, so bene cosa vuol dire. Nel 2005 in Montenero-Villafranca, guarda caso sempre il 19 giugno, perdendo 3-0 sfumò la serie D. In casa avevamo vinto 1-0 ma nel ritorno gli avversari fecero tre reti negli ultimi 20', fino al 70' eravamo in serie D. La finale persa con l'Internapoli ha rappresentato per il Due Torri un treno che è passato e difficilmente tornerà. Un'occasione più unica che rara per la società di Piraino ma nel calcio come nella vita bisogna rimboccarsi le maniche e ripartire senza presunzione».
Da quella finale con l'Internapoli nel club di Gliaca di Piraino sono cambiate molte cose, dall'addio del tecnico Raffaele fino alla cessione di buona parte della vecchia rosa. Possiamo dichiarare dunque concluso un ciclo?
«Sicuramente si è chiuso un ciclo ma, allo stesso tempo, se ne apre uno del tutto nuovo. Il Due Torri, data la difficoltà di questo nuovo campionato, dovrà essere umile nel valutare le proprie potenzialità facendo di necessità virtù. Gli ultimi cinque anni ci hanno portato a sfiorare la promozione in D, adesso c'è bisogno di pazienza e costanza nell'attesa che si crei un nuovo gruppo che, nel tempo, ritenti la scalata riuscita appena un stagione fa. Servirà molta lungimiranza».
La guida tecnica adesso è stata affidata a Gaetano Mirto, coadiuvato dal preparatore dei portieri Emanuele Manitta e da Basilio Arasi. Cosa ha convinto la dirigenza a puntare su questo trio?
«Il Due Torri ha scelto Mirto e il suo più stretto collaboratore Emanuele Manitta per la bontà del loro lavoro. Manitta, che non ha bisogno di particolari presentazioni, nella scorsa stagione è riuscito a valorizzare a Giarre un portiere come Bonaccorsi che dall'Eccellenza è passato in C2 all'Entella. Mirto rappresenta invece una garanzia perchè nelle ultime sette stagioni ha vinto cinque campionati, il suo curriculum parla da solo. Basilio Arasi, infine, è un uomo di fiducia della società che, interpellato dal club sulla volontà di rimanere, ha accettato con entusiasmo di far parte dello staff composto da Mirto e Manitta».
La prima uscita ufficiale avverrà domenica 28 in Coppa Italia, contro i cugini dell'Orlandina. In che percentuale tenete a questa competizione?
«Dipenderà tutto dalla risposta che la nostra formazione darà in campo agli input inviati da società e staff tecnico. Ritengo che la prima fase sarà un importante banco di prova. Se riusciremo a superare il primo turno vivremo la competizione alla giornata come, d'altronde, faremo con il campionato».
Concludiamo con un messaggio ai tifosi del Due Torri, cosa vorrebbe chiedere ai sostenitori biancorossi in vista di questa nuova stagione?
«Nel calcio come nella vita esistono dei cicli che si esauriscono, ciò che rimane è però la bandiera. I tifosi del Due Torri sono molto legati ai propri colori quindi, mentre giocatori, dirigenti ed allenatori passano, il concetto di bandiera rimane vivo. Sono sicuro che i nostri supporter ci staranno vicino nelle sfide che affronteremo quest'anno. Il loro sostegno sarà importante specialmente nel prossimo campionato che sarà agguerrito e vedrà sulla carta squadre favorite come Ragusa, Avola, Città di Vittoria e Città di Messina».